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L’Italia degli orrori Abusi, scempi edilizi e lifting alle statue

Stella e Settis in difesa dei beni culturali: stop al cemento «Veneto City e autodromo di F1, operazioni sbagliate»

di Albino Salmaso
2 minuti di lettura

 

L’Italia degli orrori, della cementificazione selvaggia che macina il record di 207 abusi edilizi al giorno e divora le spiagge e le colline, con Ischia che guida la classifica: su 62 mila abitazioni 28 mila sono illegali, costruite senza concessione edilizia.

L’Italia che all’articolo 9 della Costituzione sottoscrive l’impegno per «... tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione» e poi lascia sgretolare il sito archeologico di Pompei e vara una legge che impedisce l’arresto dei tombaroli e dei predoni dell’arte.

Gian Antonio Stella, scrittore, inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera, fa il tutto esaurito nell’aula magna del Bo. Al suo fianco c’è Salvatore Settis, archeologo, ex rettore della Scuola Normale di Pisa, opinionista di Repubblica, un intellettuale libero che nel 2009 ha sbattuto la porta e si è dimesso da presidente del Consiglio superiore dei beni culturali in contrapposizione con il ministro Bondi, reo di aver accettato un piano di tagli selvaggi, anticamera del disastro di Pompei.

Stella e Settis tengono la scena con la maestria di due attori di teatro e regalano una serata stupenda ad un pubblico che, per dirla con Curzio Malaparte, vuole lavare i panni sporchi in piazza e che non si rassegna dopo i «campi di sterminio, allo sterminio dei campi» come ha scritto Andrea Zanzotto. La campagna è stata devastata senza pietà: l’Italia ha urbanizzato il 7,6% del territorio, 415 mq di cemento per abitante. Nelle Marche i pannelli del fotovoltaico hanno avvolto le colline e il Veneto ha divorato l’11,4% della sua fertile campagna. Il record ce l’ha Treviso con 1099 aree industriali, 14 per Comune, distesa infinita di case e capannoni. Che rischiano di restare vuoti.

«Tra Mantova e Verona vogliono costruire l’autodromo da F1 con megacentro commerciale. Indovinate chi finanzia il progetto? Tra i soci c’è pure Veneto Sviluppo, la holding della Regione che deve rilasciare la concessione edilizia», dice Stella. «E a Dolo tutto è pronto per far decollare Veneto City». Ma chi può fermare i vandali? Non certo un governatore che dichiara: «E’ una vergogna spendere 250 milioni di euro per quattro sassi a Pompei». La frase, mai smentita, è di Luca Zaia che entra nella galleria degli orrori assieme ad una classe politica trasversale a caccia di voti con la deregulation urbanistica: Pdl, Pdl e Lega pari sono.

Non solo cemento. Stella e Settis regalano al pubblico una galleria di immagini che tolgono il fiato: si va dalla statua di Cavour decapitata a Trino Vercellese, ai bronzi di Riace spot dalla regione Calabria per catturare turisti.

Ma i capolavori portano sempre a lui, al Cavaliere. Oltre a coprire il seno alla «Verità svelata» del Tiepolo, lo staff ha realizzato un miracolo a palazzo Chigi: Venere ha riacquistato entrambe le mani. Marte, insieme alla destra, anche il pene perduto. Il celebre gruppo marmoreo, con i ritratti di Marco Aurelio e della moglie Faustina innestati sui corpi "greci" degli dei dell'Olimpo, ha subito un intervento di chirurgia estetica sotto la regia di Mario Catalano, scenografo di Colpo grosso. Un vero genio del lifting al servizio di sua maestà, Silvio IV.

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