Buco da 11 milioni di euro  alla  Banca Adige Po

Fra i 13 membri del Cda nei guai c’è pure Walter Barin, sindaco di Solesino. Concessi crediti a soggetti privi dei requisiti

SOLESINO. Terremoto sulla Banca Adige Po, nel mirino della Guardia di finanza per un presunto buco da 11 milioni di euro. A carico della "vecchia guardia", 13 ex componenti degli organi collegiali del Credito cooperativo di Lusia, l'accusa è di aver tenuto nascosto ai soci una perdita di bilancio che supera gli 11 milioni di euro. Tra loro anche un nome che balza agli occhi, quello del sindaco di Solesino Walter Barin, a lungo vicepresidente e per tre mesi, fino all’ottobre scorso, presidente della Banca. Che ha sede a Lusia ma conta quattro filiali anche nel Padovano.

L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Rovigo, è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Verona, Federica Ormanni. Dall’esame dei documenti contabili, i finanzieri hanno ricostruito la reale situazione economico-patrimoniale dell'Istituto di credito: situazione che sarebbe stata occultata ai soci. Il “buco” accumulatosi negli ultimi cinque anni ammonta a 11.244.017 euro. Una perdita di bilancio determinata dalle perdite sui crediti inesigibili, che gli stessi organi della Banca avevano concesso a soggetti privi dei necessari requisiti di solvibilità e senza le prescritte garanzie.

In pratica, la banca avrebbe concesso una serie di finanziamenti ad imprese che non presentavano una sufficiente solvibilità. La stessa perdita è stata, poi, occultata attraverso l’omesso stralcio dei crediti inesigibili, che sono stati imputati in bilancio gonfiando artificiosamente il valore dell’attivo patrimoniale. Le accuse ipotizzate a carico dei componenti degli organi della Banca vanno dal reato di falso in bilancio a quello di false comunicazioni sociali. Resta il riserbo delle Fiamme gialle sui nomi dei 13 indagati, ma si tratterebbe di tutti i componenti del Cda e del Collegio dei sindaci che amministravano la banca all'epoca dei fatti contestati: Brunetto Piola, all'epoca presidente, l’attuale presidente Antonio Schiro, Giorgio Marassi, Walter Barin, Arnaldo Gastaldello, Renato Cestari, Emanuele Ermolli, Federico Ferretto, Stefano Mazzuccato, Orlando Manfredini e i membri del collegio dei sindaci Andrea Previati, Andrea Vittorio Andriotto e Ivan Tognolo.

Le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria anche la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, per non avere adottato i previsti modelli organizzativi e gestionali. I reati in questione si riferiscono all'assemblea dei soci che si è tenuta il 23 maggio 2010 per l'approvazione del bilancio del 2009 a Sanguinetto di Cerea (Verona). Per questo la competenza è nelle mani della Procura veronese. Nel corso di quella seduta, per l'approvazione del bilancio del 2009, il Cda ha riferito solo un passivo di 1 milione e 731mila euro: secondo i finanzieri, invece, la reale situazione dell’istituto di credito era ben diversa. Dal canto suo, la banca ribadisce: la solidità dell’istituto non è in pericolo, i risparmiatori non rischiano nulla e dal 2012 è previsto il ritorno dei conti all’attivo. Il nuovo Cda sta già lavorando per il recupero dei crediti.

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