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L'EDITORIALE / Gruppo dirigente irresponsabile

Tutti contro tutti con lo scopo di non fare nulla per il bene della città. Comune, Provincia, Camera di commercio e Regione: atteggiamenti che indignano

Omar Monestier
2 minuti di lettura

PADOVA. Un amico, Elio Armano, fa questa sintesi: caro direttore, non ti infilare nel dibattito, non ne cavi nulla. L’unico obiettivo degli attori sociali e politici di questa città è impedire ad altri di fare qualche cosa. A Padova si ciacola e non si costruisce. Aveva ragione ma non mi rassegno. Me lo diceva quando la triplice querelle su Auditorium, centro congressi, ospedale non si era ancora ficcata nello stato di mobile (come le chiacchiere) immobilismo (nei fatti).

Andiamo per gradi. Sull’Auditorium, il sindaco ha torto. Bisogna pure che qualcuno abbia il coraggio di dirglielo. Molti del suo entourage lo pensano ma temono di venire azzannati. Venerdì, nel vertice di maggioranza, il primo cittadino ha chiarito inequivocabilmente le motivazioni della sua ostinazione: il Comune è vincolato a sfruttare quell’area in virtù del patto sottoscritto con la vecchia gestione della Provincia. Abbandonare sito e progetto potrebbe configurare un danno economico rilevante per l’amministrazione comunale. In cuor suo io credo che il sindaco sia sfibrato dal dibattito e abbia compreso che non ci sono più i tempi tecnici per impostare una gara, un appalto, la posa della prima pietra.

L’imbarazzo del finanziatore, la Fondazione Cariparo, è importante e crescente. Il Consiglio della Fondazione è azzoppato (sta per scadere) e il presidente è all’ultimo anno di mandato. Non v’è certezza che il prossimo consiglio e il prossimo presidente saranno ancora disposti a finanziare l’opera e il Comune i soldi per arrangiarsi non ce li ha. Il nodo della gestione è irrisolto e sullo sfondo rimane un’altra gestione lodevole ma non particolarmente originale ed è quella del San Gaetano, ancora nel guado fra biblioteca, centro espositivo, centro culturale. Continuare a dire che l’Auditorium si fa non corrisponde a verità. Mezza giunta non lo vuole, l’altra mezza non si espone, salvo la Boldrin e Rossi. Non capisco, francamente, la caparbietà del sindaco. Un precedente, il tram, dovrebbe essergli di monito. Stavolta il conto non lo pagherà lui ma il suo delfino, chiunque sarà, sul quale il centrosinistra ripone la possibilità di mantenere il governo cittadino. Capisco che Zanonato non pensi a sè, mi stupisce che non pensi al destino della sua maggioranza.

Sull’ospedale, il sindaco ha ragione. La Provincia ha insinuato nella Regione una serie di dubbi che forniscono un alibi al presidente Zaia per temporeggiare. I soldi, denuncia Claudio Sinigaglia, non ci sono. Le continue uscite della presidente della Provincia forniscono al governatore la scusa per non agire. E’ vero che per un ospedale più piccolo lo spazio di Brusegana è più che sufficiente. Ma non di ospedale si tratta, quando parliamo del polo cittadino. Padova ovest è una cittadella sanitaria, è la sede della prima industria cittadina. La Provincia non la spunterà, è evidente. Neanche se vincesse il centrodestra alle elezioni comunali fra due anni. Ciò che questo balletto di dichiarazioni sta producendo è che il presidente Zaia si sta interrogando su chi ha ragione. Comune o Provincia? Fino a qualche mese fa il dubbio non si sarebbe posto. Fa bene la presidente a chiedersi quale sia la soluzione migliore. Non deve però dare l’impressione di voler soltanto tirarla per le lunghe con lo scopo di crocifiggere il sindaco di Padova. I guasti di questa guerriglia sono un danno per la comunità padovana, la politica ne deve tener conto.

Sul centro congressi, è in corso un continuo stop and go inaccettabile. E’ vero che il problema è il valore del Palazzo delle Nazioni? Che la società che deve compiere le valutazioni patrimoniali è strattonata da Palazzo Moroni, Palazzo santo Stefano, Camera di commercio? Perchè ci sta mettendo così tanto davanti a un rudere come il palazzo delle Nazioni, il cui appeal sul mercato è poco più che simbolico?

Ha ragione Armano. La classe dirigente è un pantano in cui tutti accusano gli altri di non fare abbastanza senza occuparsi di che cosa ciascuno è chiamato a portare per il compimento del disegno comune, che dovrebbe essere il bene dei padovani. E’ un segno di disprezzo nei confronti dei cittadini. Ci scuserete, sindaco Zanonato, presidente Degani, presidente Furlan, governatore Zaia, ma questo atteggiamento ci indigna perchè annulla le vostre appartenenze e vi fa sembrare, tutti, egualmente irresponsabili.

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