Padova, volantino omofobo della Uil-Fpl per criticare Cisl e Cgil sulla sanità

La «pubblicità comparativa», richiamata nel volantino apparso nelle bacheche di ospedali e distretti sanitari, riguarda il raffronto tra le progressioni di carriera degli infermieri dell'Azienda ospedaliera e quelle dei loro colleghi dell'Usl 17 di Monselice

PADOVA. Più che la sottolineatura di una nota sindacale sembra la frase di un cinepattone malriuscito. E la «pubblicità comparativa», richiamata nel volantino della Uil-Fpl apparso nelle bacheche di ospedali e distretti sanitari, non riguarda la sfida del box office, bensi il raffronto tra le progressioni di carriera degli infermieri dell'Azienda ospedaliera e quelle dei loro colleghi dell'Usl 17 di Monselice. Con un attacco, fra le righe, alla Cisl e alla Cgil.

L'emanazione locale del sindacato guidato da Luigi Angeletti si rivolge direttamente agli operatori sanitari. Per amore di bon ton ci permettiamo qualche «bip» ma, pur infarcita di puntini di sospensione, la frase non si presta ad equivoci. «Se tu, lavoratore di questa Azienda e Ulss 16 - recita il volantino Uil-Fpl - percepisci uno stipendio inferiore a un tuo pari grado dell'Ulss 17, devi ringraziare gli adulatori del proprio ombelico, quelli che pretendono di fare i...roci con il c... degli altri».

Una frase che indigna l'assessore comunale Alessandro Zan (Sel). «Sono molto stupito - afferma - che, in un sindacato di tradizioni socialiste e libertarie come la Uil, possano essere usate affermazioni simili. Sono solo volgarità gratuite, che esprimono una pesante omofobia all'interno dei luoghi di lavoro. Un lavoratore gay e, magari discriminato, che leggesse quel volantino, si sentirebbe tutelato da sindalisti così?». Stefano Cecconi, responsabile Welfare della Cgil nazionale, si limita a dire «che si tratta di una frase di cattivo gusto».

Il volantino prende le mosse dalla constatazione che «la stragrande maggioranza dei dipendenti dell'Azienda sono in D1 o D2 mentre all'Ulss 17 in D5 o in D6. Nelle altre Ulss hanno concordato con il sindacato le progressioni 2009-2010, noi stiamo aspettando quella del 2008». Insomma, la Uil-Flp punta il dito sugli altri sindacati: «Noi facciamo le assemblee con i lavoratori per denunciare questa vergognosa situazione. Mentre altri vanno a prendere il caffè con il Capo».

«Le frasi del documento - puntualizza Stefano Tognazzo, segretario della Uil-Fpl di Padova - sono interpretabili. Ma non ci sono né nomi né riferimenti precisi. La nostra azione decisa ci ha portati a ottenere per giovedì una convocazione da parte dell'Azienda». «Si tratta - commenta Adriano Cestrone, dg dell'Azienda Ospedaliera - di una frase semplicemente vomitevole. Mi verrebbe voglia di annullare l'incontro di giovedì. Se non lo faccio è per rispetto nei confronti di Cgil e Cisl».

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