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Assicuratore sequestrato e rapinato

L'abitazione di Filippo Gaino

Tre uomini gli tendono un agguato al rientro a casa e lo picchiano

ABANO. Botte, paura, e qualche dubbio. Filippo Gaino, di professione broker, un nome nel ramo delle assicurazioni con uffici a Este, a Padova e nel Piovese, da ieri vive nel terrore. Gaino, 36 anni, sposato (sebbene da qualche tempo viva solo), la notte scorsa ha raccontato di essere stato assalito, picchiato, rapinato e sequestrato da tre persone travisate con passamontagna, ma non armate. Tre energumeni - così li ha definiti - che parlavano italiano con accento dell’Est europeo e che l’han ...

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ABANO. Botte, paura, e qualche dubbio. Filippo Gaino, di professione broker, un nome nel ramo delle assicurazioni con uffici a Este, a Padova e nel Piovese, da ieri vive nel terrore. Gaino, 36 anni, sposato (sebbene da qualche tempo viva solo), la notte scorsa ha raccontato di essere stato assalito, picchiato, rapinato e sequestrato da tre persone travisate con passamontagna, ma non armate. Tre energumeni - così li ha definiti - che parlavano italiano con accento dell’Est europeo e che l’hanno atteso vicino al suo garage, nei sotterranei del residence in via Verdi 1/A ad Abano, dove risiede da un paio d’anni.

Tre banditi che forse sapevano che con sé Filippo Gaino, proprio l’altra sera, aveva in tasca una busta piena di soldi: cinquemila euro ha riferito il professionista nell’immediatezza del fatto ai carabinieri. Poi diventati «duemila o forse meno» con il passare delle ore.

I tre rapinatori, dopo averlo immobilizzato e picchiato, lo hanno caricato su una Bmw grigia vecchio modello: uno dei tre si è messo alla guida ed è partito a tutta velocità, mentre gli altri due gli hanno messo a soqquadro l’appartamento, dopo avergli sottratto le chiavi.

Dopo una manciata di minuti l’uomo alla guida si è fermato e ha urlato a Gaino di uscire dall’auto. Ed è ripartito per andare a riprendere i complici. Nel frattempo il broker ha estratto il telefono cellulare (che teneva nascosto nel giaccone), e ha chiamato il «113» (che ha passato la telefonata ai carabinieri). E ha fornito «al volo» gli estremi esatti perché una pattuglia del Radiomobile arrivasse nel residence di via Verdi (dove vive anche il sindaco di Teolo Lino Ravazzolo). Ma non c’era già più nessuno.

Cosa cercassero i malviventi non si sa con esattezza. D’acchito, tuttavia, sembra sia stato un azzardo per i banditi lasciare la vittima a soli 800 metri dalla sua abitazione e per di più con la possibilità di chiedere aiuto o con il cellulare, o suonando al campanello di una delle case di via Casella (quartiere San Lorenzo). Raccontata così sembra un’azione portata a termine da rapinatori maldestri e fortunati. Che non hanno nulla a che fare con il «modus operandi» delle bande dell’Est.

Ma tant’è.

Dall’appartamento sono spariti un paio di orologi e qualche banconota da 100. I carabinieri di Abano comandati dal capitano Massimiliano Kornfeind hanno trovato molti quadri staccati dal muro e appoggiati sul pavimento: segno inequivocabile che i rapinatori cercavano la cassaforte. L’obiettivo erano, dunque, i contanti. Ma c’è chi azzarda anche che cercassero documenti.

Filippo Gaino è una persona stimata da chi lo conosce: broker da una vita, lavora per la Carnica assicurazioni e l’Assicuratrice Milanese, Endeka srl. Con filiali a Este (via Atheste), Piove di Sacco (via Madonna), Casale di Scodosia (piazza Aldo Moro) e Padova (viale della Navigazione Interna), come si legge nei vari siti internet che lo riguardano.

Una vita professionale come tante la sua: alti e bassi e nessun particolare, per ora, che possa accendere la lampadina agli investigatori. Nel suo sito (www.gainoconsulenze.it) ci sono link che rimandano a feste organizzate per beneficenza, incontri, corse di ciclismo, cene di gala, tutti eventi sponsorizzati da Gaino Consulenze. Una quantità di attività che anche in un recente passato hanno consentito a Filippo Gaino di entrare in contatto con centinaia di persone, alcune delle quali, allo stato dell’arte, potrebbero aver avuto motivi per organizzare una rapina, pur non essendo professionisti del crimine.

«Ad un certo punto ho temuto che mi uccidessero», ha raccontato Filippo Gaino ai carabinieri. E tanto è bastato per dare il via alla battuta di caccia per cercare di rintracciare la presunta banda di balordi dell’Est. Presunta la banda, perché non ci sono dubbi che si tratti di un’aggressione. Aggressione avvenuta ieri, forse qualche minuto prima rispetto all’orario riferito da Gaino ai carabinieri (l’una di notte). E portata a termine da sconosciuti che forse dell’Est europeo non sono proprio.

Un vicino di casa della vittima, infatti, ha riferito di aver notato sotto il residence verso mezzanotte e mezza (stava portando in giro il cane) un uomo in attesa, proprio sotto il palazzo. Un giovane che dall’aspetto (elegante) sembrava tutt’altro che straniero. E che quando ha visto arrivare la persona si è allontanato con fare sospetto.

Un particolare questo che potrebbe consentire ai carabinieri di imboccare la pista giusta, separando la rapina dal regolamento dei conti. Con un nesso suggestivo: che l’aggressione al broker e quella subita a colpi di mazza dal carrozziere di Lozzo Atestino possano avere una matrice comune. Soldi prestati, o operazioni finanziare contestate.

Che ne pensate? Conoscete il broker sequestrato e rapinato? Aggressioni e rapine prtroppo sono all'ordine del giorno, che fare?