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Schianto sulla A/13, morta una ragazza

Feriti i componenti della band «Eurosmith», diretta a Padova. Lei accompagnava il fidanzato

STANGHELLA. Irene Andrenucci, 24 anni, di Massarosa (Lucca) non ce l’ha fatta. E’ morta dopo alcune ore dall’incidente avvenuto venerdì alle 18.30, che ha coinvolto il gruppo musicale romano degli «Eurosmith» lungo la A/13 Bologna-Padova, all’altezza di Stanghella. La ragazza era l’unica non musicista che viaggiava a bordo del Ducato Panorama che si è schiantato contro il «new jersey». Era la fidanzata di Massimiliano Giusti, detto Mamo, rimasto ferito nell’uscita di strada. Tutti all’ospeda ...

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STANGHELLA. Irene Andrenucci, 24 anni, di Massarosa (Lucca) non ce l’ha fatta. E’ morta dopo alcune ore dall’incidente avvenuto venerdì alle 18.30, che ha coinvolto il gruppo musicale romano degli «Eurosmith» lungo la A/13 Bologna-Padova, all’altezza di Stanghella. La ragazza era l’unica non musicista che viaggiava a bordo del Ducato Panorama che si è schiantato contro il «new jersey». Era la fidanzata di Massimiliano Giusti, detto Mamo, rimasto ferito nell’uscita di strada. Tutti all’ospedale anche gli altri quattro occupanti del mezzo. Il gruppo era diretto alla Festa della birra di Voltabrusegana a Padova dove doveva tenere un concerto. La settimana scorsa gli «Eurosmith» si erano esibiti a Roma, il 7 luglio dovranno essere in Svizzera. Sono conosciuti in tutta Italia: si tratta della prima band italiana che ha creato l’idea «tributo» alla grande rock-band americana degli Aerosmith nel 1997. Cambiato il nome da «Yes of Course» in «Eurosmith» nel ’98, la popolarità del gruppo è cresciuta tantissimo. Lo guida con passione Luca Celletti, gli altri componenti sono David Benetti, Andrea Nofri, Claudio Di Delici e Massimiliano Giusti. Irene Andrenucci lavorava come hostess nel cantiere navale «Azimut Benetti».

«Irene era nel periodo più felice della sua vita, e forse stava dormendo abbracciata al suo fidanzato, su quel furgone, quando è accaduto l’incidente. Forse non se n’è neppure accorta, ed è morta così: felice com’era. Una piccola consolazione, per i giorni difficili che aspettano me e mia moglie». Parla con la voce rotta dal pianto il professor Gian Maria Andrenucci, residente a Carrara, stimato vice preside, papà di Irene (che ha donato reni e fegato). La ragazza, venerdì pomeriggio, accompagnava il suo ragazzo, col quale viveva da qualche tempo a Quiesa, frazione di Massarosa. «Ci hanno telefonato venerdì sera - aggiunge il padre di Irene - per dirci che c’era stato un grave incidente. Mia figlia aveva riportato un forte trauma cranico ed era stata trasportata con l’elisoccorso a Padova. Era in coma profondo. Quando siamo arrivati all’ospedale ci hanno detto che le sue condizioni erano compromesse e che era tenuta in vita artificialmente». I genitori di Irene ieri erano a casa, torneranno a Padova oggi per accompagnare la loro adorata figlia nell’ultimo viaggio terreno, appena il magistrato darà il via libera alla sepoltura. Il funerale sarà celebrato mercoledì pomeriggio nella chiesa della Sacra Famiglia a Marina. «Proprio la chiesa dove Irene avrebbe voluto sposarsi», dice il padre. Invece sarà il luogo del pianto e del ricordo. A un componente della band in un delicato intervento chirurgico durato sei ore i medici dell’ospedale di Padova hanno riattaccato il braccio. Gli altri feriti stanno migliorando.