Rubrica

Amore ai tempi supplementari

Amore ai tempi supplementari
Oggi ci scrive G, una donna matura che fa un bilancio della sua vita, del suo matrimonio e non vede vie di uscite, nemmeno una luce alla fine del tunnel. Ma come si dice in campo: la partita non è finita finchè l'arbitro non fischia. C'è sempre un tempo per essere felici. 
Per raccontarmi la vostra storia o semplicemente una storia scrivetemi: maria.corbi@lastampa.it
3 minuti di lettura

Cara Maria,
leggo ogni domenica la tua pagina e mi aiuta molto in questo difficile momento del mio matrimonio. Sono una donna di 71 anni e dopo tanti sacrifici e soprattutto tanto affetto verso mio marito (43 anni di matrimonio) mi accorgo che è sempre stato disonesto con me, in tutti i modi possibili. Non solo tradendomi, ma anche distogliendo soldi dal conto comune per versarlo alle sue amichette. Io non avevo mai controllato, poi un giorno sono stata costretta a verificare i soldi disponibili per una spesa importante. E lì ho capito tutto, come se un velo si aprisse e i miei occhi, la mia testa, il mio cure, riuscissero finalmente a vedere.
Come sono stata stupida. Quanto tempo buttato. Mi sono illusa di vivere una vita che invece era solo una menzogna. Per amore dei figl, della famiglia e per amore di mio marito che mai avrei pensato potesse essere capace di tanto. Lui ha 75 anni e come tutti gli uomini non si rassegna al tempo che passa, la vita la concepisce solo se può sedurre una donna, solo così può sentirsi potente. Come può non aver capito che quelle donne lo sfruttavano? E che mi stava umiliando, tradendo le promesse che ci eravamo fatti e che io sola ho mantenuto. Avrei dovuto lasciarlo quando ero giovane invece ho sopportato il suo umore, anche i suoi insulti, giustificandolo, sempre. Oggi però sono stanca, e gli insulti non mi scivolano addosso, si conficcano nell’anima, nel cuore. Sto male e vedo la mia vita come un fallimento, come una immensa stanza vuota da cui sono tutti usciti e sono rimasta sola. 
Ultimamente poi sto male anche di salute e tutto mi sembra più pesante. Si può alla mia età cambiare vita? C’è ancora tempo per essere sereni, se non felici? Me lo domando sapendo che comunque non avrei la forza di prendere decisioni drastiche. Non l’ho mai fatto in vita mia, mi sono sempre appoggiata a lui, amandolo e confidando in giorni migliori.
I giorni migliori non sono mai arrivati e adesso quando mi guardo indietro non vedo niente. Una vita di bugie e di amore verso chi non se lo merita. Sono così sola da chiedere un consiglio a lei, una sconosciuta. Mi specchio nelle storie che pubblica ogni settimana e anche nelle risposte che dà, piene di forza e di speranza. La mia generazione però parte svantaggiata. 
Anche se siamo state ragazze nel ’68 molte di noi non hanno vissuto e comunque beneficiato di quel vento di protesta, di indipendenza, di libertà portato dai movimenti femministi. Per chi come me non è cresciuta in una grande città e tra persone di larghe vedute, il ’68 ha significato poco e niente. La mia vita è stata come quella di mia madre, come quella di mia nonna e delle donne della mia famiglia. Casa, lavoro, figli, marito. Una dedizione totale dimenticandomi di me.
Ora che vorrei cambiare le cose, ripartendo da me stessa, sento di non avere le forze. E devo rimanere con un uomo che calpesta la mia dignità e di cui adesso non posso avere stima. Quanti soldi ha dato alle sue amanti, mentre io facevo fatica a far quadrare i conti. Quante volte mi ha fatto sentire una nullità, quando era lui il nulla. Uno che inseguiva la sua virilità tradendo la promessa che aveva fatto davanti all’altare. Oggi a 70 anni tutti dicono che non si è vecchi. Ma io mi sento così, ormai al traguardo, dopo una corsa lenta e insoddisfacente. Sto male e non so cosa fare, per questo cerco un tuo consiglio, una voce amica anche se sconosciuta che possa lenire l’ansia e il dolore che provo.
Gli uomini sono diversi da noi. Per loro il matrimonio è solo un contratto sociale attraverso il quale acquisire privilegi. Una donna nel letto, che porta i soldi a casa, che si occupa dei figli, che cura la casa e fa da mangiare. Insomma una cameriera gratis. Sono troppo pessimista? Non meritavo un uomo così. E mi chiedo se ci saranno altre vite in cui riscattarsi, dove essere serene, se non felici. 
Mi cullo in questi pensieri di rinascita. E mi deprimo pensando a cosa è stata la mia vita, soprattutto a cosa è adesso, con un uomo accanto che non mi ama e la consapevolezza di aver dato fiducia e amore a chi non se li meritava. Aiutami. 

 

G.


Cara G.

sai come si dice? Che la partita non è finita fino a che l’arbitro non fischia. E per fortuna non ha ancora fischiato. Quindi puoi tentare di essere di nuovo felice, o almeno serena. La situazione che mi descrivi è intollerabile. Quando si sta insieme, si collabora, ci si aiuta, si ride, ci si consola. Vivere con un estraneo che per di più pretende di essere servito e riverito non è una opzione accettabile a nessuna età. Capisco però che ci siano difficoltà pratiche ed economiche, oltre a un legame di consuetudine e familiare difficile da troncare così su due piedi e senza rete. Ma puoi smettere di «servire e riverire» tuo marito. Smettere di vivere nei rimpianti. Cerca di vivere, iscriviti a un cineclub, a un circolo, fatti insegnare a usare i social. Fai un corso di cucina, di danza, o prendi al canile un cane con cui fare passeggiate al parco dove si incontra tanta gente. Gli animali non solo sono una compagnia, ma aiutano a fare amicizie. So che è più facile dire che fare. E che dal di fuori tutto appare più leggero. Capisco quanto sia dura vivere con un uomo che non ti ama o comunque non lo dimostra. Con un uomo educato a rapporti di forza e non di amore. Smetti di accudirlo. Pensa a te e chiedi aiuto ai figli, magari riescono a farlo ragionare, a fargli capire che hai bisogno di un compagno che ti sostenga e non di un aguzzino. —

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