La sfida impossibile tra Diana e Kate

Una generazione di ragazze cresciute con il mito della principessa del popolo, lady D, simbolo di bellezza, bontà e anche fragilità. E tra loro c'è sicuramente anche sua nuora, Catherine Middleton che, a differenza di Meghan, ha subito capito come sarebbe stato difficile sostituirla nel cuore della gente. L'unica strada percorribile  quella di essere "altro", di non lasciarsi intrappolare in un confronto impossibile
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Il segreto di Diana? La condivisione. Il segreto di Kate? Il silenzio. Due donne unite da un uomo, William, e divise da tutto il resto. La principessa del Galles ha urlato al mondo la sua infelicità, la sua insofferenza, la sua ostinata ricerca di una meta che non avrebbe mai raggiunto. La duchessa di Cambridge ha invece usato la discrezione come arma per trovare anche lei un posticino nel cuore degli inglesi. Una missione che inizia ad avere successo, anche se è chiaro, e lo è sempre stato che la vera strategia vincente è stata e sempre sarà quella di non cercare di essere “Diana”, come invece ha tentato di fare Meghan, urlando anche lei la sua disperazione (vera o presunta) al mondo. Andrew Morton è stato il braccio armato di lady D. Oprah Winfrey quello di Meghan. Ma il risultato è stato molto diverso. Complice anche quell’aura che le persone acquisiscono quando muoiono giovani, belle, irrequiete. D’altronde Andrew Morton era stato chiaro: “Mi dispiace di dirlo, ma c'è solo una Diana e purtroppo è morta ''

 

LA ROSA D' INGHILTERRA

È sempre lei la principessa del popolo, la rosa d’Inghilterra, così imperfetta da raggiungere la perfezione, un cumulo di contraddizioni e debolezze che la hanno fatta entrare  e rimanere) nel cuore degli inglesi. E non solo. Un’icona assoluta del Novecento che ancora distribuisce fascino e calore a chi rimane pervicacemente attaccato al suo mito. E non ce n'è per nessuna.

 

LA TATTICA DEL SILENZIO

Kate non ha nemmeno tentato di competere con la suocera. Troppo intelligente per non capire che sarebbe stata una battaglia perdente. E allora meglio essere agli antipodi, perseguire la perfezione, la discrezione, a costo di sembrare distante. Kate la sconosciuta. Nessuno sa cosa pensi, le sue passioni, e sue debolezze. Troppo poco quella breve intervista data insieme a William in occasione del suo fidanzamento. E quelle briciole di sé sparse fino ad oggi.

La tattica del silenzio l’ha portata dritta all’abbazia di Westminster anche se non direttamente nel cuore della gente. Ancora. Perché si inizia a intravedere un cambiamento. Una empatia, la sua, che non illumina e spariglia le carte come quella di Diana, ma che si alimenta di “normalità”, nel non cercare la ribalta se non quando richiesta dall’ufficialità. E di un amore “tranquillo” che rassicura, come anche l’immagine della famiglia perfetta.

 

IL CONFRONTO

Su di lei solo biografie con qualche tocco di leggenda, come il fatto che la piccola Kate avesse in camera da letto un poster del principe o che sia stata bullizzata a scuola e per questo adesso si adoperi attraverso un fondo contro il bullismo nelle scuole. Ma non è stata certo mai lei a raccontare questi frammenti di infanzia. Lei sorride e tace. Così diversa da Diana e così uguale. Quanto Diana era spaventata all’inizio, con quella faccia a macchie dall’emozione e dalla timidezza, tanto Kate è sicura e tranquilla.
Tanto Diana tesseva relazioni con i giornalisti che contano, quanto Kate se ne tiene alla larga (ancora). Ma cosa ci sia dietro a questo muro indecifrabile nessuno lo sa. A Buckingham Palace in molti temevano che questa ragazza del Berkshire si trasformasse presto in un’icona capace di oscurare ogni altro membro della casa reale. A cominciare da William. Ma non è stato così e la coppia reale viene percepita unita e rassicurante. Nessuna tensione, nessuna Camilla tra di loro, nessuna rivalità. E anche quando il Times parla di Kate come l’unica vera rivoluzionaria della famiglia reale britannica, al punto da raffigurarla alla Che Guevara, nessuno pensa che a lei come a un pericolo per la Corona, come invece era percepita Diana (o come volevano che fosse percepita, forse), o adesso anche Meghan Markle.

Le mosse della duchessa di Cambridge sono state fino ad oggi vincenti. Come l’essere andata con una scorta ridotta al minimo a Clapham Common, a sud di Londra, per un omaggio a Sarah Everard, vittima di un omicidio che ha scosso la Gran Bretagna. Si è impegnata sui vaccini in prima persona, ma anche nel progetto per la mostra alla National Portrait Gallery sul lockdown. E oggi anche Andrew Morton, biografo e amico di Diana, riconosce che la ragazza ha fatto progressi e che ha capito “come un gesto valga più di cento parole”. Eh sì. Probabilmente Kate non avrà mai un posto tra le donne diventate icone di un sogno, di una speranza, di stile o di generosità. Ma lo avrà sul trono d’Inghilterra. Una partita, questa, che non vuole perdere. God save the Queen.