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Il piacere dell'homewear: capi, stoffe e colori per vestire bene anche in casa secondo Angela Inferrera

Con i consigli della blogger e coach di immagine del blog 'Con cosa lo metto?' abbiamo stilato una guida sugli abiti più confortevoli da indossare in casa, a tutte le età. Una coccola per sé stesse, che comincia dall'individuazione dei tessuti più soffici e caldi, ai capi senza costrizioni fino alle scelte di homewear più green

4 minuti di lettura

Homewear, relaxwear, loungewear. Tutte parole prese in prestito dall'inglese, attinenti con diverse sfumature allo stesso ambito dell'abbigliamento comodo, quello che piace da sempre e ancor di più da quando, in tempo di lockdown, è diventato la nostra moda quotidiana. Tendenze alla mano, l'athflow, fortunata miscela di capi per lo sport e rilassati, è stato uno dei filoni portanti del 2021, testimoniato da dati Pinterest ed altri istituti di ricerca dei trend sul web. La vita, oggi, è tornata ad essere più dinamica ma, se c'è uno strascico positivo dei duri periodi di pandemia, è che abbiamo imparato a accordare più cura a noi stessi e a volerci sentire al massimo del comfort, quando trascorriamo del tempo in casa.

I marchi di intimo sono quelli che più naturalmente estendono la loro offerta al mondo dei pigiami e di conseguenza ai capi per l'abbigliamento casalingo. Ma le potenzialità dell'homewear non sono sfuggite nemmeno alle griffe, che hanno spesso trasposto i loro iconici motivi dall'alta moda o dal prêt-à-porter agli indumenti per l'intimità. 

Nel soffice universo dell'homewear, abbiamo scelto di farci guidare da Angela Inferrera, autrice del blog Con cosa lo metto?. Grazie alle sue consulenze di immagine e di stile sostenibile, ha guadagnato il consenso di quasi 50 mila seguaci su Instragram. Trentanove anni, della provincia di Padova, è diventata coach a partire dalla sua esperienza, fin da bambina. Ci racconta infatti che si sente "nata e cresciuta" nei negozi di biancheria e abbigliamento appartenuti prima ai genitori, poi a lei. Nel 2017, il cambio di rotta: chiuse le boutique, l'attività di Angela si è trasferita online, con l'intenzione di ricostruire "lo stesso ambiente di fiducia e complicità che c'era nei nostri negozi, dove ho appreso il mestiere". Un'operazione, a quanto pare, ben riuscita.

Angela Inferrera, insieme a Me Organic Couture, ha lanciato anche una piccola capsule di cinque capi basic, etici e pensati ad adattarsi, con il tempo, alle forme del corpo. Si preordinano e realizzano solo su richiesta. 

I tessuti

Quando si dice homewear si dice morbidezza. Nelle stagioni rigide, signica anche stoffe che tengano al caldo. Quali sono i tessuti da preferire e quelli invece da evitare per il tempo da trascorrere in casa?

"I materiali da preferire sono sicuramente le fibre di origine naturale: cotone, viscose, canapa, seta, lino, ma anche lana, cachemire e simili. A chi non ama le fibre animali per motivi etici, farà piacere sapere che lana e cachemire possono essere rigenerati partendo da vecchie pezze che vengono cardate e rifilate per creare capi nuovi. Anche la seta esiste in versione cruelty free: si tratta della seta buretta, che viene filata solo dopo che l’insetto è uscito dal bozzolo. Le fibre naturali sono confortevoli e resistenti e si prestano bene ad essere indossate anche molte ore al giorno, senza rischi di allergie o dermatiti.

Rifò, pantalone tuta donna con cotone rigenerato da vecchi jeans. 79 euro 

Viceversa, eviterei di indossare fibre di origine sintetica derivanti dal petrolio, anche se si tratta di fibre rigenerate. Raccomando sempre di leggere le etichette, perché le fibre miste, purtroppo, sono molto comuni. Il poliestere viene spesso filato con il cotone e la lana con l’acrilico. Risultato? Maglioni soffici e spumosi che fanno sudare senza tenere caldo, bluse, top e magliette che emanano cattivo odore poche ore dopo averli indossati e che, lavati due volte, fanno gli odiosi pallini".

 

I capi

Nelle sue consulenze, quali sono gli indumenti che suggerisce, o al contrario sconsiglia, in fatto di homewear, quando la priorità è sentirsi a proprio agio con sé stesse?

"Credo che la miglior scelta sia ascoltare le proprie esigenze. Personalmente consiglio delle belle tute in cotone o in lana, calde, comode, ma anche chic (io le adoro) oppure capi in maglina di cotone o viscosa, che vestono come una seconda pelle e non costringono nei movimenti.

Quando siamo in casa, dal relax alle faccende, desideriamo sentirci in libertà. Meglio quindi scartare dal nostro homewear abiti aderenti o con elastici e tessuti 'fermi'. I vestiti devono poter assecondare i nostri movimenti".

Può darci qualche dritta di stile per un homewear non solo comodo ma anche piacevole esteticamente, per non rinunciare all'eleganza in casa?

"A volte basta davvero poco: un dolcevita in viscosa se siamo freddolose, pantaloni in magline morbide e dal taglio comodo, biancheria in lana e seta per sentirci sempre al caldo. Cerchiamo di fare in modo che felpa e pantaloni siano abbinati o almeno che si parlino tra loro. In generale, al di là di qualunque consiglio estetico, sono spesso le piccolezze che contano, come indossare capi puliti e in buono stato, a partire dall'intimo. È una coccola per noi stesse, un gesto di amor proprio che facciamo prima di tutto per noi".

CasaGin, dolcevita in tessuto naturale, fibra vegetale ecosostenibile. 45 euro 

Spesso le proposte di homewear sono orientate ad uno stile essenziale e sportivo, adatto alle più giovani. Che consiglierebbe invece alle Anta Girls, come le chiama sul suo blog?

"Anche le Anta Girls potranno sentirsi a loro agio in una tuta, purché il taglio sia confortevole: prediligere quindi le felpe a girocollo a quelle con il cappuccio, che potrebbe tirare, e pantaloni a vita alta dal taglio cropped, anziché con il 'polsino' fasciante sulla caviglia. Questo tipo di look va bene a qualsiasi età e anche al di fuori dalle mura domestiche, magari corredato da un paio di sneakers chiare e da un cappotto".

Pigiama al di fuori del letto, sì o no? Cosa pensi di vestaglie o kimono per la casa? 

"Sempre per una questione di cura di sé, il pigiama, per quanto curatissimo e in tessuti morbidi, lo riserverei al letto o al massimo alla prima colazione. Vestaglie e kimono sono meravigliosi, li trovo davvero molto eleganti e diversificati, a seconda del modello e della stagione. Li reputo la marcia i più per sentirci ordinate e mai infreddolite, soprattutto al mattino presto".

Intimissimi, kimono in raso di viscosa 'Nomadic Luxe'. 59,90 euro 

I colori

Esistono dei colori concilianti tra le pareti domestiche? Quali sono le nuance che reputa più rilassanti o indicate da indossare in casa?

"Tendenzialmente, non si sbaglia affidandosi alle tinte neutre o tipiche del basic, non solo perché più rilassanti ma anche facili da spezzare o abbinare: grigio chiaro, beige, marrone, blu, nero. Immaginiamo di doverci cambiare al volo per andare a prendere i bambini a scuola o portare fuori il cane. Con quei colori must avremo una base già pronta, senza starci troppo a riflettere".

E se le tonalità passe-partout sono valide tutto l'anno, con il cambiare delle stagioni possiamo sentirci più ispirate da sfumature a tema (vedi il foliage in autunno) o concederci quel pull del nostro colore preferito, che più di tutto è sinonimo di casa.

 

I brand

Non ci resta che chiederle quali sono i suoi marchi feticci di homewear e se ha qualche bella realtà sostenibile da farci conoscere.

"Assolutamente sì. Il primo che consiglio è CasaGIN, un brand veneto green che ha il controllo di tutta la sua filiera. Daniela e il team conoscono esattamente tutti gli step della produzione, dal fiocco di cellulosa con cui realizzano la loro viscosa insuperabile fino al confezionamento. I loro dolcevita, pantaloni da casa e la loro biancheria sono praticamente gli unici che uso. Poi ci sono i ragazzi di Rifò, un’azienda di Prato che recupera la lana e il cachemire e li rigenera per creare capi nuovi partendo da filati vecchi: un grande esempio di economia circolare. Le loro tute in lana sono bellissime.

Lizè Natural Clothing, pantalone ampio in cotone biologico 'Chandre'. 59,90 euro 

Infine, non posso non menzionare Lizé Natural Clothing. Carlotta, che gestisce il brand, fa una selezione accuratissima di tutti i suoi prodotti scegliendoli solo se sono etici e sostenibili. Le sue proposte di homewear sono molto varie ma semplici da portare".