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Le sorelle Mirabal: ecco perché il 25 novembre è la giornata contro il femminicidio

Le sorelle Mirabal: ecco perché il 25 novembre è la giornata contro il femminicidio

Il 25 novembre in tutto il mondo si commemora la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Ma perché è stata scelta questa data? La ricorrenza affonda le proprie radici nella storia di tre sorelle che hanno combattuto per la libertà del loro Paese

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Nel 1999 le Nazioni Unite hanno ufficializzato una ricorrenza che le attiviste reclamavano da tempo: la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che cade il 25 novembre di ogni anno. Ma perché è stata scelta proprio questa data? Perché commemora la vita, l’attivismo, la determinazione, il coraggio e purtroppo anche la morte delle sorelle Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal.

Per conoscere la storia delle mariposas, ovvero le farfalle (così erano soprannominate le tre sorelle) occorre andare indietro nel tempo e spostarsi nella Repubblica Dominicana degli anni Quaranta e Cinquanta, stretta nella morsa della dittatura del generale Rafael Trujillo. Salito al potere grazie ad un colpo di stato nel 1930, Trujillo guidò il paese in ottica anti-comunista mettendo in atto una delle più dure e repressive dittature dell’America Latina.

Statua delle tre sorelle presso la Casa Museo Hermanas Mirabal
Statua delle tre sorelle presso la Casa Museo Hermanas Mirabal 

La storia delle sorelle Mirabal

Quella di Mercedes Reyes ed Enrique Mirabal era una famiglia contadina, che possedeva un’importante azienda agricola nella provincia di Salcedo. Erano benestanti, colti, di idee liberali. Ebbero quattro figlie: Patria, Adela, Minerva, Maria Teresa, nate tra il 1924 e il 1935. A tutte loro la famiglia Mirabal dette la possibilità di ricevere un'istruzione e chi volle poté andare l’università (fatto non scontato per delle ragazze dell'epoca): Minerva fu una delle prime donne a laurearsi in giurisprudenza nella Repubblica Dominicana. Naturalmente l’istruzione ebbe un ruolo chiave nel formare la loro coscienza politica, nel renderle consapevoli degli orrori della dittatura, e permise loro di incontrare sin da giovanissime intellettuali, studenti, artisti dissidenti e oppositori del regime.

Tra le sorelle Mirabal, fu Minerva la prima a intraprendere la strada dell’attivismo politico, guidata non solo dall’ideologia ma anche da una personale avversione al dittatore. Il generale era solito organizzare grandi feste, alle quali invitava le famiglie più in vista (naturalmente, rifiutare l'invito non era un'opzione). Tujillo aprofittava di quelle occasioni per adescare giovani donne, e fu proprio durante uno di quegli eventi che conobbe Minerva, costretta dalle circostanze a partecipare. La ragazza venne notata e corteggiata dal dittatore, ma rifiutò con decisione le sue avances, umiliandolo e garantendosi per sempre il suo personale desiderio di vendetta. Tra i soprusi che subì per punizione, ci fu l’impedimento a praticare la sua professione.

Fu dunque Minerva la prima delle sorelle ad avvicinarsi ai movimenti clandestini anti-Trujillo, ma ben presto a lei si aggiunsero Patria e Maria Teresa, mentre Adela, detta Dedé, preferì rimanerne al di fuori. Scelsero un nome di battaglia: las mariposas, ovvero “le farfalle”. Crearono il Movimento 14 giugno, nome che omaggiava la memoria di alcuni dissidenti politici torturati e uccisi dall'esercito di Trujillo in quella data nel 1959.

 

L'attivismo e la morte

Negli anni tutte le sorelle si sposarono ed ebbero dei figli, e la famiglia Mirabal si ampliò con nuovi membri tutti oppositori della dittatura. Assieme ai mariti, si univano con altri attivisti in riunioni segrete, distribuivano materiale informativo nel quale documentavano i crimini della dittatura, cospiravano contro il trujillismo e sognavano una rivoluzione, anche incoraggiate da quello che stava avvenendo a Cuba, dove il dittatore Fulgencio Batista era stato rovesciato.


In diverse occasioni le sorelle, i loro mariti, i genitori vennero incarcerati e i loro beni confiscati, ma fortunatamente sul finire degli anni Cinquanta l’eco dei crimini della dittatura dominicana si era fatto sempre più forte anche all’estero, perciò le sorelle vennero sempre rilasciate, al contrario dei loro compagni che trascorsero diversi anni in carcere. Ed è proprio tornando da una visita ai coniugi imprigionati che Patria, Minerva e Maria Teresa incontrarono il loro tragico destino: il 25 novembre del 1960 furono assassinate da sicari di Trujillo che fermarono la loro automobile, uccisero a bastonate le tre donne e l'autista, e gettarono il veicolo con all’interno i corpi in un dirupo, per dissimulare un incidente.

L’indignazione per la loro morte, che ovviamente nessuno credette accidentale, fu enorme: molti storici sono concordi nel definire quello l’inizio della fine per Trujillo. L’assassinio delle sorelle Mirabal scosse i dominicani e finalmente sollevò un moto di orrore anche all’estero. Per molti versi, l'evento andò a scuotere le radici stesse del machismo, incapace di tollerare la forza, la perseveranza, la voglia di libertà di tre giovani donne. Tre donne capaci di sfidare apertamente uno dei più sanguinari dittatori della storia latino-americana. Pochi mesi dopo il loro assassinio, il generale Trujillo fu ucciso e il regime cadde.

Dopo la morte delle sorelle, Dedé, la secondogenita che non aveva partecipato alla lotta delle farfalle, decise di dedicare la sua vita ad onorare il loro ricordo, e fece della divulgazione della loro storia la sua ragione d’esistere. Crebbe i sei figli delle tre sorelle, scrisse libri, inaugurò la casa museo a loro dedicata che tutt’oggi è visitabile (Casa Museo Hermanas Mirabal, a Salcedo). Morì nel 2014.

È in ricordo delle sorelle Mirabal che gruppi di attiviste e attivisti di tutto il mondo decisero, dagli anni Ottanta in poi, di eleggere una giornata particolare dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, che l’ONU ha deciso di ratificare. Il 25 novembre inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani. Le sorelle Mirabal sono ricordate oggi in diverse piazze e vie cittadine di molte città americane, anche attraverso murales, statue, opere d’arte urbana, compaiono sulla banconota da 200 pesos del loro Paese e danno il nome a infinite associazioni che si occupano di contrastare la violenza.