FOCUS INGREDIENTE
Tutto sul bakuchiol, l'alternativa naturale al retinolo
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Tutto sul bakuchiol, l'alternativa naturale al retinolo

Alla scoperta del bakuchiol, l'attivo verde ricco di antiossidanti e antinfiammatori, capace di esfoliare la pelle, normalizzare la produzione di sebo, ma soprattutto stimolare collagene ed elastina, con potenti effetti anti-age

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Se la green beauty continua ad esercitare un fortissimo appeal sui consumatori, come testimoniano le indagini internazionali condotte a più riprese, il merito va anche alla riscoperta di piante esotiche che alle performance cosmetiche associano un plus emotivo. Vale a dire: saziano il bisogno di sentirci la “natura addosso” in tutta la sua magnificenza e aiutano ad evadere dal cemento e dall’asfalto, catapultandoci in un’atmosfera frizzante, pulsante di vita e vacanziera. Come promesso dal bakuchiol (dal nome sanscrito bakuchi), un fenolo antiossidante estratto dai semi e dalle foglie della Psoralea corylifolia. Questo pianta, meglio conosciuta come Babchi, cresce nelle regioni più orientali dell’Asia ed è usata da secoli sia dalla medicina e dalla cosmesi ayurvedica sia dalla farmacopea cinese per contrastare, tra l’altro, la psoriasi e altre malattie dermatologiche.

Sempre in India, l’estratto di questa eclettica pianta viene tradizionalmente impiegata sotto forma di pasta o unguento per curare le lesioni della lebbra, tanto da essere conosciuta anche con il nome di Kushtanashini, “distruttrice della lebbra” (una review scientifica del 2010 ne ha analizzato anche queste proprietà). Non solo: multifunzionali e potentissimi nell’azione, i preparati a base di estratti della Psoralea Corylifolia in Oriente sono utilizzati anche contro le dermatiti infiammatorie o dovute a parassiti (funghi, scabbia). Di più: grazie alla presenza di particolari sostanze, gli psoraleni, in medicina ayurvedica vengono impiegati anche nella fototerapia per la cura della vitiligine (“attivati” da speciali lampade agli UVA). 

«Un impiego che è stato ripreso anche in Occidente, ma solo sotto stretto controllo medico-dermatologico. Le sostanze attive sulla vitiligine, gli psoraleni, infatti, sono vietati per uso strettamente cosmetico poichè agiscono assorbendo i raggi ultravioletti, dunque combinandosi fotochimicamente con il DNA e causando alterazioni cellulari», spiega la professoressa Pucci Romano, specialista in Dermatologia, presidente Skineco. E non solo per uso topico: i derivati della Babchi sono tradizionalmente impiegati anche per via interna per curare una miriade di malattie, tra le quali l’asma, l’ulcera, i disturbi renali, l’alopecia areata e la perdita cospicua di capelli. Di più: è stato dimostrato che i componenti principali della pianta (psoralen e isopsoralen) hanno proprietà antitumorali, antibatteriche e antivirali. E della serie, della Babchi “non si butta via nulla”, l'olio essenziale è usato come tonico e afrodisiaco, mentre gli estratti dai semi sono considerati antipiretici e digestivi.

 

Bakuchiol, il retinolo naturale e vegano

Forte di un curriculum così ricco e articolato e costruito nei secoli, anzi, nei millenni, il bakuchiol non poteva passare inosservato agli occhi della scienza. Ad attirare gli scienziati sono state soprattutto le azioni prodotte a livello cutaneo. Il primo studio di risonanza internazionale, pubblicato nel 2014 dal Journal of Cosmetic Science, ha dimostrato la capacità del bakuchiol di stimolare la produzione di collagene e di agire, così, da potente antirughe (+147% di stimolazione del Bakuchiol contro + 120% dell’analogo retinolo). A seguire, uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology ha confermato che il Bakuchiol è un potente ingrediente cosmetico multifunzione che, pur avendo una composizione chimica molto diversa, presenta caratteristiche simili al retinolo.

In particolare, attenua rughe e macchie scure e aumenta la compattezza e l’elasticità della pelle, con un vantaggio netto rispetto al retinolo: mentre quest'ultimo può avere effetti indesiderati, specie sulle pelli più sensibili e reattive perché tende a seccare la cute, il bakuchiol agisce con modalità più soft, tanto da essere meglio tollerato da tutte le epidermidi. Non basta: a differenza del retinolo, che va sospeso in estate per non rischiare di sensibilizzare o di macchiare la pelle per la sua interazione con i raggi solari, il bakuchiol può essere usato la sera anche nella stagione più calda. «Inoltre, mentre il retinolo può contenere anche sottoprodotti di origine animale, provenienti ad esempio da pesce, fegato e tuorli d'uovo, il bakuchiol è a base vegetale e, dunque, è in linea con le esigenze di chi preferisce ingredienti vegani», osserva la dermatologa.

In particolare, il potere anti-età del bakuchiol agisce come antietà sia per la presenza di antiossidanti e antinfiammatori, sia per la sua attività esfoliante e di stimolo del collagene e dell’elastina. «Inoltre – continua Romano - regola la cheratizzazione ed essendo antinfiammatorio e funzionando da reset del microbiota cutaneo grazie al controllo del Propionibacterium Acnes, aiuta a trattare l’acne, in particolare quella comedonica, poiché la sua azione accelerante il turnover cellulare si traduce in una “liberazione” dei tappi di sebo». Grazie alla sua capacità di ridurre la 5alfa reduttasi (l’enzima che favorisce la seborrea), il bakuchiol contrasta anche l’eccessiva produzione di sebo delle pelli più grasse e impure, con un effetto mat. Insomma: con questo biglietto da visita, si comprende facilmente come mai in cosmetica ora brilli così tanto la stella del bakuchiol, diventato negli ultimi tempi uno degli ingredienti più gettonati nelle formule.

La combinazione con altri ingredienti

La possibile presenza nella pianta originaria degli psoraleni che interagiscono con i raggi solari sconsiglia l’acquisto di oli puri e di altri prodotti con estratti dalla bacca del Babchi fuori dai canali di vendita sicuri. «I cosmetici prodotti nella Comunità Europea, dove queste molecole sono vietate, contengono estratti dalla pianta purificati dagli psoraleni o presenti solo in percentuali infinitesimali», precisa Romano. In tutti i casi, ove non previsto diversamente anche i prodotti a base di Bakuchiol vanno preferibilmente applicati la sera, al riparo dall’azione dei raggi UV. 

Altri accorgimenti da osservare: essendo esfolianti e rigeneranti, meglio non utilizzare i prodotti con bakuchiol in abbinamento a formule contenenti AHA, acidi della frutta, come l’acido glicolico o il malico, e con Beta-idrossiacidi, vale a dire acido salicilico, per non rischiare di irritare e fotosensibilizzare la pelle. «No anche in associazione a scrub, argille o peeling chimici; sì invece, al bakuchiol con tutti gli ingredienti idratanti, compresa la vitamina E, l’acido ialuronico e gli oli vegetali, come argan, jojoba, oliva», fa notare la dermatologa Romano. Ottima anche la combinazione con vitamina C ben stabilizzata, con i Tocotrienoli e con i peptidi mimetici, da green chemistry, per potenziare il ripristino di alcune funzioni della pelle compromesse dall’aging, come la capacità di sintetizzare neocollagene ed elastina.

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