Miss Italia, se in 12mila sognano ancora la coroncina

Miss Italia, se in 12mila sognano ancora la coroncina
Il concorso di bellezza in versione rivisitata celebra la sua nuova reginetta, Zeudi di Palma. In tempi di inclusività e lotta al body shaming il senso della manifestazione va trovato altrove 
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Abbiamo la nuova Miss Italia, Zeudi Di Palma e anche il solito dibattito su quanto siano ancora accettabili i concorsi di bellezza. Dobbiamo partire da un dato, dalle 12mila ragazze che anche nel 2021 hanno tentato di arrivare al titolo quest'anno assegnato in diretta sulla piattaforma streaming Helbiz Live.

Ma come, proprio quando ormai il dibattito sulla bellezza inclusiva infiamma social e animi? Che significa esattamente? Possiamo ancora definire "bello" qualcuno senza per questo dare un giudizio di valore? Possiamo giudicare la bellezza di ragazze in passerella senza che si tiri in ballo l'empowerment? O invece dire che non ci piace senza essere accusati di fare body shaming? In realtà la risposta a tutte queste domande c'è da tempo immemore e risiede nelle regole base della buona educazione. Da quando sei piccolo l'insegnamento è semplice: mai prendere in giro, commentare le persone per il loro aspetto, mai umiliare, mortificare. Insomma la critica sì, ci sta, il bullismo no, mai.

Alla luce della nuova consapevolezza hanno ancora senso i concorsi di bellezza? La reginetta del 2021 (una corona data con ritardo causa Covid), pensa di sì: "Io vengo da Scampia e ho sempre guardato a questo concorso come a un'occasione per crescere, cambiare destino, farmi valere, mai come una passerella solo di bellezza".  

Sono anni che le televisioni nazionali temono di maneggiare questo format per paura di andare contro lo spirito inclusivo del tempo. Ma veramente per essere alla pari, incluse, acquisire il potere che ci spetta si deve censurare qualsiasi cosa che alluda alla bellezza? Anche la presentatrice di questa edizione di Miss Italia, Elettra Lamborghini pensa di no, che sia un'esagerazione. E ricorda come da qui siano uscite tante attrici di successo. Da Sophia Loren, a Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Caterina Murino, Anna Valle, Miriam Leone e tante altre. "Questo è un casting, un'occasione per le ragazze che magari sono nate in un piccolo paesino e non hanno altro modo per entrare, mettere almeno un piede nel mondo dello showbiz. Una cosa è cambiare, altro cancellare. La bellezza è varia, ognuno di noi è bello a modo suo, ma non c'è dubbio che per il mondo dello spettacolo devi avere qualcosa di speciale, e questo palcoscenico aiuta a farsi notare".

D'accordo anche la presidente di giuria, la stilista Elisabetta Franchi che oltre agli abiti ha dato alle ragazze qualche consiglio: "Abbiate visione, siate decise su quel che volete fare e impegnatevi fino a che non l'avrete ottenuto. L'importante è seguire le proprie passioni e lavorare sodo. Se mia figlia mi chiedesse di partecipare a Miss Italia le direi 'certo, partecipa, ma nello stesso tempo studia e lavora'". 

Quest'anno le ragazze avevano la possibilità di scegliere se sfilare anche in costume oppure solo in abito da sera e tutte, dico tutte, hanno scelto di spogliarsi. "Il problema non è mostrarsi ma come gli altri ti guardano", dice Miss Italia. Insomma la versione 3.0 del corpo è mio e me lo gestisco io?   

E basta farsi un giro tra le diciannove finaliste di Miss Italia per capire quanto il tema sia importante. Sono bellissime, oggettivamente, ma tutte hanno sofferto in rete per giudizi mortificanti sui loro corpi. Beatrice Farina, 20 anni, studia psicologia e ricorda di quando a scuola i suoi compagni la prendevano in giro per il suo aspetto. "Ero bruttina, portavo gli occhiali e non vestivo alla moda. Poi una psicologa mi ha aiutata a fregarmene e sono cambiata". Francesca Memè ha 19 anni, vive a Esine, vicino a Milano, ha forme morbide e una bellezza ereditata dalla mamma originaria del Camerun. "Mi prendevano in giro per la pelle scura", dice. "È facile dire fregatene, ma fa male".

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Tutte insieme a combattere complessi e a sfidare se stesse a Miss Italia, e non importa che non sia su Rai1 e nemmeno che ci sia chi dice che è un concorso fuori da questo tempo, perfino "dannoso" per le donne. Dodici mila ragazze quel sogno lo rincorrono ancora e non sono più le miss che "vogliono la pace nel mondo". La nuova reginetta, per esempio, sogna che lo Stato torni a dare possibilità ai giovani come lei in un territorio complicato come il suo, Scampia. Fino ad allora per andarsene va bene anche una coroncina di strass.