Gioielli

Il ritorno delle spille. Ecco come si indossano

Dalla maxi colomba di Lady Gaga a quella geometrica di Jill Biden, l’accessorio più rétro si è ripreso la scena. Tra street style e haute couture non va più sul revers della giacca ma su punto vita, maniche o spalle
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Una delle ultime è stata Lady Gaga. È bastato che l’anno scorso, durante la cerimonia di insediamento di Joe Biden, sfoggiasse un total look di Schiaparelli con tanto di simbolica maxi-spilla a forma di colomba con un ramoscello di ulivo nel becco, a far riparlare di questo gioiello. Da quel giorno, a dispetto di chi pensa che sia un accessorio polveroso la spilla, come ha recentemente dimostrato in più occasioni anche la First Lady americana (chi ricorda quella sfavillante di brillanti sfoggiata durante la sua recente visita al Quirinale?), è di nuovo in voga.

Lady Gaga all'insediamento del presidente americano Joe Biden con la maxi spilla a colomba di Schiaparelli 

Ma la maggiore novità sta nel fatto che anziché “albergare” sul revers di giacche e cappotti d’antan, le spille hanno un nuovo spirito e hanno allargato il proprio raggio di azione “posandosi” a sorpresa su punto vita, maniche, spalle o quant’altro. Del loro fascino nomade è convinta anche una maestra di stile come Inès de la Fressange che in La Parigina (L’Ippocampo, 240 pp., 25 euro) raccomanda: “Di sera indossate un giubbotto di pelle al posto del blazer. Appuntatevi la spilla su un fianco invece che sul risvolto della giacca, oppure sostituitela con un badge”.

La First Lady Jill Biden con una spilla in diamanti in visita al Vaticano durante il G20 che si è svolto a Roma 

Ma adesso la spilla è andata oltre invadendo anche il guardaroba maschile. Come ha notato Alba Cappellieri, docente di design del gioiello al Politecnico di Milano: “L’uomo che sfoggia spille, magari sul revers dell’abito sartoriale è una deroga alla regola e riflette l’attualità di temi come fluidità e inclusione”. Harry Styles docet.

“Rispetto agli altri gioielli, le spille sono davvero un mondo a parte”, continua Cappellieri, “mentre collane, bracciali, orecchini ed anelli hanno una dimensione squisitamente ornamentale, le spille nascono con uno scopo utilitario. Nell’Antica Grecia ad esempio servivano a unire i lembi di pepli, himation e chitoni e al tempo stesso dovevano essere in totale armonia con il vestito. Questa loro doppia funzione pratica ed estetica molto spesso ne ha condizionato la forma. Se le matrone dell’Antica Roma erano solite indossare bellissime fibule, in seguito, nella seconda metà del Settecento, la spilla diventa un indispensabile accessorio da corsetto, la chatelaine una sorta di fermaglio che, pur avendo un aspetto ornamentale, serve a mettere insieme piccoli accessori utili (ditale, chiavi, stuzzicadenti, borsellino, ecc)".

Wally Simpson, duchessa di Windsor, con la spilla a fenicottero 

I primi decenni del Novecento continuano a essere un’epoca d’oro per la spilla. Ne sono esempio, la regina Elisabetta II e le sue innumerevoli broche e Wallis Simpson, duchessa di Windsor, che per questo gioiello nutriva una smodata passione. Celebri sono le sue spille-bouquet, come quella di rubini e zaffiri creata da Van Cleef & Arpels o quelle “feroci” dai soggetti animalier. Impossibile dimenticare quella a pantera firmata Cartier in oro, brillanti e onice disegnata da Jeanne Toussaint, divenuta un classico della maison al punto da dare il nome a un’intera linea di orologi della griffe. Accanto a lei, tra le altre grandi amanti delle spille figuravano allora due rivali dai gusti agli antipodi, le maggiori stiliste dell’epoca tra le due guerre: Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli. La prima andava pazza per croci maltesi che si faceva realizzare su misura dal duca siciliano Fulco di Verdura (che tra l’altro disegnò per lei un’intera linea di gioielli). Elsa Schiaparelli invece difficilmente si separava dalla spilla portafortuna di diamanti che raffigurava l’Orsa Maggiore, la costellazione che la natura le aveva disegnato sulla guancia.


Poi, dopo essere state uno degli ornamenti più ambiti dello stile bon ton anni Cinquanta, soprattutto in versione floreale, le spille hanno vissuto un periodo buio. Fin quando intorno alla metà degli anni Settanta non sono riemerse dalla strada grazie ai punk che le hanno rese uno dei leit motiv del loro stile ribelle.

E oggi, a metà strada tra haute joaillerie e street style, sono tornate a incantare.