Forever Young

La migliore formula anti-age? Cerchiamola nella felicità

Rita Levi Montalcini (1909-2012)
Rita Levi Montalcini (1909-2012) 
Il segreto della vera longevità sta in quel desiderio inesauribile di fare, sperimentare e conoscere che accomuna le esistenze di grandi donne e uomini vissuti (a lungo) senza badare troppo all’anagrafe
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"Provengo da una famiglia longeva. Mia mamma è morta a 102 anni, e soltanto perché si era distratta un attimo”. Lo diceva la grande attrice Paola Borboni, che abbandonò le scene a 94 anni e lasciò il mondo un anno dopo. Evidentemente si era distratta anche lei. Aveva preso un attimo di pausa da quel turbine di energia che l’aveva posseduta fin da bambina e le aveva fatto sentire fino alla fine il gusto pieno della vita. Si spiega così la longevità di questa gran signora del teatro.

Come quella di Rita Levi Montalcini, morta a 97 anni ancora in attività. O anche del grande antropologo francese Claude Lévi-Strauss e dello scienziato americano Ancel Keys scopritore della dieta mediterranea, entrambi scomparsi a 101 anni. E, last but not least, di Andrea Camilleri che ci ha lasciato a soli 94 anni. Ci verrebbe da dire strappato prematuramente all’affetto dei suoi fan, visto quel che avrebbe ancora potuto fare. Perché in realtà il suo talento prorompente era in presa diretta con il suo corpo eccedente. Che era il primo segnale di uno stato di eccezione della mente. In grado di spuntarla sulle regole che valgono per i più. Insomma, il suo stile di vita, e il suo girovita, sono sempre stati lontanissimi da quei parametri salutisti che di solito vengono associati alla salute e alla longevità.

Andrea Camilleri (1925-2019)
Andrea Camilleri (1925-2019) 

In fondo, il modo di vivere, quindi anche di morire, di persone così smentisce clamorosamente quei rigoristi che rompono i cabasisi con ricette e formulette da poveri di spirito, trasformando l’esistenza in una forma di penitenza. Rischiando, oltretutto, di campare molto meno di Camilleri e sicuramente molto peggio.

Ciò che invece accomuna questi splendidi ultranovantenni è la fame di vita. Un desiderio inesauribile di sperimentare, fare, conoscere. Che non gli ha permesso di mollare l’acceleratore dell’esistenza. Questi campioni di longevità sono stati troppo occupati a vivere per poter invecchiare. Per potersi adagiare passivamente nei protocolli dell’anagrafe. Che è come arrendersi prima del tempo. Morire poco a poco. Con un po’ di pazienza, per dirla con il poeta Thomas E. Eliot. Invece la vera longevità non ammette pazienza. Non concede distrazioni né dimissioni. Casomai decelerazioni. Richiede di dosare con intelligenza il sale della vita. Senza rinunciarci per obbedire a ricette salutiste che si preoccupano esclusivamente di aggiungere anni alla vita. E mai di aggiungere vita agli anni.

Ancel e Margaret Keys posano con il loro best seller Eat well and stay well 
Ancel e Margaret Keys posano con il loro best seller Eat well and stay well
  

Forse è per questo che l’Unesco ha inserito la dieta mediterranea tra i patrimoni dell’umanità. Perché non è un regime alimentare privativo ma uno stile di vita fondato sulla convivialità. Che, lo dicono anche gli scienziati, produce satisfaction. Lo sapeva bene Sir Winston Churchill che attribuiva i suoi 91 anni a una ricetta segreta. Niente sport, tanto whisky e sigari. Manca solo una sana e consapevole libidine. Ma si sa che gli inglesi non parlano mai di sesso.

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