Adulti e Teenager: possiamo capire i nostri figli con queste 5 serie tv

Steve Biddulph, terapista della famiglia ne è convinto: i serial ci possono aiutare a ridurre la distanza genitori-figli (o almeno provarci). Da Euphoria a Sex Education ecco le serie che ci permettono di capire il rapporto che i nostri ragazzi hanno con sessualità, amore, accettazione e le tante complicazioni legate ai sentimenti

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 Chiusi come casseforti, indecifrabili, i ragazzi sono un mistero. Perciò la fiction televisiva, piena di teenager complicati, con o senza superpoteri, è diventata uno strumento per comprendere i comportamenti, l’ansia di popolarità, il bisogno di successo, la sofferenza di sentirsi “diversi”, la ricerca di un’identità. Steve Biddulph, terapista della famiglia, pensa positivo, anche se durante la pandemia sono venute fuori più fragilità di quanto si potesse immaginare. Nel saggio “10 cose di cui hanno bisogno le ragazze“ suggerisce, tra l’altro, di imparare dalle serie. Ecco quali vedere per ridurre la distanza genitori-figli (o almeno provarci).

Sex Education (Netflix)

Due stagioni, la terza arriva il 17 settembre. Innovativa e anticonformista, svela le chat segrete, i dubbi più profondi sul sesso e i suoi tabù. Sembra che i teeenager sappiano tutto, e invece... I sondaggi condotti da Melinda Tankard Reist, fondatrice di Collective Shout dicono che:

  1. Molte ragazze vengono spinte a provare il sesso che i maschi hanno scoperto su Pornhub.
  2. Si accorcia il tempo destinato a conoscersi. 
  3. Le storie cominciano a 14 anni e durano pochissimo.
  4. Il sesso è spesso senza tenerezza.

Spiega la psicoterapeuta Erika Franzoni: “Sex Education può avvicinare madri e padri al mondo emotivo dei figli. Molti hanno paura, non riconoscono la loro adolescenza, la trovano diversa, tendono a giudicare. I ragazzi vivono la sessualità in modo forse più esplicito ma le paure,  le incertezze e i bisogni sono gli stessi dei genitori quando avevano la loro età”.

Euphoria (Sky)

8 episodi, a breve una seconda stagione. Droghe, abusi, transessualità, bullismo, fat shaming. È il manifesto della Generazione Z  e delle sue inquietudini raccontate con intelligenza. Zendaya, la protagonista, ha dichiarato al NYT: “La gente si scandalizzerà ma, che piaccia o no, è tutto reale”. La psicologa Sabrina Gatti ammette: “Mi ha aiutato a trattare questi temi con mia figlia”. Non è un caso che Sky abbia deciso di accompagnare la serie con un servizio di consulenza. Dopo i titoli di coda, una schermata invita a contattare sky.it/euphoria con una linea telefonica dedicata e l’indirizzo euphoria@aupi.it. A chiamare/scrivere sono stati soprattutto i genitori. Più che per adolescenti, è una serie “sugli” adolescenti. Da studiare, non da vedere con loro.

Normal People (Starzplay e Amazon Prime video)

12 episodi. Marianne è ricca, intelligente, altezzosa, e proprio per questo a disagio con gli altri. Connell è uno studente brillante che nasconde la sua timidezza. L’attrazione è immediata. Domanda: perché due persone che sembrano perfette l’una per l’altra non riescono a dirselo? Perché vanno avanti per quattro anni tra lacrime ed equivoci? Perché succede. Normal People racconta l’ingresso nell’età adulta, dal liceo all’Università, il confronto con il gruppo dei pari, il bullismo, il conflitto con la famiglia. Una mappa delle emozioni da manuale di psicologia.

We are who we are (Sky)

8 episodi. Un ragazzo newyorkese nella base Nato di Vicenza. È un tuffo nel mondo degli adolescenti: strafottenza intollerabile e fragilità, insofferenza e fame di vita che genitori spesso irrisolti hanno dimenticato.  È un racconto che mette in discussione il maschile e il femminile. Fraser e Caitlin/Harper parlano liberamente di corpi “in rivoluzione” e vivono le prime esperienze amorose in un microcosmo di personaggi dall'orientamento sessuale indefinito. Al centro di tutto, il superamento del binarismo e il concetto di fluidità, ormai sempre più mainstream nella fiction. Nella vita vera non è ancora così.

Skam Italia (Netflix)

4 stagioni, arriverà la quinta. Sullo sfondo di una Roma caotica, i liceali discutono di tutto: sesso, coming out, religione, integrità, scuola, amori. Per Glenda Orlandi, assistente sociale e pedagogista, questo tipo di narrazione  “legittima le esperienze, i dubbi, le riflessioni di un’età delicatissima. La quarta stagione di Skam affronta il tema della diversità culturale, Sana, adolescente musulmana è divisa tra la fede e l’amore, in modo tutt’altro che banale. Sarebbe ora di utilizzare le serie”, invita, ”come strumenti educativi per sollevare domande e accettare, finalmente, la complessità del nostro essere umani ”.
 

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