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"Il divorzio dopo nove anni di matrimonio e un figlio. Ma io non so stare senza di lui". Michela e la dipendenza affettiva

"Non sono più sicuro di essere innamorato di te" le ha detto il marito un giorno e poi se n'è andato, chiedendo la separazione. Michela però non tollera questo distacco e si scopre ossessionata da lui, annebbiata dal desiderio di riaverlo nonostante tutto. Questa è la sua testimonianza, commentata per noi dalla psicologa.
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«Sono una donna che ama troppo, proprio come dice la Norwood nel suo famosissimo bestseller. Di quelle che inseguono l'uomo che le ha lasciate, che non riescono più a mangiare o dormire prese come sono dal pensiero del loro ex perduto, che riescono a malapena ad alzarsi dal letto ogni mattina per trascinarsi al lavoro. Di quelle paralizzate dal dolore, morbosamente concentrate su come fare per riprendersi il loro amore».

Michela, una brillante insegnante di inglese di 45 anni, dopo nove anni di matrimonio e un figlio di sette, si ritrova sola. "Non sono più sicuro di essere innamorato di te" le ha detto il marito un giorno e poi se n'è andato, chiedendo la separazione. Michela però non tollera questo distacco. Si è sentita stanca e annoiata nella coppia in passato ma adesso non riesce ad accettare che la relazione sia davvero finita. Non può pensarsi senza di lui.

 

Quante donne, proprio come Michela, inseguono qualcuno che non può o non vuole rispondere ai loro bisogni perché pensano di non essere niente senza di lui? E quante si disperano e piangono pensando che l'oggetto del loro affetto debba sottomettersi alle loro richieste arrivando addirittura a perseguitarlo?

«Quando ho scoperto che mio marito stava vedendo un'altra ho iniziato a consumarmi dalla gelosia», racconta ancora Michela, che più volte è finita in punta di piedi davanti la nuova casa del suo ex per vedere se fosse solo, si è ritrovata anche a implorarlo di tornare imbastendo scenate poco felici. È come fissata per il suo ex, arrabbiata per l'abbandono, ossessionata dall'idea del loro amore. Come può farmi questo? Cosa posso fare per convincerlo a tornare?Quando mi chiamerà?

«Gli ho inviato messaggi chiedendogli ripetutamente di chiamarmi ma lui non ha risposto. Il suo silenzio è diventato così opprimente che una sera mi sono presentata singhiozzante alla sua porta a notte fonda. Alla fine lui mi ha consolato e siamo finiti a letto insieme. Poi la mattina dopo mi ha mandato subito via».

Distinguere amore da ossessione, e guarire

Michela è arrivata a questo nei suoi tentativi morbosi di inseguimento. Purtroppo quando siamo ossessionate ci sentiamo meglio se rimaniamo concentrate sulla fantasia dell'altro invece di fare un passo indietro e vedere i nostri guai. Il pensiero ossessivo ci evita il lavoro doloroso della perdita e del lutto. Si tratta di una strategia, ci concentriamo così tanto su quella persona per distrarci da qualcosa di angosciante dentro di noi. Arriviamo ad essere talmente assorbite dall'altro al punto di diventare invisibili per noi stesse, assenti dalla nostra vita. Siamo frustrate certo, la rabbia ci sequestra, non siamo in grado di riavere l'amore e spesso nemmeno di immaginare cosa è andato storto. Ci sentiamo furiose, fuori controllo ma quando siamo ossessionate da qualcuno non stiamo amando troppo. L'amore non c'entra. Così come quando leggiamo che certi uomini sono arrivati a fare cose terribili perché sopraffatti dalla passione. O ancora, che se siamo innamorati non possiamo controllarci.

L'ossessione dice invece che ci sono nodi personali profondi che tentiamo di nascondere o sciogliere attraverso la relazione. Il proprio stile nel modo di legarsi all'altro, determinato da bisogni, paure, ferite, gioca un ruolo importante nei legami morbosi. La scienza tenta di darne spiegazione in termini di sequenza di particolari reazioni neurochimiche nel cervello. Certo è che quando mettiamo qualcuno al centro del nostro mondo interiore, quando siamo sequestrate, perse e sacrificate ad un altro credendo sia lui a poterci aggiustare e risolvere, allora può essere il momento di chiedere aiuto dal punto di vista psicologico. Serve affrontare la dipendenza, lavorare per scalzare vecchi modelli di comportamento incentivandone di più efficaci.

Il bisogno di protestare contro il rifiuto e di rincorrere l'amore risulta innato. Ma quanta confusione tra Amore, Passione, Dipendenza, Ossessione, non si riesce a tracciarne i confini, piuttosto sembra un continuum senza limiti distinti. Proposte, inviti, iniziative scivolano su questo asse muovendosi a volte pericolosamente come pretese, accanimento, minacce. Eppure quando non c'è più attenzione del proprio impatto sull'altro o interesse di cosa pensa e prova, quando l'intento è controllare e ferire, quando si insinua o sconfina la presenza nella vita dell'altro pensando di avere il diritto di perseguitarlo, allora il grande amore non c'entra niente. La maggior parte di queste ossessioni non sono fortunatamente drammatiche o distruttive ma chiassose e imbarazzanti sì, colorate al femminile spesso con comportamenti intrusivi, poco rispettosi, con tattiche di inseguimento e di controllo.

 

L'ossessione, oltre a parlarci profondamente del nostro mondo interiore, riecheggia anche di aspetti sociali. Quando diciamo Amore ciò di cui parliamo è già condizionato dalla lingua e dalla cultura. Esiste un regno simbolico ben sfruttato su questo tema zeppo di narrazioni romantiche strampalate, inevitabilmente  condizionanti. Il grande amore che non ci fa vivere senza l'altro è una tragedia psicologica al centro di molte storie sentimentali, a partire da Romeo e Giulietta. E così anche l'amore che più ostacoli trova più si rinforza. Sembra che l'amore sia un sentimento magico e potente in grado di superare tutti i problemi, non fa niente se diventa disfunzionale, opprimente, ostacolante. Non importa se si trasforma in attaccamento disadattivo, in dipendenza esagerata, in disturbo ossessivo.

E poi c'è qualcosa che riguarda l'immaginario romantico femminile. Lottare con il rifiuto è doloroso ma recitare il ruolo delle pazze isteriche quando siamo lasciate, dando adito a quell'idea comune che ogni donna sotto sotto alla fine lo sia, non aiuta nessuno. Ma davvero ci entusiasmiamo per uno sgrassatore per il bagno così come dicono le pubblicità e davvero siamo disposte ad annullarci, ingenue e sacrificali, per un uomo che ci ha trattato male o non ci ha saputo apprezzare? Il racconto sulle donne e sull'amore romantico ci penalizza fortemente, dovremmo cercare di essere più sveglie e attente e dimostrare che non si tratti altro se non di luoghi comuni.