Un amore finito può rinascere dopo anni? Le storie di Elisa, Valentina e Camilla e il parere della psicologa

Jennifer Lopez e Ben Affleck nel 2003, ai tempi della loro relazione 
Sentimenti che tornano, passioni che si riaccendono a distanza di mesi, di anni, decenni. È successo a Jennifer Lopez e Ben Affleck, che dopo una pausa di ben 17 anni avrebbero deciso di tornare a far coppia, come a tanti di noi. Alcune donne ci hanno raccontato le loro storie e noi le abbiamo consegnate a Claudia Biscione, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, per avere da lei consigli utili a vivere la 'seconda volta' e farla durare per sempre
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Passa il tempo, si vivono altre storie, ma alla fine di tanto girare e cercare si ritorna tra le sue braccia. Quelle dell’ex che non abbiamo mai dimenticato, solo messo da parte nel nostro cuore. Sono gli amori che ritornano, passioni che si riaccendono a distanza di mesi, di anni, anche di decenni. Proprio come è successo a Jennifer Lopez e Ben Affleck. Dopo una pausa di ben 17 anni – dove entrambi hanno avuto altri partner, si sono sposati, fatto figli e infine firmato le carte della separazione – hanno deciso di riprovarci e far funzionare sul serio la nuova versione della loro coppia: Bennifer 2.0.

Qualcuno insinua stia accadendo la stessa cosa tra Ambra Angiolini e Francesco Renga, che durante il live del 1° maggio si è emozionato mentre cantava la canzone scritta per lei, mentre la guardava, dimenticandone le parole, e di sicuro è già accaduto a molti di noi. Come Elisa, Valentina e Camilla, che qui raccontano il ritorno nelle loro vite di un amore destinato a restare.

“Il nostro primo incontro fu emozione infinita. Io avevo 17 anni ed ero ancora una ragazzina all’ultimo anno del liceo; lui era un 24enne che già lavorava, per giunta laureato. E come se non bastasse viveva a Londra e, ahimè, era anche fidanzato. Abbiamo avuto una storia intensa, poco più che platonica e breve. Ero innamorata, ma la vita ci divideva; a fatica sono riuscita a metterci una pietra sopra. Ci siamo ritrovati 12 anni dopo, nello stesso luogo: una cala nel mare della Toscana. E da lì non ci siamo più lasciati. È vero, il legame tra di noi non si era mai rotto, solo allentato. Negli anni ogni tanto ci siamo sentiti, siamo rimasti “vicini” nel pensiero anche se le nostre vite scorrevano in maniera diversa: io a Roma, lui a Londra, e ognuno viveva le sue storie. Ritornati assieme, dopo 4 anni ci siamo sposati e poco dopo è arrivato il primo dei nostri due figli. La bellezza del riprovarci una seconda volta? Tornare assieme con più maturità e forti di tante esperienze ha reso la nostra unione più solida, perché abbiamo entrambi vissuto tutte le avventure che volevamo, di vita, di amore, di lavoro, prima di rimetterci insieme e fare sul serio”. Elisa, 41 anni di Roma

“A 20 anni parto per una vacanza tra amiche: destinazione Porto Rico. Lì in un locale incontro Carlos, che mi sorprende facendo arrivare al nostro tavolo una bottiglia di vino con un biglietto: “Hai gli occhi più belli che abbia mai visto, posso invitarti a ballare per guardarli da vicino?”. Siamo stati assieme quella notte e le successive. E quando è giunto il momento di salutarci, ho deciso di spostare il volo per vivere con lui 5 mesi, pieni di gioia e di passione, finché una telefonata mi ha riportata alla realtà: mio padre è venuto a mancare e io sono partita per Milano. Non sono più tornata da Carlos. Ci siamo lasciati al telefono, in lacrime, perché il mio posto era qui. Dovevo assumermi le mie responsabilità e guidare l’azienda di famiglia. Sono passati più di 30 anni e solo un anno fa trovato il coraggio che fino a quel momento mi era mancato, per mollare tutto e stare con lui. Nel tempo avevamo continuato a sentirci, vivendo matrimoni felici con i nostri partner. Entrambi abbiamo avuto dei figli, ma siamo sempre rimasti l’uno nel cuore dell’altra. Un anno fa mi sono separata, a mio figlio ormai uomo ho affidato gli affari di famiglia, non c’erano più scuse per restare qui. Sono volata da Carlos e rincontrarlo è stata la cosa più emozionante della mia vita. Siamo tornati a vivere assieme e anche se abbiamo molti anni in più di allora, quella gioia e quella passione continuano a condire le nostre giornate”. Valentina, 51 anni di Milano

“Gianluca era il mio capo. Lavoravamo fianco a fianco in una multinazionale, le relazioni tra colleghi non erano viste di buon occhio. Ci siamo innamorati giorno dopo giorno e per tre anni abbiamo vissuto una storia clandestina. Poi, una mattina, i pettegolezzi hanno iniziato a girare, fino ad arrivare ai vertici. Lui è stato messo davanti a una scelta, in maniera implicita: o me o il lavoro. Lui ha deciso di licenziarsi per tutelare entrambi, e restare assieme. Ma poco dopo non ha potuto dire di no a un'offerta di lavoro importante: la sede dell’azienda era a Madrid. Abbiamo resistito 6 mesi, poi abbiamo capito che così non saremmo durati e ci siamo lasciati. Passano dieci anni e una mattina mentre sono seduta in un bar mi sento sfiorare la spalla. Mi volto ed è Gianluca. Si era di nuovo trasferito qui in città e sembrava felicissimo di avermi rincontrato. La sera a cena assieme ci siamo raccontati e confessati: non ci eravamo mai dimenticati, per questo non avevamo voluto legarci veramente a nessuno. Adesso è un anno che stiamo assieme e a me sembra una storia nuova. Ora non dobbiamo più nasconderci e passeggiare mano nella mano, come baciarci quando ne abbiamo voglia sono diventati gesti teneri a cui non rinunciamo più”. Camilla, 48 anni di Torino

 

Il parere dell’esperta a commento delle storie

A credere che la seconda volta in amore possa essere meglio della prima sono in molti, come attesta uno studio della Kansas State University. Quasi la metà delle coppie separate ci ha voluto riprovare; molti, mossi dalla speranza che il partner fosse cambiato in meglio e che la comunicazione potesse essere più chiara ed efficace rispetto al passato. Romanticismo sì, ma anche un pizzico di realismo, perché per ricominciare da capo, è necessario iniziare ex novo. Non solo perché si cambia, nel tempo, ma soprattutto perché solo slegandosi dalle dinamiche del passato si possono costruire solide basi per il futuro. Insomma il primo “round” va usato come un’esperienza di apprendimento, per non ripetere gli stessi errori. Ma cosa spinge due persone a provarci di nuovo, a distanza di tanto tempo? E come far funzionare le cose? Risponde a queste e altre domande Maria Claudia Biscione, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa.

Da Jlo a noi: perché accade di rinnamorarsi di un ex a distanza di molto tempo? “I motivi possono essere tanti. Molto dipende da che tipo di storia si è vissuta e perché è finita. Il tempo consente di ricucire vecchie ferite, appianare rancori e, in un nuovo incontro, se si è messo un punto ai sentimenti negativi si può creare lo spazio per accogliere nuovamente l’altro. A volte si cerca un ex per caso, per gioco, oppure per curiosità. Altre volte, lo si fa mossi da un profondo bisogno di sapere come quella persona stia, come sia cambiata la sua vita e che effetto possa fare rincontrarla. Può anche capitare, ad esempio, di ritrovarsi dopo molti anni e scoprire che il sentimento non si è mai veramente sopito; in questo caso, se sono cambiate alcune condizioni, può riaccendersi la passione”.

Quali sono i motivi che innescano il ritorno di fiamma? “A volte è solo la paura di restare soli a convincerci che riprovarci possa essere una buona idea. In altri casi, si sopravvaluta la propria capacità di aver elaborato la prima esperienza e non si considera in maniera lucida che la dinamica relazione non è mutata. In ogni caso, un nuovo inizio è possibile solo se i processi di maturazione e le condizioni dell'incontro appaiono diverse. Allora, il riprovarci diviene davvero una nuova occasione per vivere un legame più autentico e profondo. Spesso, infatti, le fasi della vita diverse sono state l'ostacolo al rapporto, e quando finalmente capita di ritrovarsi in un momento in cui bisogni e obiettivi sono allineati, ecco che una nuova storia potrebbe funzionare”.

Come distinguere tra vero amore e nostalgia di quel che è stato? “Credo sia fondamentale la 'narrazione' che si fa dentro di sé. Intendo che se nell'incontro con il partner si rimane troppo ancorati al passato, alle emozioni già vissute, allora è probabile che a prendere il sopravvento sia la nostalgia e il ricordo di quello che fu. Quando, invece, le emozioni sono nel 'qui ed ora' del nuovo rapporto, si riesce a vedere la persona per quello che è oggi e le si riconoscono i cambiamenti, le evoluzioni. Se si è affascinati da questa nuova immagine, e non da una foto sbiadita, allora è probabile che la storia possa durare”.

Quanto conta il bagaglio di esperienze che ci si porta dietro? “Sono un buon 'libretto di istruzioni'. Possono aiutare a capire in quali trappole non cadere più, come imparare dagli errori in modo costruttivo e come la reciproca conoscenza possa diventare familiarità, sentimento che facilita il compito di aprirsi l'un l'altro e fa sentire liberi di esprimersi per come si è”.

Esistono segnali utili a capire se la storia, questa volta, possa funzionare? “Funziona se ci si guarda con occhi nuovi, se non ci sono ombre a offuscare il legame. Se si rispetta profondamente chi si è reciprocamente diventati e il passato di entrambi. Se l'ambizione è riprendere esattamente da dove ci si era lasciati, il rischio di incappare in un fallimento è invece parecchio alto. Così come se si pretende di rimanere ancorati a ruoli ed etichette che appartenevano alla storia precedente, perché è probabile che quella persona non sia più la stessa e quindi potrebbe non piacerci”.

Rimettersi in gioco può far paura. Come vincerla? “Le paure derivano proprio dal primo fallimento, un'esperienza negativa che magari ha lasciato strascichi dolorosi e che, ovviamente, si ha il terrore di poter rivivere. Fallire due volte è un peso difficile da gestire per la propria autostima, genera inadeguatezza. Si pensa ai motivi per cui la storia in passato non ha funzionato: aspetti caratteriali, sistemi familiari, dinamiche relazionali... tutti fattori che hanno magari contribuito ad alimentare il conflitto e che temiamo di vedersi riaffacciare”.

Qual è l’atteggiamento giusto per vivere la “seconda volta”? “Lo stesso che proviamo quando ci apprestiamo a rivedere un bel film. Conosciamo trama e personaggi, ricordiamo quanto ci abbia divertito, ma la visione diviene emozionante, coinvolgente e toccante solo se si accetta il fatto che questa volta sarà diverso. Se si tiene a bada l'aspettativa di voler rivivere esattamente le stesse emozioni, sarà più facile lasciarsi stupire e conquistare dalla nuova visione”.

 

Cinque modi per essere felici con l’ex

1) È tutto passato? Fai un sincero check-up up dei tuoi risentimenti. Chiediti se hai davvero elaborato e superato il dolore e sei pronto a cominciare in un modo nuovo, davvero disponibile e libero dai fantasmi.
2) Niente foto ricordo. Ripensare ai vecchi tempi è bello, ma lo è ancora di più costruirsi un nuovo album dei ricordi, immortalare questa seconda fase così diversa e ricca di nuove potenzialità che hanno il diritto di essere vissute con attenzione e dedizione.
3) Esponiti. Fatti conoscere per chi sei davvero, per la persona che sei diventata. Non permettere di farti schiacciare in un'identità antica che non ti appartiene più o in una rappresentazione di te che non ti ha mai messa a fuoco veramente.
4) Post-it in evidenza. Fate un bel vademecum degli errori del passato per ricordarvi cosa non dovete fare e su quale strada virtuosa, invece, dovete avviarvi assieme.
5) Siate grati. Se la vita vi ha regalato questa nuova inaspettata occasione, onoratela e godetevela. Vivete con intensità questo nuovo legame apprezzando i momenti ed evitando dinamiche distruttive. Voi siete gli eroi romantici di questa storia: siatene fieri.