"Sono gelosa della sua ex moglie": la storia di Giulia e i consigli di Paolo Crepet

La gelosia ha molte forme, quella di Giulia è una tra le più subdole perché guarda al passato e condiziona il futuro. A Paolo Crepet, noto psichiatra, sociologo e scrittore, abbiamo affidato il compito di spiegarne le ragioni, anche inconsce, e di consegnarci un consiglio per superarla

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"Ho conosciuto Federico quando avevo 43 anni. Un uomo con un matrimonio alle spalle e una figlia ancora piccola di 8 anni da crescere. Non ero la prima, ma mi aveva scelta. Non immaginavo che il suo passato sarebbe potuto un giorno diventare per me causa di tanta sofferenza.
Siamo sposati da più di due anni eppure continuo a soffrire una profonda gelosia nei confronti della sua ex. Penso ai 10 anni che hanno trascorso assieme, alla storia vissuta che sebbene finita ha lasciato tra loro un legame che, come un filo teso, li tiene lontani ma uniti. C’è ancora un qualcosa, tra di loro. Impercettibile, forse sono la sola a sentirlo in maniera consapevole.
Il confronto con lei per me è impari, lo è sempre stato. E continuo, tanto da diventare, dopo due anni, insopportabile. Lei è bella, ha una carriera solida e una forte personalità. È stato lui con i suoi racconti a suggerirmi una chiave per interpretarla. Il nostro primo incontro è stato 4 anni fa, e da allora il confronto mi ha sempre schiacciato. Mi sento combattere ad armi impari una guerra mai dichiarata. Federico mi ama, lo so. E per la sua ex non prova più nulla, so anche questo. Però...  Non riesco a smettere di vederli mentre condividono esperienze, si amano, fanno l'amore. L'immaginazione vola lontano, la gelosia l'alimenta. È come vedere scorrere le scene di un film che è diventato il mio personale incubo. Io ho Federico, ma lei ha con lui una complicità che le invidio, uno scambio continuo necessario a crescere una figlia che vorrei poter sentire anche un po' mia. È proprio la sua presenza a farmi sentire esclusa da un pezzo di vita importante di Federico. E lui, lo sa? Sì. Ho più volte manifestato il mio malessere, ma lui mi rassicura: 'non c'è niente'. Sdrammatizza, anche, e ci scherza su: 'buone le tue lasagne, ma quelle della mia ex non si battono', mi ha detto un giorno. Mi sono sentita scivolare giù, una vertigine. Voleva solo prendermi in giro, ma tutto ciò erode nel profondo la mia sicurezza, mi fa sentire incapace non di cucinare, ma di farmi amare. Incapace di trovare una via d’uscita da questa gelosia che avvelena la mia vita”. Giulia, 48 anni

La gelosia ha molte forme, quella di Giulia è una tra le più subdole perché guarda al passato e condiziona il futuro. A Paolo Crepet*, noto psichiatra, sociologo e scrittore, abbiamo affidato il compito di spiegarne le ragioni, anche inconsce, e di consegnarci un consiglio per superarla.

 

La risposta di Paolo Crepet

Questa è una delle declinazioni più comuni della gelosia, quella "retrograda", ovvero riferita al passato sentimentale del proprio partner e delle storie che ha avuto in precedenza. Avere una relazione con un uomo che è già stato sposato e che mantiene un legame con la sua ex moglie, può far scattare in alcuni tipi di donne una competizione che sfocia appunto in una gelosia retroattiva. Viene chiamata anche Sindrome di Rebecca, nome ispirato al famoso film di Hitchcock Rebecca, la prima moglie, un affresco straordinario di questo tipo di gelosia: la seconda moglie vede Rebecca inarrivabile per eleganza, tratti e bellezza e quindi teme che il marito continui ad essere innamorato di lei e trovi in questo secondo matrimonio una consolazione. Come in questa testimonianza, è la classica sindrome di chi si sente la seconda opzione e non la prima, che fa sentire Giulia non adeguata, poco amata e non al centro dell’attenzione come vorrebbe. Ma questo non dipende dal fatto che sia il secondo matrimonio, ma che in realtà questa donna non consideri lei stessa la prima scelta. Questo tipo di gelosia la prova normalmente chi non ha una grande stima di sé e quindi cerca costantemente qualcuno che le dia un ruolo da “protagonista”, un'identità che la liberi dalla visione di eterna seconda che ha di sé stessa. Spesso la si va a ricercare in un uomo. Il partner diventa una sorta di cavia da esperimento, per vedere se si è ancora capaci di sedurre, di essere al centro dell’attenzione, di valere una cena romantica a lume di candela… È questo il grande errore. Invece di avere conferme e sicurezze in sé stessa, di trovare da sola la sua identità, la chiede al partner, che spesso purtroppo non può soddisfare queste richieste e aspettative”.

Dove vanno rintracciate le cause di questa gelosia?
"Nella donna gelosa, prima di tutto. Che dipende dal suo partner perché vorrebbe trovare in lui certezze, rassicurazioni, senza che lui sia in grado di soddisfare la sua richiesta. Partner che poi, in risposta a un certo tipo di gelosia, a volta con leggerezza fanno battutine e paragoni – come succede con Carlo e la lasagna di Giulia – sicuramente da evitare. Questa forma di gelosia si nutre di racconti della precedente relazione, riportati dal partner in termini sempre positivi e attenzione perché spesso è proprio chi ne soffre ad alimentarla, chiedendo ossessivamente di raccontare dettagli della storia precedente. Atteggiamenti e frasi provocatorie, che non aiutano e che alimentano solo la gelosia, rendendo il rapporto fragile. Comunque il problema resta l’autostima: una donna che ha una sua identità, sociale e professionale, non farà mai questo tipo di discorsi, perché non ha bisogno di cercarla negli altri, fuori di sé”.

 

C’è una caratteristica che accomuna le donne che soffrono di questa gelosia retroattiva?

“Spesso hanno avuto un difficile rapporto con il padre. Se la madre è fondamentale dal punto di vista affettivo, per una donna l’istituzione della stima e del valore di sé viene dalla figura paterna. È possibile che abbiano avuto un papà che le denigrava, dicendo loro ad esempio che non erano mai brave. Oppure le sottoponeva a un continuo e impietoso paragone con le altre, con frasi tipo: 'guarda tua cugina quanto è più simpatica e più carina di te'. Sono donne abituate ai confronti in perdita, quindi continuano a cercare figure così anche da adulte nelle loro storie d’amore. Finito con il padre proseguono con un compagno, che continui a confermare il loro non valore”.

 

 

Chi soffre di gelosia retroattiva spesso prova a mettere dei paletti alla frequentazione tra il suo partner e la sua ex. Come giudica questa reazione ?

"Nel momento in cui metti dei paletti hai già perso. Non si può censurare così la vita dell’altro, il suo trascorso amoroso e affettivo. È offensivo. L’ex moglie è semplicemente una persona che è stata importante sentimentalmente ed emotivamente per lui. Questa gelosia si gestisce solo con l’intelligenza e con la maturità, non ci sono altri modi. Perché aver avuto altri amori fa parte della vita. Certo, vivere e accettare il concetto di famiglia allargata è difficile e anche molto raro. Eppure è possibile, se si è una donna matura e sicura di sé. Si può arrivare a pensare con franchezza e serenità che l’ex moglie sia stata la donna più importante della piena gioventù del proprio compagno e che resterà una figura rilevante della sua vita”.
 

 

 

Sembra che la grande difficoltà di chi vive la gelosia “retrograda” sia di lasciar andare il passato, di non riuscire a viversi il momento attuale e la felicità che ne può scaturire.

“Non si riesce a vivere il presente perché non si vive il futuro, perché non c’è un progetto per il domani. È questo il vero problema. Gli amori e i rapporti sentimentali non sono tutto. Invece per chi invece vive la gelosia verso la prima moglie, si riduce tutto lì, alla relazione. Se la tua vita quotidiana, il tuo lavoro non ti soddisfano, allora è chiaro che ogni cosa si focalizza in una disputa tra te e il passato del tuo partner, cioè l’ex. Ma questo avviene solo perché non si hanno dei piani. Avere un obiettivo comune fa rinascere un amore, rafforza la coppia e dà una prospettiva futura. Questa è una strada per uscir fuori dai battibecchi sulla ex: avere la possibilità di progettare qualcosa assieme alla persona che hai voluto e che ora è a fianco a te”.