san faustino

Vi state lasciando? Dieci consigli ''praticomici'' per affrontare la separazione

Pensavate di non dover più "celebrare" la giornata dei single e invece ecco che, proprio ora, decidete di rompere. Anziché lasciarvi andare a tristezza, disperazione e malinconia, provate a riderci su. Proprio come consiglia il duo di scrittori comici Giovanna Donini e Andrea Midena che in esclusiva per noi ha stilato un decalogo divertente per superare il trauma da cuore spezzato

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Quando si è innamorati è facile credere che quel sentimento possa essere eterno. Invece, quando si parla di relazioni, ci può essere anche un finale diverso da quello che tutti si augurano; non sempre si vive “per sempre felici e contenti”. Perché lasciarsi fa parte del gioco dello stare in coppia e questa opzione dovrebbe essere sempre messa in conto, anche solo per scongiurarla e lottare per non arrivare a questo “unhappy end”. Il lockdown, ad esempio, è stato un vero e proprio detonatore per far scoppiare coppie già in crisi. A dirlo è l’Associazione nazionale divorzisti, che ha rilevato un aumento delle separazioni del 60 per cento nel corso del 2020, accelerate forse dalla convivenza forzata.

Mettere un punto a una storia d’amore è sempre molto difficile e doloroso, ma anche un momento così tragico può essere affrontato con ironia e persino con qualche risata. Perché è vero, lasciarsi fa soffrire tanto, ma imparare a riderci su fa passare (quasi) tutto. È questo l’intento di Ti lascio per riprendermi. Manuale praticomico per affrontare la separazione (Solferino, 15 euro). Un libro spassoso scritto a quattro mani da due penne brillanti e divertenti: Giovanna Donini e Andrea Midena. I due scrittori, che da sempre si occupano di comicità, affrontano tutti gli step della rottura di coppia, dando consigli e suggerimenti pratici, all’insegna dell’ironia. “Affrontare una separazione è sempre doloroso e difficile, è uno strappo insopportabile. Però la nostra mente è molto potente quindi possiamo cercare di vedere le cose da un altro punto di vista”, spiegano gli autori. “In fondo, come sosteneva Mark Twain 'L’umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva. Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni, tutti i nostri risentimenti scivolano via, e al posto loro sorge uno spirito solare'”.

La copertina del libro 

Se sei in cerca di dritte per vedere la separazione sotto una prospettiva diversa e affrontarla con un po’ di humor, ecco il decalogo dei due autori del libro in esclusiva per D La Repubblica.
 

Il decalogo per lasciarsi con ironia e ritornare ad amare sé stessi

1. Gioca d'anticipo
L’unico modo per non trovarsi ad affrontare una separazione è non mettersi insieme a qualcuno. Restare single.

2. La valigia va fatta prima
Quando devi lasciare la casa all’improvviso, succede che ti riempi una valigia di cose inutili e rischi di trovarti per strada a gennaio con due scarpe spaiate, la camicia hawaiana e il tutù delle medie. La valigia, quindi, va fatta quando sei felice, quando fra te e la persona che ami tutto fila a meraviglia. La valigia va fatta prima, come quella per il parto, perché se la fai quando hai le doglie rischi di metterci dentro il tuo compagno tagliato a pezzi.

3. Trovati subito una casa
Se sei quello che se ne va devi trovarti subito (subito!) una nuova casa. Visto che di mestiere non fai l’ereditiere devi cercarne una in affitto quindi ti rivolgi a un’agenzia immobiliare, giusto? Allora sappi che la prima domanda che ti fa un agente immobiliare è: "Cerca in affitto o da comprare?". Se rispondi "da comprare" ti fa accomodare, ti offre il caffè e ti regala complimenti inutili (com’è bello il suo ombrello!). Se invece rispondi "in affitto", ti lascia in piedi sulla porta, raccoglie i tuoi dati in modo sbrigativo, sbuffa e ti dice: "Sicuro che non la voglia comprare?". Quindi se vuoi trovare (subito!) la tua casa in affitto lascia perdere le agenzie immobiliari e chiedi piuttosto a tutti i tuoi amici, dal vivo e sui social. Se poi hai un amico parrucchiere sei a cavallo.

4. Trovati un portavoce ufficiale
Quando ti separi devi dirlo ad amici e parenti. Però ogni volta che affronterai questo discorso la ferita si allargherà. La soluzione ideale è trovarti un portavoce ufficiale con cui concordare una strategia di comunicazione che tenda a raccogliere più consensi possibili, ispirando tenerezza assoluta nei tuoi confronti e soprattutto desiderio di aiutarti economicamente. Ecco le caratteristiche del tuo portavoce ideale: ottime doti comunicative, discreta inclinazione al pettegolezzo, reperibilità h24 e festivi, massima motivazione, propensione alla gestione di problemi e sfide complesse, capacità innata nel costruire verità creative. Dopo una settimana, se non vuoi che sparisca, pagalo.

5. Ingaggia un "separation planner"
Che assurdità la vita. Quando ti sposi sei già felice perché hai trovato l’altra metà della mela e in più fai una grande festa, tutti ti riempiono di doni, sorrisi e soprattutto soldi. Ora invece che sei a pezzi perché quella mezza mela è finita nell’umido, ti chiudi in te stesso e nessuno ti regala niente. È in questo momento, invece, che servono doni, sorrisi e soprattutto soldi. Sì, devi assolutamente organizzare una bella festa di separazione che serva a consolarti e magari a farti conoscere altre persone. Affidati dunque a un "separation planner" che ti aiuti a rendere speciale il tuo fallimento.

6. Approfitta della tua separazione per separarti anche da certi amici
Ogni tragedia greca che si rispetti ha un coro, ovvero un gruppo di personaggi che agisce sulla scena assieme agli attori, che commenta, sottolinea, approva o disapprova. Anche se la tua non è una tragedia greca (a meno che non vi siate mollati a Mykonos) ha comunque i suoi coreuti: gli amici. Tra questi, ad esempio, troverai il pr che farà di tutto per accoppiarti con qualunque cosa respiri, o il depresso che ti consolerà vomitandoti addosso tutte le sue disgrazie, o addirittura il provolone che non vedeva l’ora che vi lasciaste per provarci con te. Esiste anche l’amico o l'amica giusta, quello che ti ascolta e basta, quella che quando l'abbracci e le lasci addosso scie di muco e lacrime appiccicose ti odia, perché ti odia, ma non te lo dice. Dovessi avere la fortuna di avere un amico o un'amica così, sii generoso, fallo girare. Grazie.

7. Diffida dei consigli dei “massimi esperti del settore”
Sull’argomento della separazione sono molti i libri e gli articoli scritti dai massimi esperti del settore. Questi massimi esperti del settore probabilmente si rivolgono solo a gente piena di soldi e che non ha niente da fare tutto il giorno perché, tra i tanti insensati che abbiamo trovato, il consiglio più assurdo è questo: dai un taglio col passato e riarreda la casa. Certo, peccato che possa permettersi di cambiare i mobili solo il tre per cento della popolazione di separati. Tu no. C’è la crisi, non hai un centesimo, sei a pezzi e l’unica cosa che puoi permetterti di fare per riarredare la casa, al massimo, è cambiare lo zerbino all’ingresso, quello con la scritta "Love" puoi tranquillamente sostituirlo con uno con la scritta "Fuck".



8. Occhio ai social
Evita di pubblicare post struggenti, tipo la foto che ti ritrae mentre all’alba saluti il sole con la scritta: "Buongiorno, Sole! Anche oggi irradiami con la tua energia e sarò forte!". Proprio perché siete stati insieme, l'ex sa benissimo che per te ogni mattina alzarsi è un dramma. E sa anche che, se alle sei di mattina stai guardando il sole, vuol dire che non hai chiuso occhio tutta notte e, più che salutarlo, il sole lo stai mandando a farsi fottere.

9. Non cedere ai ritorni di fiamma
Secondo uno studio condotto dall’Università del Missouri, che ha coinvolto oltre cinquecento persone, tornare insieme al proprio ex partner spesso può provocare un aumento del tasso di depressione e ansia. Ah sì? Ma dai! E c’era bisogno di scomodare tutta quella gente? Rispolverare il vecchio detto popolare della minestra riscaldata, no? Assodato che rimettersi insieme dopo una separazione non è (quasi) mai opportuno abbiamo capito che a farci vacillare è ripensare ai momenti belli passati insieme. Dunque, l’unico modo che abbiamo per non rischiare di tornare indietro è concentrarsi su quelli brutti. Ce ne saranno, no? Altrimenti che cosa vi siete separati a fare?

10. Stesso strappo, coppie diverse
Se sei una donna e stavi con una donna, se sei un uomo e stavi con un uomo valgono (ovviamente) le stesse regole elencate sino a qui, però con qualche piccola differenza che fa la differenza. Ad esempio, ti sentirai dire frasi del tipo: “Ah! Quindi soffrite come noi?”. Ma la vera differenza è che due donne che si lasciano, si trovano davanti a un terribile dilemma: e adesso quali sono le mie mutande? E per due uomini, oltre alla biancheria intima c’è pure il problema di dividersi le creme. L’unica soluzione è mettere le iniziali sulle mutande all’inizio della storia. Per le creme, purtroppo, non c’è soluzione.