Come creare giusti confini nelle relazioni e difenderli

Segnano il nostro spazio, dicono agli altri dove possono arrivare. Sono il mezzo per affermare noi stessi. Sono i contorni che ci proteggono psicologicamente, definiscono la differenza tra Io e Tu. Sono marcatori di identità, dicono: io sono questo, arrivo fino qui, non mi invadere, rispettami. Ecco come erigerli e come farli rispettare

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Siamo abituati a capire e rispettare confini come una porta chiusa, un recinto, un muro, una frontiera. Ma ce ne sono di altrettanto importanti che non si vedono, quelli interiori. Si riferiscono a quei limiti che ci delimitano, distinguono, separano dagli altri definendo chi siamo. Segnano il nostro spazio, dicono agli altri dove possono arrivare. Sono il mezzo per affermare noi stessi. Sono i contorni che ci proteggono psicologicamente, definiscono la differenza tra Io e Tu. Sono marcatori di identità, dicono: io sono questo, arrivo fino qui, non mi invadere, rispettami. Questo nel mio mondo non mi piace, non lo accetto, ti dico io quali sono le mie norme. Quando diciamo "Hai superato il limite" ci riferiamo proprio a questo, a quel segno psicologico che stabilisce cosa è o non è un danno emotivo, quel senso astratto che ci fa sentire cosa va bene per noi, cosa invece è sbagliato, al di là di ciò che è legale o consentito dalle regole sociali.  


I confini interiori non sono limiti all’affetto, al sostegno, alla vicinanza. Anzi. Per aprirci agli altri abbiamo bisogno di mantenere l'identità personale. E di resistere alla tentazione di superare certi limiti, anche se sembrano restrittivi, perché invece evitano la confusione. L'amore non può esistere senza confini, nemmeno con i figli. I confini definiscono i diritti. Di dire No, ad esempio, di essere trattato con cura e rispetto, di cambiare idea, di chiedere aiuto, di essere lasciato in pace, di esprimere ciò che infastidisce, di rifiutarsi di permettere a qualcuno di avvicinarsi troppo se non vogliamo o non ci fidiamo.
Se siamo risentiti, ci sentiamo vittime o ce l'abbiamo con qualcuno è probabile che non abbiamo impostato in modo efficace i limiti, non abbiamo marcato bene il nostro “bordo”. Non sempre riusciamo a farlo infatti.

A volte invece i confini sono troppo rigidi. Militarizzare i confini, costruire muri emotivi, come fanno in senso fisico alcuni Paesi nel mondo, non aiuta. Ci mette solo sulle difensive facendo capire la nostra vulnerabilità. Ma anche quando sono blandi le cose si complicano, le relazioni diventano soffocanti. Se i confini non sono rispettati – non rispettiamo i nostri, permettendo agli altri di valicarli o non rispettiamo quelli degli altri, invadendoli - si vengono a creare situazioni “promiscue”, dove pensieri, emozioni e ruoli si confondono. E quando i confini sono confusi lo è anche l'identità, non si sa più qual è il proprio spazio personale, cosa permettere all'altro, fin dove farlo arrivare.

Quali sono i nostri confini e come difenderli

•    Esiste uno spazio personale. Si riferisce alla nostra privacy, al nostro corpo. Possiamo sentirci invasi se qualcuno fisicamente si avvicina troppo, ognuno ha un proprio raggio personale che, ovviamente, si fa più piccolo con chi amiamo.
•    Ci sono confini mentali, si riferiscono ai pensieri, alle convinzioni, alle opinioni. Determinano quanto riusciamo a mantenerci fermi, a non farsi suggestionare dal pensiero altrui. Però se sono rigidi non sappiamo ascoltare, se sono deboli invece diventiamo polemici, ci mettiamo sulla difensiva.
•    Ci sono i confini emotivi, una linea immaginaria, un campo di forza personale che ci separa dagli altri e ci assicura di non essere invasi, di sentire cosa vogliamo, di aprirci solo se ne abbiamo voglia, quando non siamo sotto pressione a farlo.
•    Esistono confini sessuali che segnano la propria zona di comfort, stabiliscono dove, come, quando, con chi. Tutto il resto è oltraggio.
•    I confini interni regolano la relazione con noi stessi. Sono determinanti per non farsi ossessionare dagli altri, per evitare responsabilità che non ci riguardano, per non sentirsi in colpa per qualcosa che non dipende da noi, per non doversi scusare e difendere. Per non tradire quello che sentiamo.

 

Cosa accade quando i confini sono blandi

Può accadere a tutti qualche volta di essere disposti, se necessario, a mettere da parte i propri confini, farsi invadere, per il bene di altri. Diverso però è farlo per paura, tollerando qualsiasi cosa. A volte il perimetro della struttura interiore è incerto, si crede che impostare limiti comprometta le relazioni, crediamo soprattutto che in amore non ce ne debbano essere. I confini sono troppo deboli quando in qualche modo in passato siamo stati “abusati” – in senso ampio del termine, qualcuno si è intrufolato nel nostro spazio, ha fatto cose al posto nostro, ci ha fatto sentire incapaci, ci ha caricato di responsabilità, non ci ha rispettato... - e il tentativo di resistere ci ha feriti ancora di più. Così, per sentire meno male, abbiamo ceduto a chi ci ha “assalito” e continuiamo a farlo, non siamo in grado di dire Basta, trascuriamo barriere per compiacere, anche se qualcuno ci infastidisce, controlla, chiede, critica, invade. Non sappiamo delimitarlo/delimitarci. Allora è necessario consolidare il nostro perimetro, rinforzarlo o segnarne uno nuovo, soprattutto se si ha a che fare con persone insinuose e manipolative. I confini blandi ci mettono sempre nei guai.