La pausa di riflessione serve davvero?

Mettere distanza fa paura, vuol dire perdere controllo sull'altro e correre dei rischi. Anche restare vicini troppo però può esasperare situazioni già instabili. Allora è difficile prendere le misure giuste, capire quando è il momento di stringere e quando invece è necessario allentare. Ecco come valutare la situazione per considerare un "congelamento sentimentale"

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Perché poi siamo qui a dannarci, se è il caso di fermare per un po' questa storia che non ci soddisfa davvero, ma che allo stesso tempo temiamo di perdere. Allora ci chiediamo se c'è davvero bisogno di prendere tempo, se un'interruzione può servire. Per riorganizzarci da soli. O ripensarci più vicini.
Mettere distanza fa paura, vuol dire perdere controllo sull'altro, comunque correre dei rischi. Anche avvicinarci troppo può esasperare situazioni già instabili. Allora è difficile prendere le misure giuste, capire quando è il momento di stringere e quando invece è necessario allentare.
 

Cosa si intende per pausa di riflessione

Mettere in pausa una relazione non è come interrompere la solita playlist che ci è venuta a noia, non è come riavviare il sistema operativo del computer, non è come uscire dalla pista da ballo per riprendere fiato. Non è nemmeno un bonus per fare una prova con qualcun altro. E il tempo da solo non risolve i problemi. Si usa mettere in attesa in chat o nei siti di incontri ma è diverso in una relazione “viva”. Quindi, a cosa serve una pausa di riflessione?
In effetti è una strategia strana, una contraddizione, quella di allontanarsi per rafforzare il legame, di separarsi per vedere se si è in grado di fare da soli. Con la cintura di sicurezza attaccata all'altro però, in caso sentiamo di non potercela fare.
Eppure a volte sembra l'unica strada possibile. Quando certi meccanismi si sono cristallizzati, quando nel rapporto scorrono emozioni tossiche, si sono irrigidite difese, sembra non ci sia aria, c'è bisogno di calmarsi, di rinfrescarsi. Nei confini sicuri però, rimanendo comunque impegnati, perché non siamo pronte per andare via davvero.

Quando una pausa non serve, ma anzi è distruttiva

Sono molti i casi:
- Quando viene usata per finire la relazione perché non si ha il coraggio di affrontare la rottura.
- Quando stiamo cercando di punire il partner, abbiamo così tanta rabbia, ci sentiamo ferite e allora vogliamo vendicarci, negandoci a lui.
- Quando serve solo per testare altre situazioni, per essere libere di provare con un'altra persona.
- Quando stiamo mettendo alla prova l'altro, vogliamo verificare se ci aspetta, se ci possiamo fidare, se ci adora così tanto da sopportare.

Sono tutti scenari imprevedibili che non hanno un lieto fine. La pausa così è una manovra maldestra, grossolana che rende difficile poi la ripresa del rapporto. Il tempo ha un suo significato e quello inutilizzato rovina la relazione. L'altro non sta lì fermo, non lo ritroveremo uguale. Il congelamento sentimentale non funziona. Mettere in attesa è come disinvestire, allontana anche il partner.
Se è solo uno spazio fermo non servirà a niente perché il fatto di non vedersi non cambia le regole della relazione. Mettere in attesa spesso è solo rimandare, è decidere di non decidere, è bloccare lo svolgimento di un processo impossible da fermare, perché anche questa scelta influirà sul corso della storia. Inoltre non sottovalutiamo la reazione dell'altro. Subire una pausa senza volerla può essere traumatizzante, le rotture sono in grado di scatenare incomprensioni, di sollevare traumi lontani.


Quando una pausa può essere utile

- Quando la relazione occupa così tanto di noi, ci porta via risorse emotive dirottando passioni, interessi, amicizie, Quando ci fa perdere di vista i nostri veri bisogni, quando abbiamo bisogno di aprire nuove strade dentro di noi. Allora può aiutarci per lavorare su questioni personali, rivalutare le priorità e conoscere meglio ciò che vogliamo davvero.
- Quando il rapporto è in modalità sopravvivenza e non ci dà più molto.
- Quando stiamo insieme all'altro perché non tolleriamo di essere sole e allora usiamo le relazioni per automedicare sentimenti di solitudine, paure di abbandono, di rifiuto, Rimaniamo nel rapporto per gestire stati profondi di ansia senza riuscire però a crescere. Una pausa in questo senso può aiutare ad approfondire noi stesse.
- Quando diventa uno spazio attivo per uscire da ciò che risulta complicato, per riordinare il groviglio di emozioni, per capire se è possibile risolvere. Un ambiente sicuro nel quale restare per decidere cosa fare, dire a se stesse che la storia così non fuziona ma siamo pronte a resistere.
- Quando crea spazio in un rapporto dalle maglie troppo fitte, permettendo di rifocalizzarci sull'importanza di impegnarci per migliorare perché non tocca all'altro farci stare bene. Diventa  opportunità se riusciamo a trasformarla in punto di svolta, se porta a pensare che cambiare e collaborare può essere vantaggioso per entrambi, se aiuta a vedere le cose da una nuova prospettiva. Se riusciamo a farne un luogo di ripartenza dove riscrivere la narrazione della storia.



Seguire gli studi scientifici o seguire il cuore?

Gli studi dicono che le relazioni non migliorano dopo una pausa. Anzi. Le coppie che poi si riuniscono spesso finiscono per separarsi definitivamente. In una relazione funzionante più che allontanarsi i partner si avvicinano per risolvere. Ma non è detto che una pausa preannunci per forza una rottura. In alcuni casi può essere una ristrutturazione relazionale, un'opportunità per rompere schemi dannosi. Certo è necessario darle un senso, concordarne le regole insieme, darsi un tempo, mantenere il dialogo, la comunicazione. È un territorio incerto, definirne i confini porta sicurezza.

La pausa può essere importante se ci fa parlare con noi stessi in modo autentico. Chiediamoci se  sentiamo di crescere in quel rapporto, se abbiamo modo di mettere in luce il meglio di noi, se è un posto costruttivo dove siamo comode e libere. E se rianimare la relazione dopo una pausa può aggiungere qualcosa, farci andare oltre. Mettendo in conto una cosa importante dopo tutte queste riflessioni: che a volte restare soli è una buona idea.