Volete che vostro figlio diventi un numero uno? Insegnategli a lavorare a maglia

Le immagini del campione inglese Tom Daley, medaglia d'oro ai tuffi sincronizzati alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che lavora a maglia sugli spalti hanno fatto il giro del mondo. E riportato d'attualità il potere benefico di questa attività. Come testimoniano psicologi e professionisti che confermano come infilare collane, fare la maglia o cucire, se coltivati negli anni dell'infanzia possono aiutare a sviluppare capacità utili per professioni in cui si richiedono competenze precise, come il chirurgo o il musicista

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"L'unica cosa che mi ha mantenuto sano di mente durante tutto questo processo è il mio amore per il lavoro a maglia, l'uncinetto e tutte le cose da cucire". Con questo post sul suo profiilo instagram dedicato alle creazioni che vende per sostenere la comunità LGBTQ+, Tom Daley, Oro olimpico nei tuffi a Tokyo 2020, ha spiegato a quanti si stupivano il perché del suo sferruzzare alacramente sugli spalti delle Olimpiadi. Una attività che non ha certo sorpreso, invece, piscologi e professionisti che da tempo spiegano come questa attività sia una sorta di 'yoga della mente'.

E non sorprende che a usare questa "tattica di allenamento" sia un membro del team inglese visto che in Gran Bretagna lo knitting è molto considerato, con buona pace di quanti lo considerino un'attività prettamente femminile. Pensate che la regina Elisabetta I aveva in grandissima considerazione gli artigiani “magliai”, che all'epoca erano rigorosamente uomini. Solo successivamente anche le donne furono ammesse a lavorare la maglia per la regina. Allo stesso modo anche la lavorazione a uncinetto affonda nella notte dei tempi, se ne trovano esempi dall'antico Egitto all'estremo oriente, all'Africa e alle Americhe. E d'altronde sia la maglia sia l'uncinetto da sempre servono per fare o riparare le reti da pesca, un lavoro questo riservato agli uomini a cui i pescatori venivano avviati fin da bambini per poter aggiustare le reti dopo le battute di pesca.

La maglia è un’arte antichissima, “sacra” nell’antica Grecia. Nel museo del Partenone, ad Atene, è conservata una statua del IV secolo avanti Cristo che indossa un bel maglione con lavorazione a punto coste, proprio la stessa che usiamo ancora oggi: tre maglie dritte alternate a tre rovesci o sette maglie dritte alternate a tre rovesci. Il tre e il sette erano numeri sacri e forse non è un caso che proprio utilizzando questi numeri siano stati creati i primi maglioni fatti ai ferri. Magari proprio come quello che Rom Daley è stato visto lavorare, con i simboli olimpici, sugli spalti di Tokyo 2020.

(reuters)

Oggi la neuroscienza spiega come le aree del cervello stimolate dai ferri siano tante ed essenziali e riguardano l'attenzione, la conservazione dei ricordi, il coordinamento della precisione e della sincronizzazione dei movimenti (quest'ultima fondamentale nel caso dei tuffi sincronizzati in cui Tom Daley eccelle). E quindi in molti sottolinenano come questa attività può far bene fin da bambini.

Fare la maglia e l’uncinetto, cucire con ago e filo, infilare le perline, raccogliere i fili, aiuta i bambini a sviluppare l'intuito, la visione stereoscopica (tridimensionale) della realtà e l’intelligenza “sensoriale”, a partire dal tatto, dall’uso dei polpastrelli e delle dita, esercitando e affinando la sensibilità propriocettiva e la motricità fine delle mani. Chirurghi, avvocati, ingegneri, musicisti, fotografi spesso ricordano nel loro passato di bambini di aver svolto con "i grandi" lavori di uncinetto, maglia, taglio e cucito, di aver infilato braccialetti e collanine, aver impastato torte, pizza e biscotti.

Le testimonianze dei professionisti

Raffaella Viola, ingegnere e pianista, ricorda: "durante tutta l’infanzia la nonna mi faceva fare cappellini all’uncinetto e sciarpine a maglia per le bambole; il bisogno di precisione maturato con questi passatempi mi ha aiutata durante gli studi di ingegneria mentre la creatività allenata nell'infanzia mi ha fatto affrontare al meglio gli studi di musica al conservatorio". Maurizio Paganelli, avvocato e fotografo: "ogni inverno aiutavo mio padre ad assemblare fili e complementi del CB per far funzionare la radio, d’estate mi allenavo ad accendere il fuoco con rametti e foglie senza usare fiammiferi o accendini. Crescendo, la sensibilità acquisita mi ha permesso di passare dalla comprensione del funzionamento del CB alla comprensione del sistema giuridico, e dal falò degli scout sono passato alla messa a fuoco della reflex".

Lucia Manciocco, pianista, laureata in Lingue Orientali e Economia: "penso che la pazienza e la precisione che mettevo nel creare collane con margherite e aghi di pino durante le vacanze in montagna con i nonni, la sensibilità tattile che ho maturato imparando a comporre cose "preziose" con una materia così delicata mi ha aiutato nel mio percorso da pianista". Mohsen Ibrahim, chirurgo toracico e ricercatore universitario: "ho trascorso l’infanzia nella fabbrica di jeans di mio padre, dove venivo usato come “jolly” in caso di assenza di un operaio, dilettandomi nel taglio e nelle rifiniture con ago e filo", sviluppando competenze cognitive e motorie che ha poi riversato nella professione di chirurgo. Massimo Marignani, gastroenterologo, ricorda invece estati trascorse "cucendo sacchetti di stoffa con nonna e mamma, e disegnando con nonno e papà. Attività che richiedono sensorialità e immaginazione: “un problema per me non è mai bidimensionale, ma multidimensionale. L’aspetto artistico mi permette di pensare non in maniera lineare ma spaziale. Quando ho un problema da risolvere lo vedo posizionato nello spazio, che ruota nell’aria come fosse una palla, e immaginandolo in tal modo riesco a vederlo da varie angolazioni. Questa visione mi offre maggiori spazi di accesso, finché trovo il varco più adatto per poterlo affrontare e risolvere”. Analizzando il concetto, l'abilità che il medico prova a spiegare consiste nel dare un corpo e una forma a un pensiero, immaginare di muoverlo, ruotarlo, osservarlo da punti di vista diversi per trovare il “punto” migliore da cui affrontarlo, gli “anelli” di congiunzione con altri pensieri al fine di trovare soluzioni e creare nessi, accendere “fuochi” per illuminare i punti critici della questione, creare “asole” attraverso cui collegare cause ed effetti, norme e regole, note e pause.

Fare la maglia: un'attività estiva per i bambini

Durante le vacanze estive ci si chiede spesso come intrattenere i bambini dopo la spiaggia o le escursioni, esponendoli alla tentazione di trascorrere più tempo davanti alla tv o con i videogiochi. E quindi perché non invitarli a recuperare passatempi antichi, semplici e piacevoli da condividere con genitori, fratelli, nonni e amici, utili a cementare i rapporti, rafforzare gli affetti, creare complicità e trasmettere o fare nuove esperienze.
La pratica di attività semplici, a basso costo, con materiali facilmente reperibili nella vita quotidina (le perline, il filo...) può aiutare inoltre i bambini a porre le basi per scoprire abilità più complesse che utilizzeranno nella vita: nello studio, nello sport, nelle professioni future. Un modo per sviluppare la creatività legata al "corpo" e al movimento, divertendosi in compagnia.


La componente psicologica inoltre è fondamentale, il “fare insieme” a mamma e papà, la continuità nel tempo (bastano 20 minuti al giorno), rendono ogni attività speciale e la caricano di significati affettivi, cui si legano emozioni più intense e i ricordi più belli dell'infanzia.
Volete quindi avviare i vostri figli alle professioni di chirurgo, ingegnere, pianista, avvocato, fotografo o campione olimpico? Aiutateli fin da bambini ad affinare capacità manuali, creative, intuitive insegnando loro a inanellare fiori, lavorare sciarpe e centrini, impastare pizza e torte, rammendare tende da campeggio e cucire orli. Un presente felice è la base sicura per un futuro migliore.