Selvaggia Lucarelli: “Fedez, Salmo e i taxisti maschi violenti ossessionati da me”

La giornalista nel mirino dopo il commento sui tassisti: offese alla manifestazione di Napoli: «Non si tratta di mele marce, sono una categoria violenta. È assurdo che i politici li temano»

L’insulto. Ecco come declinano le loro ragioni i tassisti. A Napoli si scagliano contro Selvaggia Lucarelli e un video li mostra che saltellano urlando: «Selvaggia Lucarelli è una puttana». Questo perché lei ha scritto sul quotidiano Domani che «lo sciopero dimostra come i taxi non sono servizio pubblico ma privilegio privato».

Ci risiamo. Invece di argomentare le tue critiche ti insultano.

«Sono una cliente molto assidua dei tassisti e posso dire di avere un bagaglio di esperienza che fa statistica. Quando mi sento dire “parli delle mele marce, ma la categoria è altro”, evidentemente sono molto sfortunata. Incontro spesso mele marce. E io non taccio. Sono una categoria molto aggressiva, chiusa al cambiamento, vorrebbero che rimanessimo a 20 anni fa. Devono assecondare i cambiamenti».

Non lo hanno mai fatto. E la politica non li ha mai convinti o costretti.

«È una categoria che storicamente è sempre stata trattata con i guanti bianchi, iniziando dal fatto che pagano le tasse basando il loro reddito sugli studi di settore. Ridicolo. Leggenda vuole che tutta la politica è spaventata perché significano decine di migliaia di voti. È noto che le campagne elettorali per il sindaco di Roma prevedano che si parli di tutti e tutto, tranne che di taxi nonostante la scontentezza di cittadini e turisti. Si parla di chinghiali, pulman, spazzatura, ma non di loro. Spero che Draghi che ha l’aria che ha uno che decide il prezzo della corsa non chini il capo. Tra le altre cose anche lui come me è stato vittima di insulti».

Oltre le mele marce c’è chi cerca di difendere i propri diritti.

«Ci mancherebbe, bisogna tenerne conto. Ma il fatto è che loro si difendono con prepotenza, violenza verbale, arroganza. E non accettano il dissenso interno».

Sono spaccati?

«L’altro giorno sono salita su un taxi e c’era un autista amareggiato che mi diceva di essere favorevole a un accordo con Uber ma di avere paura dei colleghi. Se lavora durante lo sciopero lo minacciano, lo aggrediscono, gli hanno strappato la sigla dal taxi. E non solo a lui».

C’erano anche donne nel coro degli insulti. Ti stupisce?

«Io non penso che le donne siano esseri angelicati con una superiorità morale rispetto agli uomini. Molte hanno interiorizzato quella cultura lì e parlano come i maschi di cui sono ancelle. Sono parte di questo mondo retrogrado e sessista. Il mio articolo aveva una serie di contenuti che potevano essere contestati, invece si è andati come sempre sul personale. E nel mio lavoro mi accade una volta su due».

Vedi Salmo pochi giorni fa. Come è finita?

«In privato mi ha mandato messaggi laconici fingendosi benevolo. Ma è partito con un insulto sessista e ha continuato con lo stesso tono in privato».

Torni a “Ballando con le stelle” anche la prossima stagione. Spesso usano questo tuo impegno per insultarti.

«Tentano di delegittimarmi andando a prendere la cosa più effimera del mio lavoro, cercando di identificarmi con quello. E questo lo fanno sempre e solo i maschi. Sono stata invitata ad alzare palette sempre e solo da maschi e sempre colleghi. Giletti, Paragone, Monteleone, una marea. Un’ossessione maschile».

Viene da pensare che non tollerino critiche da una donna.

«Sì, credo che sia una questione di potere. Occupo uno spazio che ritengono loro, un’invasione. Come si permette di occuparlo? Decidono loro, i maschi, se puoi contare o no. E così quelle donne cooptate nel giro diventano la peggiore rappresentazione di quella mentalità, grate e devote al maschio che le ha prese dal mucchio. Io non ho padrini, non ho uomini a cui dire grazie. Il mio spazio me lo sono presa da sola».

Altro nemico altra corsa: Fedez.

«Qui il sessismo non c’entra, non è abituato alle critiche per l’assoluta mancanza di dissenso. Ha 20 milioni di fan e la stampa a suo favore. Dovrebbe trascurare le critiche dell’unica che le fa. Ma non si può non parlare di una persona che si espone in questo modo. E continuerò a farlo».

L’insulto che ti ha fatto più male?

«Forse quello dei due youtuber che mi dedicarono un video di 15 minuti dandomi della puttana. Fedez gli ha dato il suo avvocato per difendersi. Ma sono stati condannati. Rimango più turbata dalla solidarietà silenziosa fatta di like che da chi mi insulta».

Tu denunci sempre? Tuo figlio è turbato dagli insulti che ricevi?

«Lui è abituato, non l’ho mai protetto da questo punto di vista. Gli ho fatto capire da subito come funzionava il mondo e il mondo del web. Non ha questo istinto di protezione perché sa che mi difendo bene da sola. È sicuro della mia forza. È invecepreoccupato del fatto che si rispetti il mondo femminile».

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