Cinque stelle, torna l’incubo del Mes. Grillo: “Draghi vuole che molli Conte”

LaPresse LaPresse

l garante insiste: «Avanti con il sostegno al governo». Ma all’interno del Movimento cresce il malcontento nei confronti dell’Elevato

ROMA. Beppe Grillo è tornato al centro del Movimento, ma il clima intorno a lui non è più quello di un tempo. Soprattutto in Senato, terra di contiani di ferro. Grillo sembra accorgersene un minuto dopo il suo ingresso, quando di fronte alla sala dove avrebbe dovuto incontrare il primo gruppo di senatori, ne trova solo uno ad aspettarlo, Andrea Cioffi. «Siamo pochini», gli fa notare il Garante con amarezza. Cioffi allarga le braccia, sconsolato. Nei corridoi di palazzo Madama, invece, è pieno di fedelissimi dell’ex premier che schiumano rabbia, perché Grillo li ha privati del loro piccolo pezzo di potere. Un senatore tra i più vicini a Giuseppe Conte cammina svelto, è scuro in volto, ha voglia di sfogarsi: «Beppe ci ha tolto agibilità politica, ci ha commissariato e ha ucciso il nostro progetto di rinnovamento», dice a La Stampa. «E non ne vuole sapere di uscire dal governo. Ci ho parlato per due ore, ma è ossessionato dalla necessità di sostenere questo esecutivo». Il motivo? «Non so. Glielo domanderemo».

Negli incontri di questi giorni con i parlamentari, divisi per commissione, in tanti hanno implorato Grillo di abbandonare Mario Draghi al suo destino. Lui ascolta, annuisce, ma è come se l’indole, in fondo, fosse ancora quella dell’uomo di spettacolo: non vuole scontentare il suo pubblico. Offre a ognuno la risposta che chiede. «Con Conte valuteremo la possibilità di un appoggio esterno, se non ci ascoltano», dice a un gruppo di senatori sul piede di guerra. Poco dopo è il turno di un altro senatore, stavolta il tono è preoccupato: «Restiamo al governo, Beppe?» - «Certo che restiamo», lo rassicura lui. Ogni posizione sembra avere la consistenza della schiuma. Il vicecapogruppo a palazzo Madama, Gianluca Ferrara, propone un elenco di temi sui quali si dovrebbe aprire una crisi: «Il salario minimo, il superbonus o le armi all’Ucraina. Perché se restiamo dentro – sostiene -, scompariamo». A settembre, tra i buoni motivi, se ne potrebbe aggiungere un altro. Voci insistenti parlano della possibilità che l’Italia in autunno aderisca al Mes, il trattato europeo che regola i prestiti ai Paesi in difficoltà, contro il quale i Cinque stelle hanno mosso guerra per mesi, durante il governo giallorosso. E Conte, dal canto suo, accarezza il dissenso con un certo piacere, «siamo al governo con spirito costruttivo, non di fedeltà». Qualcosa, però, nel rapporto con Draghi deve cambiare. Di questo se ne è reso conto anche Grillo, che con il premier si sente spesso, «e mi parla male di Conte, mi ha chiesto di abbandonarlo per appoggiare il nuovo progetto di Di Maio», avrebbe confessato ad alcuni big. Con le truppe invece fa la voce grossa: «Se Draghi pensa che il Movimento è quello del guaglione di Pomigliano d'Arco allora noi non ci stiamo al governo». E i senatori lo ascoltano compiaciuti, mentre lui offre a parole un sedativo diverso per ogni tipo di malessere.

Solo su una questione sembra sordo a ogni appello: «Non voglio deroghe alla regola dei due mandati. Fosse per me non ci sarebbe nemmeno un voto». Conte, però, un voto per modificarla lo ha promesso. I due ne parlano da settimane. «Giuseppe proponeva una deroga per il 5-10% degli eletti, ma io non sono d'accordo perché è un criterio troppo discriminante», fa sapere Grillo. E non gli interessa nulla del sottosegretario Giancarlo Cancelleri, che vorrebbe candidarsi per la terza volta alla presidenza della Sicilia: «Lo conosciamo, in passato più volte mi ha attaccato, eppure io lo avevo accolto come un figlio, portandolo anche a casa mia. Della sua ricandidatura in Sicilia per me non se ne parla». Capitolo chiuso. Tanto che sarebbe già pronto un nome di riserva, quello del capogruppo M5S all’Ars Nuccio Di Paola e l’incontro tra Grillo e Conte, previsto in serata, salta. Persino Di Maio, che negli ultimi giorni ha accolto tanti esuli grillini nel suo nuovo progetto, si tiene alla larga da Cancelleri: «Non lo riprendo con me neanche morto». E gongola, Di Maio, vedendo i suoi ex compagni azzuffarsi intorno a una deroga, dopo che lo hanno accusato per giorni di averli lasciati per una poltrona.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Strage dei ragazzi a Godega, il prefetto: la curva non è pericolosa, la causa è l'alta velocità

Focaccia con filetti di tonno, cipolla rossa e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi