Lo Ius Scholae scuote la maggioranza, la Lega chiede il ritiro anche del ddl sulla cannabis. Salvini: “La sinistra vuole la caduta del governo”

Il testo all’esame della Camera punta a riconoscere il ruolo dell’istruzione: dà la possibilità  a quasi un milione di under 18 di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato «almeno 5 anni di scuola»

ROMA. È muro contro muro in Parlamento su Ius scholae e cannabis. Nel giorno in cui i due provvedimenti approdano nell'Aula della Camera, si spacca la maggioranza che tiene in piedi il governo, in acque già agitate per lo scontro aperto dal leader M5S Giuseppe Conte contro il premier Mario Draghi. Le nuove norme sulla cittadinanza che introducono il cosiddetto «ius scholae» per i minori stranieri - cioè una nuova fattispecie basata sul completamento di un ciclo scolastico di 5 anni - portano sulle barricate la Lega. «Mi sembra evidente la volontà della sinistra di far saltare il governo. Mentre noi in Senato stavamo approvando l'equo compenso, alla Camera Pd e 5Stelle hanno imposto ius soli mascherato e droga libera», tuona il leader del Carroccio, Matteo Salvini, al termine della riunione convocata d'urgenza con il gruppo alla Camera.

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«Abbiamo fatto presente oggi alla riunione dei capigruppo che per noi era inaccettabile portare temi così divisivi che sono fuori dall'agenda del governo alla discussione. La risposta della sinistra è stata arrogante. Nei confronti di questo atteggiamento è evidente che abbiamo aperto una riflessione politica e ci aspettiamo di capire dai capi dei rispettivi partiti e anche dal governo cosa si intende fare. Così non si può andare avanti», il messaggio ancora più esplicito del capogruppo leghista, Riccardo Molinari. Il tema dei diritti rinsalda così il centrodestra diviso, con la leader di Fdi Giorgia Meloni che chiede di cancellare dal calendario dei lavori della Camera la discussione delle proposte di legge sulla «cittadinanza facile agli immigrati e sulla liberalizzazione della droga».

«Un'offesa agli italiani alle prese con una crisi senza precedenti», scandisce Meloni. Da qui la nuova "sfida'”a Salvini: «Ora vediamo, ed è il nostro auspicio, se i nostri alleati della Lega avranno la coerenza di arrivare in fondo e creare di nuovo le condizioni per un centrodestra forte, coeso, convincente e per questo vincente. Come Giorgia Meloni ha sempre voluto», le parole del capogruppo di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida. Meno aggressiva Forza Italia, ufficialmente contraria ai due provvedimenti ma al cui interno sarebbero emersi alcuni distinguo. «In conferenza dei capigruppo, a Montecitorio, ho chiesto che su argomenti divisivi, come la cannabis e lo ius scholae, non si facciano delle forzature d'Aula», ha spiegato il capogruppo azzurro Paolo Barelli. Difficile tuttavia con queste posizioni che si possa arrivare a una mediazione tra i partiti in vista delle votazioni sui testi, che inizieranno dalla prossima settimana. Il Pd punta comunque a portare a casa il provvedimento.

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«Lo ius scholae riconoscerà a circa 900mila ragazze e ragazzi che di fatto sono italiani il diritto di esserlo. È una norma di civiltà, di giustizia. Non c'è da mandare in onda uno scontro ideologico» , afferma la capogruppo dem alla Camera Debora Serracchiani. «A me pare non ci sia alcun rischio, che non si tolga nulla a nessuno, anzi che si qualcosa di importante alla nostra comunità», le fa eco il deputato M5S, Giuseppe Brescia, relatore del testo. E in serata arriva anche il richiamo alla responsabilità del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, fondatore di Insieme per il futuro: «Da giorni, mentre il governo italiano è impegnato in importanti summit internazionali, non si fa altro che alimentare tensioni con dibattiti e dichiarazioni surreali, che minacciano chiaramente la tenuta dell'esecutivo. Queste dinamiche - avverte Di Maio - rischiano solo di indebolire la credibilità dell'Italia, farci sfumare il raggiungimento di importanti obiettivi come il tetto massimo al prezzo del gas e farci perdere i fondi del Pnrr».



 

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