Grillo e Conte: incontro “a sorpresa” al convegno sul Metaverso tra abbracci e stilettate

Chiusi per dieci minuti in una sala appartata, poi inizia lo show del fondatore del Movimento

Nel Metaverso Beppe Grillo e Giuseppe Conte si abbracciano, scherzano e ridono, sembra si vogliano bene. Quando il fondatore del Movimento 5 stelle appare a sorpresa tra le colonne del Tempio di Adriano, dove è in corso il convegno intitolato “La Politica nel Metaverso. Tecnologia e Ambiente per progettare il futuro”, il presidente gli va incontro: si stringono forte, in modo plateale, davanti a tutti. Le foto e i video dell’incontro saranno prontamente diffuse dallo staff comunicazione M5s, in modo che tutti possano vederli uniti, sereni, in sintonia. Altro che divergenze sul tetto dei due mandati per i parlamentari o sulla deroga per far candidare Giancarlo Cancelleri alle regionali in Sicilia. Ma è di questo che parlano Grillo e Conte, chiusi per dieci minuti in una sala appartata, che, però, ha le porte in vetro: in tanti smettono di seguire il convegno e sbirciano loro.

Discussione a tratti concitata, sorrisi spariti, dalla mimica sembra che Conte provi a convincere Grillo, il quale scuote la testa almeno un paio di volte. Poi escono e l’ex premier si dirige verso la platea, «vieni Beppe», ma l’altro non ne ha alcuna voglia: «Vengo tra poco, prima bevo», dice girandosi e facendo un eloquente gesto di insofferenza. In realtà, non beve, si mette a scherzare con il fotografo e con altri dello staff 5 stelle, si concede a un paio di selfie.

Poi si decide ad andare a sedersi vicino a Conte, ascolta la fine di un intervento e non riesce a trattenersi: «Avrei una domanda» e si impadronisce del microfono. Segue uno dei suoi classici show, fuori programma, che comincia con un apprezzamento per l’iniziativa: «Ai miei figli ho detto che venivo a un convegno sul Metaverso, mi hanno detto «non serve a un ca...». Si accalora sul tema della condivisione dei dati personali, partendo dal reddito di cittadinanza che è «finito anche a chi è in galera perché non è possibile verificare i dati con il ministero di Grazia e Giustizia. La stessa cosa è successa con il Covid ed è allucinante – dice Grillo - Noi parliamo di digitalizzazione, ma siamo ancora in un'era molto analogica». Quindi parla di un progetto sul digitale a cui tiene molto, «è un anno che ce l’ho, non so a chi darlo, eppure siamo al governo – spiega- l’ho dato a tutti, anche a Conte, ma darlo a Conte è come buttarlo dalla finestra». Il progetto sul digitale, s’intende. Attimo di imbarazzo, poi la risata generale, che nel caso di Conte sembra più una smorfia. Una battuta, niente di più, assicurano dal Movimento.

Peraltro, non l’unica, visto che poco prima, rispondendo ai giornalisti con la consueta ironia, aveva gridato: «Ragazzi è successo un casino con Conte, è passato con Di Maio!». Ma per carità, si vogliono bene. Altro abbraccio al momento di andare via, poi sulla porta Grillo viene fermato da una ragazza, forse un’attivista 5 stelle, che gli dice: «Mi raccomando Beppe, ci manchi». La risposta è pronta: «Ci penso io, vedrai che ci divertiamo ancora». Nel frattempo, all’interno, Conte è salito sul palco del Metaverso e sta dicendo che «Beppe, liberando il suo intuito, ha toccato il tema importante dei dati personali». E non solo quello. Mentre parla, sullo schermo alle sue spalle si muove il suo avatar, vestito con una tuta alla Batman, versione supereroe, «e così ho pure 20 anni di meno», nota l’ex premier. Inoltre, pare che nella realtà virtuale Di Maio lo riconosca come capo e Grillo sia sempre d’accordo con lui.

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