Balneari, accordo nella maggioranza al Senato sugli indennizzi

L’ultimo scoglio da superare riguardava i criteri di calcolo circa il valore dei beni che i vincitori delle gare che andranno effettuate entro il 2023 dovranno riconoscere ai concessionari uscenti

L’ultimo vertice tra maggioranza e governo ha sciolto il nodo degli indennizzi dei balneari, spianando così la strada all’approvazione in Commissione industria del Senato a tutti gli articoli (e a tutte le modifiche fin qui concordate) del Ddl concorrenza. In caso contrario, come aveva annunciato la settimana scorsa Draghi, il governo lunedì avrebbe posto la fiducia sul testo base.
L’ultimo scoglio da superare riguardava i criteri di calcolo circa il valore dei beni che i vincitori delle gare che andranno effettuate entro il 2023 dovranno riconoscere ai concessionari uscenti. A lungo si è discusso se dovesse essere preso in considerazione il valore residuo degli investimenti non ancora ammortizzati (posto che la sentenza del Consiglio di Stato ha ridotto di 10 anni, dal 2033 al 2023 la durata delle concessioni) oppure genericamente l’insieme dei beni destinati alle attività turistico-ricreative. Stando alla mediazione condotta non senza fatica dal viceministro allo Sviluppo Gilberto Pichetto Fratin il nuovo testo rimanda ai decreti attuativi la definizione degli indennizzi, senza fare riferimenti né all’avviamento dell’attività, né al valore contabile dei beni, alle perizie o alle scritture contabili. In pratica la palla passa direttamente al governo rinviando a fine anno la definizione del problema con un pareggio che – per ora - pare accontenti tutti.

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