Quirinale, Renzi: “Berlusconi non ha nessuna chance”. Salvini: “Faremo una nostra proposta condivisibile da molti”

Calenda: «E’ l’elefante nella stanza». Fratoianni: «E’ indecente». Questa sera vertice del M5s sul Colle

«Berlusconi non ha alcuna chance di essere eletto al Quirinale. I numeri non ci sono. Qualcuno dovrebbe dirglielo ma Berlusconi è circondato solo da yes men». Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, parlando a Radio Leopolda. «Basta con questo atteggiamento compro-baratto e vendo - ha aggiunto Renzi - qualcuno glielo dica a Berlusconi. Io credo che anche per la Meloni e Salvini, quella di Berlusconi sia un'operazione a perdere. Il centrodestra se insiste porta Berlusconi a sbattere e viceversa».

Non in quanto chiamato in causa da Renzi, ma piuttosto per sottolineare quella che è la decisa posizione della Lega riguardo alle prossime votazioni per la scelta del nuovo Capo dello Stato, Matteo Salvini, sul possibile insediamento di Silvio Berlusconi al Quirinale ha detto che la Lega a differenza di Letta, non pone veti su nessuno. «Continuo a incontrare persone. Aspettiamo che il presidente Berlusconi faccia i suoi incontri e i suoi conti». Ha commentato il leader del Carroccio. Quale è la deadline? «Prima che si cominci a votare la settimana prossima», ha risposto Salvini.

Prima dell'inizio del voto per l'elezione ha anche detto Salvini, «la settimana prossima, quando si comincia a votare, la Lega come forza responsabile e di governo, adesso e nei prossimi anni, farà una proposta che potrà essere convincente per tanti se non per tutti».

«Serve parlare di contenuti non del fatto che l'importante è che mi tengo la poltrona: non è il mio linguaggio». Ha anche sottolineato il segretario leghista a chi gli chiedeva del patto di legislatura proposto da Enrico Letta. «Il tema sicurezza e' fuori controllo. Spero che anche con Draghi presidente del Consiglio tutti i partiti ci mettano le energie migliori», ha aggiunto ribadendo la proposta di partecipazione dei leader a un nuovo esecutivo. Chiamato ad illustrare la posizione della Lega in relazione alla poltrona del Quirinale, il leader Matteo Salvini ha però voluto toccare anche altri temi scottanti del momento, come quello del caro-bollette: «Anche oggi per me e la maggioranza degli italiani e delle imprese la priorità è il caro energia. Mercoledì c'è un primo tavolo. L'obiettivo è portare in Consiglio dei ministri entro questa settimana il decreto ristori e un primo provvedimento per aumento luce e gas. E' una emergenza nazionale. Al di là del totonomi per il Quirinale. Sarà fondamentale anche lo scostamento di bilancio. Se alle imprese ci aggiungiamo anche le famiglie si arriva a 50 miliardi di fondi necessari da stanziare».

E sulla questione dell’eventualità che in Parlamento qualcuno risulti positivo e sia quindi impossibilitato al voto per il Presidente della Repubblica, il leader della Lega dice «Spero che i presidenti delle Camere facciano di tutto perché tutti possano votare. E' il voto per il presidente degli italiani e quindi se c'é qualche positivo che sta bene o qualcuno che come da Costituzione ha il diritto di scegliere il presidente della Repubblica spero si facciano tutti gli sforzi per farli votare», ha concluso.

Per Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e co-fondatore di Coraggio Italia «È assolutamente legittima la candidatura di Berlusconi ed è legittimo che il centrodestra possa candidare il suo fondatore, ma altra cosa è il tema della possibilità. Sarebbe non solo il coronamento della sua vita politica e un risarcire i tanti italiani, come me, che hanno creduto, hanno votato, difeso e sono scesi in politica seguendo il suo esempio, ma qui siamo nel campo delle volontà. Per il Quirinale. Per il Quirinale bisogna avere anche i numeri per riuscirci. Quello che leggo su giornali, le telefonate e il resto, non mi sembra la strada più appropriata».

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, dai microfoni di Studio24 su Rainews, definisce «indecente» la candidatura di Berlusconi. 

E intanto, questa sera il leader del M5S, Giuseppe Conte, riunirà i vertici del M5S, compresi i ministri grillini al governo, Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Federico D'Incà e Fabiana Dadone per fare il punto sul Quirinale a una settimana dal voto.

Per il leader di Azione, Carlo Calenda, la candidatura di Silvio Berlusconi «è un elefante in mezzo alla stanza» che blocca il confronto tra i partiti. «La candidatura di Berlusconi porta una serie di problemi significativi. Non riesce a decollare un dialogo che riguarda un patto di legislatura con Draghi presidente della Repubblica. Questo passaggio è complicato dalla candidatura di Berlusconi. Mi fa piacere che sia Letta sia Renzi dicano che serve un patto di legislatura. Salvini aveva detto che avrebbe chiamato tutti i leader a un tavolo, ma questo non è avvenuto per quella mucca che c'è in mezzo alla stessa e che e' Berlusconi. Bisogna levare questo elefante dalla stanza e non credo che né Salvini né Meloni abbiano oggi la forza di farlo».

Per Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa, «la candidatura a capo dello Stato del presidente Silvio Berlusconi è la migliore garanzia non per Forza Italia e il centrodestra ma per l’Italia». Per Emilio Carelli, invece, «se non ci fossero i numeri si dovrebbe dialogare con il centrosinistra». 

Lo scrutinio

Nel frattempo, il presidente della Camera, Roberto Fico ha spiegato che «la decisione sulla lettura delle schede sarà adottata dal presidente Fico a garanzia della correttezza e del buon andamento dei lavori per l’elezione del presidente della Repubblica. Questo è l’obiettivo che ha ispirato anche i predecessori. Non ha dunque nulla a che vedere con le singole personalità e qualunque speculazione politica sulle modalità di scrutinio è in totale malafede». 

Green Pass

Intanto, cinque parlamentari isolani, capeggiati da Pino Cabras, deputato di Alternativa c'è, hanno presentato ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte costituzionale e chiesto la sospensione cautelare dell'obbligo. Secondo i parlamentari, l’obbligo di Green Pass rafforzato sui trasporti pubblici «lede le prerogative del Parlamento in vista del voto sul Presidente della Repubblica». Il presidente emerito della Consulta, Giuseppe Baldassare, invece, rietiene che ci sia modo per far partecipare al voto anche i “positivi” organizzando spazi alternativi all’interno della Camera e non ricorrendo per forza al voto online. 

Le conseguenze

Renzi, però, si è spinto oltre parlando anche del patto di legislatura: «O va Draghi al Colle e c'è il patto di legislatura e perchè no il patto dei leader oppure il nome si farà alla fine. Trovo ragionevoli le cose che dice Enrico Letta sul patto di legislatura».

Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, su Radio Leopolda. «E' stato saggio sia Enrico che Gianni Letta. Conte ha solo un problema: evitare di apparire quello che non conta una mazza. Di Maio - aggiunge - vorrebbe somigliare a Forlani e Rumor, il suo obiettivo è arrivare al 2023 e tornare a gestire le regole in modo da non essere fuori». E sul governo dei leader: «O va Draghi al Colle e questo ha una logica e allora il patto di legislatura ha un senso, come ha un senso il governo con tutti i leader di partito dentro. Ma se Draghi resta a Chigi, allora bisogna trovare un leader credibile che prenda anche i voti».

E ha concluso: «Se alla quarta votazione il candidato x-y arriva a 497 voti - ha aggiunto Renzi - alla quinta votazione il 28 gennaio, venerdì prossimo, saremo al caos istituzionale. Trovo ragionevoli le parole di Enrico Letta che ha detto una cosa seria, proponendo di metterci tutti intorno a un tavolo e fare un patto di legislatura. Se Letta potesse andrebbe a votare domani ma io non credo si possa andare a votare nel 2022».

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