Sindaci pagati come i magistrati: arriva la proposta della Lega

La proposta è stata depositata a Palazzo Madama dal segretario Matteo Salvini: lo stipendio parametrato al numero degli abitanti

Sindaci pagati come i magistrati, anche se con uno stipendio che va parametrato al numero degli abitanti dei comuni. E' la proposta firmata da Matteo Salvini e depositata a palazzo Madama, con le firme dei senatori della Lega. Proposta più volte annunciata dal leader della Lega che già all'inizio della campagna elettorale ha sottolineato - al pari delle altre forze politiche - «la necessità di aumentare il trattamento economico per i primi cittadini. Salvini, oltre a voler perseguire l'obiettivo di un milione di firme sul referendum sulla giustizia (per raggiungere lo scopo, secondo quanto riferisce una fonte 'lumbard', si sta valutando di ricorrere anche alle firme digitali, ricalcando il metodo utilizzato da chi sta spingendo il referendum sulla cannabis), chiede una modifica dell'articolo 82 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali». «La figura del sindaco - si legge nella premessa del disegno di legge - che una volta rappresentava una sorta di investitura gratificante, ora assomma responsabilità e sacrifici che in pochi, se non pochissimi, sono pronti ad assumersi». E dunque «in considerazione delle eccessive responsabilità attribuite all'amministratore comunale (dati statistici mostrano l'enorme divario tra l'elevato numero di contestazioni dell'abuso d'ufficio - circa 7.000 negli ultimi anni per i quali si dispone di dati, ovvero il 2016 e il 2017 - e i provvedimenti definitivi di condanna che non arrivano a 100, negli anni considerati), che non vedono un'equa compensazione neanche dal punto di vista economico, si assiste ad una progressiva diminuzione del numero dei cittadini, con le competenze e i requisiti necessari per svolgere un ruolo cosi' importante, che ambiscono a diventare sindaci». Il disegno di legge intende «parametrare la misura dell'indennita' di funzione spettante ai sindaci al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di sezione della Corte di cassazione ed equiparate, seguendo una serie di percentuali in base al numero di abitanti dei comuni».

Ed ecco la 'tabella': «in misura pari al 75 per cento per i sindaci delle città metropolitane; in misura pari al 60 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti e fino a 500.000 abitanti; in misura pari al 50 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti e fino a 250.000 abitanti». Ed ancora: «in misura pari al 40 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e fino a 100.000 abitanti; in misura pari al 35 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e fino a 50.000 abitanti». Inoltre: «in misura pari al 30 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti e fino a 30.000 abitanti; in misura pari al 25 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e fino a 10.000 abitanti». Infine: «in misura pari al 20 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti e fino a 5.000 abitanti; in misura pari al 15 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti». La proposta ha solo due articoli. Nel primo viene spiegato lo schema a seconda del numero degli abitanti dei comuni. Nel secondo articolo si legge: «A titolo di concorso alla copertura del maggior onere sostenuto dai comuni per la corresponsione delle indennità come ridefinite all'articolo 1 della presente legge, il fondo di cui all'articolo 57-quater, comma 2, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, e' incrementato di 43,6 milioni di euro per l'anno 2021 e di 174,3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190». Una proposta per ritoccare il trattamento economico dei sindaci e' stata presentata anche da FI e dal Pd.

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