Governo, per il Pd voto più vicino: la crisi sia portata in Aula Zingaretti: “Italia Viva è inaffidabile in ogni scenario”

Il segretario del Pd: «Qualsiasi collaborazione con la destra sarebbe un segnale incomprensibile in Italia»

I responsabili ancora non si vedono. Se ci saranno, se ne discuterà. Ma allo stato attuale, un gruppo strutturato ancora non si vede. Almeno così la pensa il partito democratico riunito per l’ufficio politico. Per questa ragione spiega il capogruppo Graziano Delrio, a margine della riunione dei capigruppo la via maestra è quella di parlamentarizzare  la crisi. Insomma, la crisi si apre e se ne discuta n Aula. Questo è il senso della parola del capogruppo dem che ha aggiunto, «è giusto che ci sia un percorso trasparente e che garantisce il ruolo del Parlamento e delle istituzioni preposte alla gestione della crisi». Questo ovviamente significa anche che «noi lavoriamo perché nessun provvedimento rimanga sospeso, la nostra determinazione è a fare in modo che tutti i provvedimenti procedano dallo scostamento, ai decreti ristori, alle conversioni dei decreti sanitari. E su questo serve assolutamente la totale collaborazione da parte di tutti, che mi pare ci sia».

Formalmente, dunque, la crisi è aperta. Ora la palla passa di nuovo al presidente del Consiglio che dovrà decidere tempi e modalità per riferire alla camere. Del resto, ha spiegato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti durante l’ufficio politico, «c'è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l'inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza». Non solo – sottolinea il leader Dem – «qualsiasi collaborazione con la destra sarebbe un segnale incomprensibile in Italia, ma anche per le cancellerie europee e per l'opinione pubblica democratica europea inaccettabile», dice ancora Zingaretti sottolineando come di fronte a quanto accaduto a Washington «l'Europa stia marciando su una linea di unità e di attivo intervento positivo. Noi non ci possiamo permettere di governare con chi si è identificato con Trump ed ha costantemente manifestato un sentimento anti europeo». E nel pomeriggio sono arrivate anche le reazioni di Dario Franceschini che condivide appieno la relazione di Zingaretti e prova a tracciare la linea e a definire i contorni di ciò che sta accadendo e potrà avvenire: «In questa legislatura sono nati due governi tra avversari alle elezioni e, in un sistema elettorale come il nostro, avverrà spesso. Nel passato il termine responsabili indicava una negatività, non è più così: non siamo più in un sistema bipolare con due poli e due candidati premier in cui il cambio di schieramento veniva giustamente classificato come ribaltone. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta». Torna, invece, su Renzi e Italia Viva il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: «Prendiamo atto della totale irresponsabilità e inaffidabilità di un partito che ha fatto una scelta incomprensibile in tutta Europa e in tutto il mondo. Riceviamo telefonate di sconcerto». 

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