Italia Viva ritira i ministri, si apre la crisi. Renzi: “Non è stata aperta da noi. Il re è nudo, Conte ha aperto un vulnus”. Fiducia nel presidente Mattarella

Il leader di Italia viva: «Nessun ribaltone, non daremo mai vita a un governo con le forze populiste e sovraniste. Non credo al voto, in Parlamento ci sono le condizioni per andare avanti»

Alle 18 e 15 Matteo Renzi annuncia il ritiro dei suoi ministri dal governo. In questo momento, con questa crisi, spiega Matteo Renzi, «è indispensabile risolvere i problemi. Bisogna essere responsabili. La crisi politica  «non l’abbiamo aperta noi. La democrazia non è un reality show. Bisogna rispettare le regole democratiche non si può rinviare ancora»: «A dimettersi ci vuole coraggio e responsabilità, è molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi alla tenace difesa dello status quo», ha scandito l'ex premier.

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Insomma, il leader di Italia viva va avanti. E lo fa spiegando che non sta «giocando con le istituzioni»» e aggiunge che «nell'affermare la fiducia incrollabile nel Presidente della Repubblica», pensiamo che i problemi si debbano affrontare: «solo l’emergenza non può tenere in vita il governo». La democrazia – spiega Renzi in conferenza stampa –  ha delle forme e se le forme non vengono rispettate, allora qualcuno deve avere il coraggio anche per gli altri per dire che il Re è nudo. Le tre questioni poste al presidente del consiglio sono tre. La prima di metodo, ha aggiunto: quelli che ora ci fanno la morale erano per andare alle elezioni e consegnare il paese alla destra populista. Non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri. Questo significa che l'abitudine di governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge, l'utilizzo dei messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali, rappresentano per noi un vulnus alle regole del gioco. Chiediamo di rispettare le regole democratiche». E conclude: non daremo mai vita a un governo con quelle forze populiste e sovraniste che noi abbiamo combattuto: nessun ribaltone».

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Gli sbocchi sulla crisi? «Tocca al presidente del consiglio decidere. A noi non interessa la nostra personale carriera: ci interessa il Paese». Renzi, dunque, getta la palla avanti. E soprattutto, la rilancia nel campo «avverso» in questa fase, ovvero verso Conte. Di certo, dice: «Non credo al voto, ci sono le condizioni per andare avanti. Se si deve discutere, se si deve fare un’apertura vera, si va in Parlamento».

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