Coronavirus, Salvini valuta di ricorrere al Tar contro il Dpcm

Il leader della Lega incontra sindaci e amministratori. Intanto Zaia si dichiara scettico sui provvedimenti adottati: “L’andamento dei contagi non cambierà”

Giornata di confronto per Matteo Salvini, che ha ascoltato le preoccupazioni di sindaci e governatori della Lega. Nel tardo pomeriggio, spiegano fonti leghiste, "il leader del primo partito italiano si è confrontato in teleconferenza con i presidenti delle Regioni, preoccupati che i sacrifici imposti dal governo mettano in ginocchio l'economia senza produrre risultati efficaci sul fronte sanitario". Alcuni primi cittadini della Lega, affermano le stesse fonti, "stanno valutando di ricorrere al Tar contro il Dpcm. Per l'ennesima volta, gli amministratori locali hanno lamentato la totale assenza di confronto e di condivisione da parte del governo". 

"Abbiamo oggi 77 persone in terapia intensiva, il 13 marzo ne avevamo 111 persone in terapia intensiva e il 29 marzo è stata toccata la punta di 356. Abbiamo poco più di 600 persone ricoverate nei diversi reparti. Pressione ce n'è ed è inevitabile, però è pur vero che noi siamo pronti con l'artiglieria pesante in caso di necessità. Con una piccola punta di scetticismo, sono convinto che la curva non avrà tutte queste modifiche con le misure che si sono prese. Poi staremo a vedere, il tempo sarà galantuomo. È pur vero che non possiamo scaricare le responsabilità solo su alcune categorie". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Noi veneti non siamo degli irresponsabili e l'abbiamo mostrato fin dal primo giorno. Abbiamo subito un lockdown pesante e l'abbiamo rispettato. Penso ai tanti operatori, ai ristoratori, alle palestre e alle altre attività che vengono colpite, che hanno fatto grandi investimenti per tutelare la salute dei propri lavoratori e dei propri clienti", ha aggiunto.

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