Surovikin, così Putin manda a sterminare in Donbas il generale che lanciò i blindati contro la folla nel tentato golpe dell’agosto 1991 a Mosca

Kgb e pezzi dell’esercito tentavano di bloccare le riforme. L’allora capitano fu arrestato con l'accusa di aver ucciso tre giovani difensori della Casa Bianca. Eltsin lo liberò e promosse maggiore. Putin lo nominò generale nel ventennale di quel crimine

Da due giorni, anche ufficialmente, la Russia ha sostituito l’ennesimo generale (anzi, ne ha sostituiti diversi), ma questa volta si tratta di un passaggio particolarmente simbolico, per il regime putiniano. Togliendo ad Alexandr Dvornikov il comando del Distretto meridionale, e affidandolo a Sergey Surovikin, si compie uno spostamento ulteriore verso la nomenklatura chekista e para golpista della Russia che transitò dall’Unione sovietica al mercato. Sentite come.

Di Surovikin il ministero della Difesa britannico ha scritto: «Per oltre trent'anni, la carriera di Surovikin è stata perseguitata da accuse di corruzione e brutalità». E tutti ricordano il suo periodo brutale di comandante in Siria. «Dall'inizio di giugno – si legge nell’ultimo assessment della Difesa del Regno Unito – l'Alto Comando russo ha molto probabilmente rimosso numerosi generali da ruoli di comando operativi nella guerra in Ucraina. Fra questi vi sono il comandante delle truppe aviotrasportate (Vdv), generale-colonnello Andrei Serdyukov, e il comandante del Raggruppamento delle Forze Meridionali, generale di armata Alexandr Dvornikov, il quale è stato probabilmente per un periodo comandante di tutte le operazioni».

Ma Surovikin non è un generale qualunque, fu molto più che brutale. E la Siria non è il solo inquietante precedente della sua carriera. Fu incarcerato due volte: una per presunta vendita illegale di armi, l’altra per aver guidato una colonna militare durante il tentato (e fallito) colpo di stato dell'agosto 1991 che uccise tre manifestanti a Mosca, che difendevano la Casa Bianca nella caotica stagione di trapasso eltsiniana. Fu Surovikin a lanciare i mezzi corazzati sulla folla. Questo curriculum è stato un problema quando Surovikin è stato nominato capo della polizia militare.

L’analista Rob Lee ha ricordato altre circostanze, per esempio Surovikin avrebbe spinto un colonnello in servizio sotto di lui a suicidarsi dopo un violento rimprovero. E ha comandato due volte le forze russe in Siria guadagnandosi a tal punto un legame personale con il dittatore siriano Bashar Assad, che Assad stesso chiese di prolungargli l’incarico. E’ anche abbastanza inusuale che un ufficiale di terra venga incaricato delle forze aerospaziali russe (il ruolo precedente di Surovikin), e poi «è alquanto sorprendente che non sia stato inserito prima in un ruolo più operativo in questa guerra». Forse Putin stesso ci ha voluto pensare bene, rendendosi conto di quanto questo passo sia ricco di risonanze terribili. Il ritorno anche simbolico agli apparati che lottarono contro l’aspirazione alla democrazia della Russia.

Il motivo è semplice: guidando una delle colonne del tentato putsch del 1991 contro la nascente democrazia russa, Surovikin rimane chiaramente legato a quella parte delle strutture militari russe che, sia nell’esercito sia nel Kgb, ostacolarono ogni tentativo di apertura democratica nella stagione post-sovietica e poi, fallito il piano, si riadattarono e mimetizzarono, aiutando a piazzare un loro emissario – Vladimir Vladimirovich Putin – al Cremlino. Curiosamente, Surovikin fu promosso generale proprio da Putin in una data non casuale, il 16 agosto 2021: esattamente nel ventennale del fallito golpe a cui Surovikin partecipò. E Putin, com’è noto, è uno che tiene molto alle date e a una sua re-interpretazione della storia.

Tornando ai fatti di quella ominosa notte dell’agosto1991, l’attivista Alexander Cherkassov – del Memorial Center, la più antica ong russa appena messa fuorilegge da Putin – ricorda: «Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1991, il 1° battaglione di fucili a motore della 2a divisione Taman di fucili a motore della Guardia, per ordine del Comitato di emergenza statale, fu inviato a stabilire dei presidi sul Garden Ring. I compiti del comandante del battaglione furono svolti da Sergei Surovikin. Secondo la versione ufficiale, nel tunnel sotto Novy Arbat, “la colonna fu fermata dalla folla, erano stati costruiti dei blocchi sulla strada”. Poi, con parte della colonna, [Surovikin] ha sfondato le macerie e ha lasciato il luogo dello scontro, e durante i continui attacchi della folla ai restanti veicoli da combattimento, tre giovani sono rimasti uccisi». Forse conviene ricordare i nomi di quei tre giovani russi uccisi: Dmitry Komar, morto sotto le ruote di un veicolo da combattimento di fanteria, Ilya Krichevsky e Vladimir Usov.

Surovikin fu arrestato. Passò appena sei mesi in custodia cautelare. Poi le accuse furono miracolosamente ritirate: lo stato disse che l’allora capitano stava eseguendo gli ordini. Fu riferito che Boris Eltsin in persona disse: «Rilasciare immediatamente il maggiore Surovikin». Lo chiamò “maggiore”. Non lo stava solo liberando, lo stava nominando maggiore: per l'esemplare adempimento del dovere militare. Putin ha completato l’opera facendolo generale e, adesso, mandandolo a sterminare gli ucraini. La storia di una tragedia che viene da molto lontano.

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