“Ghislaine” tra sesso e kompromat, la dama nera che porta alla sbarra l’America oggi

Ghislaine Maxwell ascolta mentre l'avvocato della difesa Laura Menninger interroga la testimone "Jane" durante il processo a Maxwell, la socia di Jeffrey Epstein accusata di traffico di minorenni, in un bozzetto d'aula realizzato durante il processo a New York

Iniziato il processo a un pezzo di New York e di Londra. La prima testimone che parla di «orge» e di Epstein che «voleva gli cavalcassi la faccia», l’accusa che cerca di smontarla. E una storia che parte da un magnate dell’editoria e lambisce Trump, tra dolce vita, accuse di amoralità, servizi segreti di mezzo mondo

È accusata di otto capi d'accusa per traffico di sesso e altri reati, comprese due accuse di spergiuro che saranno giudicate separatamente, rischia ottant’anni di carcere, c’è chi dice – non è confermato – che in carcere abbia subito lei stessa violenze e molestie, eppure, entrando in aula mercoledì mattina a New York, indosso un maglione a collo alto e pantaloni neri a tubo a coprire un volto ormai segnato, Ghislaine emanava ancora più di una scintilla della Ghislaine Maxwell che fu.

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