Germania: lasciò morire sotto il sole una bimba yazida, condannato all’ergastolo per genocidio un soldato dell’Isis

L'iracheno Taha Al-J condannato all'ergastolo dal tribunale di Francoforte

E’ la prima condanna per crimini contro l’umanità della tragedia della minoranza curda nel nord dell'Iraq

Un jihadista dell'Isis, Taha Al-Jumailly, è stato condannato all'ergastolo per il genocidio degli yazidi, il primo verdetto che etichetta in questo modo la tragedia della minoranza curda nel nord dell'Iraq. Il 29enne è stato riconosciuto colpevole da un tribunale di Francoforte anche di crimini contro l'umanità e crimini di guerra, al pronunciamento della sentenza è svenuto. Contro di lui ha testimoniato Nora, una donna yazidi, madre di una bimba di 5 anni lasciata morire di sete dall'uomo: la piccola era stata acquistata a Mosul con la madre come 'schiava' nel 2015. Dopo aver bagnato il letto, come punizione, era stata incatenata fuori casa da Al-Jumailly ed era morta di sete sotto il sole. Per questo stesso crimine il mese scorso, la moglie dello jihadista, la tedesca Jennifer Wenisch, è stata riconosciuta colpevole di «crimini contro l'umanità sotto forma di schiavitù», per non aver fatto nulla per salvarla. Tra i legali che hanno rappresentato la donna, anche Amal Clooney, moglie dell'attore americano e noto avvocato per i diritti umani, impegnata a far sì che i crimini dell'Isis contro gli yazidi vengano riconosciuti come genocidio.

La Germania, dove risiede un'ampia comunità di yazidi, è uno dei pochi Paesi ad aver intrapreso azione legale contro simili abusi. «Questo verdetto è una vittoria per i sopravvissuti al genocidio, alle violenze sessuali, e per l'intera comunita yazidi», ha commentato Nadia Murad, sopravvissuta lei stessa ai crimini contro la sua comunità, premiata nel 2018 con il Nobel per la Pace. «Un risultato che ogni yazidi e tutti i sopravvissuti al genocidio speravano di vedere», ha confermato Natia Navrouzov, avvocato e membro della Ong Yazda, in prima fila nella raccolta delle prove dei crimini dell'Isis contro la minoranza. «Il genocidio yazidi entra finalmente nella storia del diritto internazionale, ci assicureremo che altri processi come questo vengano celebrati», ha aggiunto. 

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