Sos Unicef, in Afghanistan figli venduti in cambio di bestiame

Con il ritorno al potere dei taleban dilaga la piaga delle spose bambine. Indagine internazionale sull’inferno in cui sono sprofondate le famiglie senza cibo nelle aree rurali. La miseria esplosa per l’esclusione delle donne dal lavoro

ROMA. A far precipitare nell’indigenza assoluta migliaia di famiglie afghane è stata l’esclusione delle donne dai luoghi di lavoro. Un balzo indietro di secoli. Le tenebre dell’oscurantismo più retrivo unite alla miseria che diventa cupa disperazione. E’ la fotografia sconvolgente del Rapporto Unicef sulla condizione infantile dopo il ritorno al potere dei taleban. Nel paese che fu il più liberale dell’Islam e che tra gli anni Sessanta e Settanta stabilì la parità tra uomo e donna e l’istruzione obbligatoria per tutti, oggi nelle aree rurali i nuclei familiari più poveri vendono i figli per non morire di fame.

Atrocità

Allarme Unicef in Afghanistan, dunque, per i  bambini venduti dalle famiglie in cambio di cibo. Inoltre «aumentano le spose bambine». Tra i casi peggiori la vendita di una bimba di 6 anni e di un piccolo di 18 mesi, dati via per 3.350 dollari e 2.800 dollari. Nel rapporto Unicef si documenta che una bambina di 9 anni è stata comprata con pecore, terra e contanti. L'Afghanistan sta diventando la più grande crisi umanitaria del mondo. Secondo i dati dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, più di 18 milioni di afghani non sono in grado di nutrirsi ogni giorno. Questo numero è destinato a salire a quasi 23 milioni entro la fine dell'anno.

Divieti 
A causa della fame donne e bambini stanno diventano la merce di scambio per il cibo. E una ricerca condotta da Unicef punta il dito contro il fenomeno delle spose bambine, in netto aumento. Decine i casi di atrocità che arrivano dalle cronache locali. Come avvertono anche le Nazioni Unite «i divieti talebani che impediscono alle donne di svolgere la maggior parte dei lavori retribuiti hanno colpito proprio le famiglie dove le donne erano le colonne portanti. Anche nelle aree in cui le donne possono ancora lavorare (come l'istruzione e l'assistenza sanitaria) potrebbero non essere in grado di soddisfare i requisiti talebani e sono costrette a compiere tali gesti». Difficili gli aiuti. Ad agosto il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha rilasciato delle licenze che consentono ad alcuni partner del governo di intraprendere transazioni con i talebani per consentire l'assistenza umanitaria. Tuttavia, le sanzioni in vigore continuano a causare esitazione e confusione tra molti donatori. Ma organizzazioni e ong spingono per accelerare gli aiuti al popolo afghano. Soprattutto è importante che le ragazze smattano di  essere sacrificate.

Allarme-spose bambine
A partire da novembre 2021, l'Unicef ha riferito che i matrimoni precoci sono in aumento in Afghanistan. Nonostante la legge vieti di sposare minori sotto i 15 anni (e ancora al di sotto dello standard di 18 raccomandato a livello internazionale), sono scambi ampiamente praticati dalle famiglie. Secondo le analisi dell'organizzazione, il matrimonio precoce ha conseguenze devastanti sulla salute di una ragazza per via degli abusi fisici e sessuali ed equivale a una forma di schiavitù moderna. I matrimoni combinati intrappolano le donne in un ciclo di povertà.

Schiavitù infantile
I bambini trasformati in forza lavoro. La ricerca attesta, inoltre, che in Afghanistan e in altri Paesi i ragazzi non tornano a scuola a causa del lavoro minorile e delle difficoltà finanziarie, peggiorate con la pandemia. L'attuale crisi non farà che aggravare la situazione. Inoltre, da quando i talebani hanno ripreso il potere con la forza, alle giovani non è concesso accedere all'istruzione secondaria e di conseguenza non è permesso tornare a scuola. 

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