Gli italiani e l’Afghanistan: sì al ritiro, ma divisi sui rifugiati

L’indagine dal rapporto Iai-Laps: cresce la quota dei favorevoli all’aumento del bilancio della difesa

L’Afghanistan resta al centro del dibattito pubblico anche in Italia dopo i giorni convulsi della riconquista di Kabul da parte dei talebani e del ritiro delle truppe occidentali dal paese. La diplomazia internazionale, intanto, è in cerca di una strategia per affrontare la crisi umanitaria nel paese e rispondere alle prime mosse, tutt’altro che rassicuranti, del nuovo governo talebano. Ma che cosa pensano gli italiani del ritiro dall’Afghanistan e delle sue implicazioni?  

Dati significativi sono offerti da un’indagine sugli orientamenti degli italiani in materia di politica estera condotta dal Laboratorio Analisi Politiche e Sociali (LAPS) dell’Università di Siena per conto del programma di politica estera italiana dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. Alcune delle risposte degli intervistati sono peraltro esemplificative di alcuni trend generali delle opinioni degli italiani sui temi della sicurezza e della difesa.

Il sondaggio è stato condotto tra il 2 e il 10 settembre 2021 su un campione di 2.049 persone rappresentativo della popolazione anagrafica maggiorenne residente in Italia. I risultati completi dell’indagine saranno presentati e discussi nelle prossime settimane.

Italiani tiepidi sulle missioni militari internazionali

Il sondaggio mostra che l’opinione pubblica italiana è divisa sull’invio dei nostri militari all’estero: il 45% degli intervistati si dichiara favorevole, il 45% contrario. Si registra inoltre una diminuzione del sostegno per le missioni rispetto al sondaggio IAI-LAPS del 2018: i favorevoli passano dal 49 al 45%. È probabile che il fallimento della missione in Afghanistan, e in particolare le scene convulse a Kabul negli ultimi giorni di agosto, abbiano inciso significativamente su questo dato.

Il sostegno per la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali cresce considerevolmente (57%) quando si precisa che tale partecipazione si svolge in un quadro multilaterale (Onu, Ue o Nato); si conferma quindi il favore con cui gli italiani guardano alla cooperazione multilaterale in campo militare.

È in crescita significativa la quota dei favorevoli all’aumento del bilancio della difesa: dal 46% rilevato dal sondaggio IAI-LAPS del 2018 al 60% di oggi. Questo dato riflette forse una crescente preoccupazione per le tensioni internazionali, ma lo si può attribuire anche ad un più generale orientamento dell’elettorato, nel clima post-pandemico, più favorevole che in passato verso le istituzioni nazionali, comprese le Forze Armate.

Afghanistan: sì al ritiro, ma preoccupano le sue conseguenze

Il secondo trend riguarda le ripercussioni umanitarie e in campo migratorio della crisi afghana e le risposte che l’Italia dovrebbe dare. Una considerevole maggioranza degli intervistati – il 59% – ritiene che sia stato un bene ritirare le truppe occidentali, comprese quelle italiane, dall’Afghanistan.

Figura 2 del rapportino

Il dato cambia in maniera significativa quando agli intervistati si fanno presente i possibili effetti negativi del ritiro. La quota di coloro i quali avrebbero preferito che le truppe occidentali rimanessero in Afghanistan sale dal 41% al 53% quando viene paventato il rischio che il Paese possa trasformarsi in un rifugio per terroristi; sale ancora, fino al 56%, quando si menzionano invece i rischi, già oggi evidenti, per i diritti umani e le libertà delle donne.

Al contrario, l’aumento dei contrari al ritiro è più limitato, dal 41 al 46% quando gli intervistati vengono posti dinanzi alla possibilità di nuovi flussi migratori in Europa. Sembra quindi esservi una maggiore preoccupazione per le conseguenze umanitarie in Afganistan che per l’impatto dei flussi migratori.

Le posizioni sul tema variano inoltre considerevolmente a seconda dalle preferenze partitiche degli intervistati. Gli elettori del Partito Democratico sono divisi quasi a metà: il 51% avrebbe voluto un proseguimento della missione in Afghanistan, contro un 49% di favorevoli alla decisione del ritiro. Nel Movimento 5 Stelle prevalgono invece i favorevoli al ritiro.

Nel centrodestra si nota una netta spaccatura tra, da una parte, gli elettori di Forza Italia e della Lega, che condividono la scelta di ritirare le truppe a grande maggioranza (il 55% e 67% rispettivamente), e, dall’altra, gli elettori di Fratelli d’Italia che, con una maggioranza altrettanto netta (58%), avrebbero invece voluto che la missione proseguisse.

Propensione all’accoglienza dei rifugiati afghani

I diversi orientamenti politici degli intervistati incidono in modo significativo anche sulle posizioni relative all’accoglienza dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan, con le tradizionali differenze tra sinistra e destra (e la posizione più sfumata del Movimento 5 Stelle) sul tema.

In termini generali, sembra esserci una discreta propensione all’accoglienza e alla solidarietà nei confronti di chi fugge dall’Afghanistan: un significativo 38% è favorevole ad accogliere tutti i rifugiati senza distinzioni. Un altro 33% vorrebbe che ci si limitasse solo alle persone che hanno collaborato con le Forze Armate e le istituzioni italiane presenti nel Paese nel corso degli ultimi vent’anni. Il 13% è per accogliere solo donne e bambini, come chiesto dal leader della Lega, Matteo Salvini, e il 18% è per una linea di totale chiusura ai rifugiati afghani.

Figura 3 del rapportino

L’opzione di una apertura a tutti i rifugiati è sostenuta da un’ampia maggioranza dell’elettorato del Partito Democratico (59%); mentre risultano più fredde le posizioni degli elettori del Movimento 5 Stelle (40%) e di Forza Italia (37%). La stessa opzione, infine, è supportata soltanto dal 15% e dal 21% degli elettori di Lega e Fratelli d’Italia rispettivamente.

Figura 4 del rapportino

In conclusione, tentazioni isolazioniste o di chiusura hanno scarsa presa sugli italiani. Si registra un più diffuso scetticismo, rispetto al passato, sugli impegni militari all’estero, attribuibile alla debacle occidentale in Afghanistan, ma rimane ampio il consenso per operazioni sotto egida internazionale. Crescono nel contempo i favorevoli a un rafforzamento dello strumento militare. Il ritiro dall’Afghanistan è largamente condiviso, ma gli italiani sono tutt’altro che insensibili alla tragedia umanitaria che vi si sta consumando e auspicano misure ampie di solidarietà e accoglienza verso i rifugiati afgani.

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