Cina, giro di vite sugli aborti per frenare la denatalità

Da Pechino direttive per ridurre la pratica quando non sussistono ragioni mediche. La Cina di oggi teme il rapido invecchiamento della popolazione

Da un pezzo la Cina non è più il Paese della crescita demografica illimitata. La “politica del figlio unico”, che dalla fine degli anni ‘70 ha dato attuazione al rigido programma di pianificazione delle nascite finalizzato limitare la sovrabbondanza di nuovi nati, è stata formalmente superata. L’ultimo censimento effettuato dal governo di Pechino ha addirittura suonato un campanello d’allarme nella direzione opposta: dal 2011 al 2020, la popolazione cinese è cresciuta ad un ritmo così basso come non si vedeva dagli anni ‘50. Il tasso di fertilità è diminuito dagli 1.6 nati vivi per donna del 2016 agli 1.3 del 2020. 

Per porre un freno a questa frenata demografica, Pechino ha comunicato che ridurrà il numero di aborti effettuati «per ragioni non mediche». La decisione è stata resa nota oggi, ed è parte di un pacchetto di nuove misure aventi l’obiettivo di intervenire sulla «salute riproduttiva delle donne».

Non è la prima volta, tuttavia, che il governo interviene in materia di aborto per contrastare il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Provvedimenti contro gli aborti selettivi – decisi in base al sesso del nascituro – erano già stati adottati anni fa, e nel 2018 l’autorità sanitaria cinse era intervenuta  dichiarando che l'aborto contro «le gravidanze indesiderate era dannoso per le donne e rischiava di causare infertilità». Il larghissimo ricorso alla pratica, negli anni passati, l’ha consolidata come parte di appoggio governativo per controllare la natalità, al pari dei contraccettivi e delle campagne di sterlizzazione. Secondo quanto riportano le statistiche di Stato, tra il 1971 – anno di introduzione delle prime leggi pro-aborto - al 2013, sono state oltre 330 milioni le interruzioni di gravidanza operate dai medici cinesi. 

Dunque Pechino teme oggi quanto ha fortemente facilitato negli anni del boom dei bebè. E a giudicare dai dati ne ha ben donde: il World Population Prospects 2019, pubblicato dalle Nazioni Unite, ha mostrato come la Cina di oggi sia un Paese che invecchia velocemente, la cui età mediana si attesta a 38 anni contro i 19 degli anni ‘70. Le prosepttive, infine, preoccupano il sitema pensionistico: secondo le proiezioni, entro il 2050 circa un terzo della popolazione del Paese avrà più di 60 anni. Ciò significa che il peso di questi inattivi – molti dei quali genitori di figli unici - graverà sulle spalle di questi ultimi. 

Video del giorno

Maltempo in Grecia, un pullman viene "inghiottito" da una voragine

Gallinella su purea di zucca, patate croccanti e cavolo riccio

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi