Ungheria, il partito di Orban continua la sua battaglia contro le minoranze LGBT+: nelle scuole vietati contenuti sull’omosessualità

In vista delle elezioni di inizio 2022, in cui per la prima volta in dieci anni l’esito non è scontato, Fidesz propone una legge che limiterebbe la diffusione di contenuti relativi alle questioni di genere e all’omosessualità

Fidesz, il partito di governo di Viktor Orban, ha proposto una legge che vieta la diffusione nelle scuole di quelli che vengono definiti contenuti che promuovono il cambio di genere o l’omosessualità. Una mossa che che gli attivisti dicono assomigli alla legge che fu promulgata in Russia nel 2013 per limitare l’esposizione dei minori a informazioni che minacciano l’idea di famiglia tradizionale, che negli anni ha portato a una serie di repressioni e censure. Il governo nazionalista dell’Ungheria, Paese che andrà alle elezioni all’inizio del 2022, nell’ultimo anno ha intensificato il contrasto ai movimenti per i diritti delle minoranze LGBT+.

Il governo ha sancito nella costituzione che il matrimonio può essere solo tra uomo e donna. Ha anche messo «fuorilegge» le persone transgender, negando loro la possibilità del riconoscimento legale del genere, norma estesa anche a coloro che avevano già terminato la transizione. Una legge retroattiva che la Corte ha dichiarato incostituzionale. 

Nei giorni scorsi è stato proposto un emendamento a una legge contro la pedofilia che stabilisce che ai giovani under-18 non possa essere mostrato, oltre al materiale pornografico, qualsiasi contenuto che incoraggia il cambio di genere o l’omosessualità. Questo si applicherebbe anche alla pubblicità. È stata anche proposta la stesura di una lista delle organizzazioni che sono autorizzate a fare corsi sull’educazione sessuale nelle scuole. «La nuova legge proposta da Fidesz è una minaccia per la libertà di parola e i diritti dei bambini – sostiene l’associazione pro-LGBT+ Ungherese «Hatter» – questa mossa mette in pericolo la salute mentale dei giovani LGBT+ e impedisce loro di accedere a informazioni e al supporto di cui hanno bisogno». Hatter e altre sei organizzazioni per i diritti delle minoranze LGBT+ hanno fatto un appello a Fidesz per chiedere di ritirare la legge, che potrebbe essere approvata già la prossima settimana.  

Verso le urne
Nel frattempo, Orban si prepara per la campagna elettorale delle prossime elezioni parlamentari in cui, per la prima volta in dieci anni, potrebbe non vincere con un ampio vantaggio. I partiti di opposizione si sono alleati tra di loro e nei sondaggi questa scelta si starebbe rivelando positiva. Dal canto suo, il leader populista propone un aumento del salario minimo che sarebbe possibile grazie a un taglio delle tasse alle piccole imprese. Orban sta anche gestendo la questione delle proteste degli scorsi giorni contro il progetto di aprire un campus universitario cinese nella capitale Budapest, che secondo i detrattori porterebbe a una crescita dell’influenza della Cina in Ungheria e nell’Unione europea. «La questione ormai è diventata politica e dovremmo decidere in un modo che sia accettabile da tutti», ha dichiarato Orban annunciando che si farà un referendum in materia. 

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