Russia, spari a scuola: nove morti e 21 feriti

Un giovane di 19 anni era armati di mitragliatrice. Per fuggire, molti ragazzi hanno deciso di saltare dal terzo piano. Putin: «Valuteremo quali armi possono essere tenute dai civili»

MOSCA. Un giovane armato ha fatto irruzione in una scuola in Russia e ha compiuto una strage sparando a bambini e ragazzini prima di essere arrestato dalla polizia. Il bilancio è di almeno nove morti: tra le vittime ci sono sette studenti, probabilmente fra i 13 ei 15 anni, una insegnante e un'impiegata dell'istituto. I feriti sono invece 21, compresi otto bambini ricoverati in ospedale in gravi condizioni. La tragedia è avvenuta stamattina nella scuola 175 di Kazan, la capitale del Tatarstan, che sorge a circa 800 chilometri a est di Mosca.

Russia, sparatoria in una scuola a Kazan: gli studenti fuggono dalle finestre

Secondo alcuni media, si tratterebbe della stessa scuola una volta frequentata dal killer. Le autorità non hanno rivelato il nome dell'assalitore ma il governatore del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, ha detto che si tratta di un 19enne che aveva «tutti» e di essersi «reso conto di essere dio». Secondo i giornalisti, si tratterebbe proprio dell'omicida ma questa informazione non è confermata. L'aggressore avrebbe avuto inoltre un account su Telegram in cui si chiamava “dio” e diceva che voleva uccidere «un gran numero» di persone prima di spararsi. La Bbc riporta che alcuni screenshot estratti dal suo account, poi bloccato, mostrano un giovane con una mascherina nera con la parola “dio” scritta in rosso. 

Russia, sparatoria in una scuola a Kazan: sul posto le forze speciali e venti ambulanze

Alcuni testimoni hanno dichiarato che dei ragazzini si sarebbero gettati dalle finestre della scuola per sfuggire all'assalitore: la tv russa sostiene che due siano morti dopo essersi Alcuni studenti e alcuni insegnanti hanno inoltre ricevuto una Radio Liberty di aver sentito una forte esplosione prima degli spari, ma la notizia è stata poi smentita dalle autorità. Pare, come sostiene il deputato Aleksandr Khinshteyn, che l'aggressore avesse ricevuto il porto d'armi per un fucile semiautomatico meno di due settimane fa. 

Secondo alcuni media avrebbe sparato con lo stesso modello di arma utilizzato dal giovane che tre anni fa uccise 20 persone in una scuola in Crimea, la penisola sul Mar Nero occupata dalla Russia, prima di suicidarsi in una strage che allora fu paragonata a quella di Columbine.

Putin «ha dato ordine di elaborare con urgenza una nuova disposizione sui tipi di arma che possono essere in mano ai civili». «Il fatto - ha spiegato il Cremlino - è che a volte come armi da caccia vengono registrati dei modelli di arma da tiro che in alcuni Paesi sono usati come fucili d'assalto». Tra le nove persone che hanno perso la vita oggi c'è una giovane insegnante di inglese di 25 anni. La Tass racconta che sia cercando la morta di salvare un bambino e bloccare l'assassino. Domani in Tatarstan è giorno di lutto.

Il precedente
Il 17 ottobre del 2018 Vladislav Roslyakov, 18 anni, studente del quarto anno dell'Istituto politecnico di Kerch, in Crimea, ha aperto il fuoco nella sua scuola, provocando la morte di 20 persone e il ferimento di altre 40. All'interno dell 'istituto era stato ritrovato un esplosivo e un altro è stato fatto esplodere durante la sparatoria. L'assalitore, descritto come uno studente modello anche se riservato e solitario, si è poi tolto la vita, aveva aperto il fuoco con un fucile da caccia. Pochi giorni prima aveva ottenuto la licenza per la caccia e il relativo porto d'armi. Si faceva chiamare «Reich» ed era ossessionato dai serial killer, scrivono i media russi. Roslyakov confezionava esplosivi a casa e se ne vantava.

Fra le vittime, 15 studenti, undici minorenni, e cinque dipendenti dell'Istituto, 50 persone sono rimaste ferite. Pochi giorni prima di entrare in azione, Roslyakov aveva acquistato un fucile da caccia e 150 proiettili, anche se l'età minima per l'acquisto di armi in Russia è 21 anni .. uccidere tutti e poi se stesso». 

Quando è arrivato al college e iniziato a sparare, una guardiana anziana ha premuto il pulsante dell'emergenza di cui in Russia sono dotate tutte le scuole e le forze di sicurezza sono arrivate sul posto in cinque minuti. Il Cremlino, esattamente come oggi dopo l'assalto alla scuola di Kazan, aveva anticipato l'introduzione di misure efficaci per minimizzare, se non eliminazione del tutto il rischio del ripetersi di episodi come questo, dopo che saranno state studiate in modo approfondito le circostanze in cui è avvenuta la strage.

Il massacro, ebbe a dire Putin, di fronte a un fenomeno che aveva fino ad allora riguardato solo gli Stati Uniti, «è frutto della globalizzazione per quanto strano possa sembrare», soprattutto della globalizzazione che passa per Internet. 

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