Brevetti liberi per i vaccini, Merkel contraddice Biden: “Non si aumenta così la produzione”

Il governo tedesco contro l’appello Usa di togliere la proprietà intellettuale al farmaco anti-Covid: più danni che benefici. Scettica anche le Ue

Angela Merkel contro Joe Biden. I toni sono ben diversi da quelli che la cancelliera usava con Trump, ma la reazione all’annuncio del presidente Usa, che ha chiesto di liberalizzare i vaccini, è da muro contro muro. Merkel ha reagito con scetticismo all'iniziativa degli Stati Uniti, che mira ad accelerare la distribuzione globale del farmaco anti-Covid. «La protezione della proprietà intellettuale è una fonte di innovazione e deve rimanere tale in futuro», ha affermato giovedì una portavoce del governo tedesco alla Süddeutsche Zeitung. «Il fattore limitante nella produzione di vaccini è la capacità di realizzarli, insieme agli elevati standard di qualità che questi vaccini richiedono. Non sono i brevetti». E infatti «stiamo lavorando in molti modi per migliorare le capacità di produzione in Germania e nell'Unione europea, ma anche a livello mondiale, e anche le aziende interessate lo stanno facendo». 

Se si seguisse il volere di Biden, questo avrebbe «implicazioni significative per la produzione nel suo complesso», dice Merkel. Insomma, secondo lei, aprire il know how avrebbe ricadute più negative che positive. Anche il ministro dello Sviluppo, Gerd Müller (Csu), ha criticato l'avanzata di Washington. Müller ha chiesto agli Stati Uniti di contribuire piuttosto a garantire che i vaccini possano essere prodotti più velocemente e in quantità maggiore. Anche l'Unione europea ha reagito con scarso entusiasmo alla proposta americana. Il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si è detta aperta a una discussione sulla revoca parziale della proprietà intellettuale. Tuttavia, ha sottolineato che la priorità dovrebbe essere l'aumento delle capacità di produzione. I capi di Stato e di governo dell'Ue vogliono affrontare la questione oggi, venerdì, al vertice di Porto, in Portogallo. La Germania è uno dei principali Paesi impegnati in Covax, il programma per distribuire i vaccini agli Stati più poveri. Mette a disposizione un miliardo di euro.

La revoca temporanea della protezione dei brevetti per i vaccini Covid-19 significherebbe che le aziende di tutto il mondo potrebbero produrre vaccini da produttori come la tedesca BioNTech senza pagare le tasse per le licenze. E infatti la multinazionale di Magonza si è detta contraria: «I brevetti non sono il fattore limitante per la produzione o la fornitura del nostro vaccino. L'autorizzazione non aumenterebbe la produzione globale e l'offerta di dosi di vaccino a breve e medio termine», commenta. La reazione di Berlino è senz’altro spiegabile con il disappunto del governo federale negli confronti degli Stati Uniti, che hanno protetto la loro campagna di vaccinazione nazionale per mesi con severi divieti di esportazione, e ora agiscono come campioni della solidarietà internazionale.

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