La nuova alleanza tra Italia e Spagna per cambiare gli equilibri europei

La visita del premier Sanchez a Roma al Foro Italia-Spagna segna un nuovo asse mediterraneo. Letta: “Ora i due Paesi cambino insieme il Mes”

Anni di competizione, rivalità, gelosie e mezze scorrettezze sembrano sepolte: «Il mio amico Pedro», «Caro Giuseppe», ripetono decine di volte Conte e Sanchez. E quella tra i capi di governo pare non sia solo una confidenza protocollare, ma una sintonia vera. Spagna e Italia vicine per mille aspetti, culturali e sociali in primo luogo, hanno esteso questa affinità alla politica. L'occasione per celebrarlo è stato il Foro Italia-Spagna, voluto da Enrico Letta e dall'ex dirigente politico catalano Josep Antoni Duran i Lleida, che si è celebrato a Roma. L'alleanza si è saldata in estate con la battaglia per il Recovery Fund, vinta anche grazie al supporto di Francia e Germania, dove i Paesi del Sud, i più colpiti dalla pandemia, hanno lavorato insieme, come i due capi di governo hanno ripetuto più volte ieri. In quelle interminabili trattative si è saldato «un vincolo mediterraneo», che chissà potrebbe fare da contraltare all'asse franco tedesco, anche perché nei due Paesi rappresentano un quarto degli abitanti dell'Ue. La nuova stagione delle relazioni si era cementata con la visita di Conte a Madrid lo scorso luglio.
Chiudendo il convegno, dopo una passeggiata ai Fori Imperiali, Conte ha lanciato un appello: «E' tempo di attivare al più presto», il NextGenerationEu, è «un obbligo morale di noi 27 verso le decine dei migliaia di vittime nei nostri Paesi e nel continente». Più generiche le risposte sulle diverse strategie economiche, in particolare sugli strumenti finanziari da adottare. Letta una idea l'ha lanciata: «Italia e Spagna lavorino insieme per riformare il Mes e per superare i dubbi delle opinioni pubbliche», dice ai due ospiti l'ex premier. La proposta «va studiata», dice Sanchez, in un discorso dove il capo del governo iberico ha sottolineato i tanti vincoli culturali ed economici tra i due Paesi, a cominciare dagli studenti erasmus (l’Italia è la prima scelta dei ragazzi spagnoli e viceversa), 

Nella giornata romana si sono alternati alcuni vertici delle istituzioni europee, come il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, la presidente della commissione economia dell'europarlamento, Irene Tinagli, oltre all'ex presidente del parlamento Antonio Tajani e l'ex commissario Joaquin Almunia.  Ad aprire i lavori, invece, erano stati i due ministri degli Esteri, Arancha González Laya e Luigi Di Maio.

 
La nuova stagione dei rapporti tra Italia e Spagna avrà come culmine il vertice bilaterale previsto per il prossimo 25 novembre, il primo dopo 6 anni, in una sede da scegliere tra Valencia e Palma di Maiorca. «In tanti anni che organizzo questo appuntamento, non avevo mai visto un'intesa così», dice Letta. Forse non è ancora abbastanza per cambiare gli equiliri europei, ma qualcosa si muove. 

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