Von der Leyen: “E’ il momento per l'Europa per allontanarsi da questa fragilità”

Dall’ambiente alla sanità fino all’emergenza coronavirus, parla la presidente della Commissione Europe. «Presenteremo una nuova strategia per Schengen»

DALL’INVIATO A BRUXELLES. Usa per ben dodici volte il concetto di "fragilità", Urusula von der Leyen. Fragile è il pianeta Terra, fragile è "la nostra comunità di valori", fragili sono le vite degli individui stravolte dalla pandemia. E per provare a portare una "nuova vitalità" in queste fragilità, la presidente della Commissione elenca nel suo primo discorso sullo Stato dell'Unione tutti i campi in cui è arrivato il momento di fare un passo avanti: dagli investimenti ecosostenibili alla transizione digitale, da una maggiore integrazione Ue a livello sanitario fino alla cancellazione del regolamento di Dublino, passando per la difesa dei diritti civili. E una maggiore determinazione in politica estera, dove chiede di abolire le decisioni all'unanimità per le decisioni legate a sanzioni e diritti umani.  

Le fragilità di von der Leyen
Ma tra il dire di Bruxelles e il fare delle altre Capitali ci sono parecchie cose di mezzo che rischiano di rovinare il libro dei sogni letto questa mattina nell'aula del Parlamento europeo. Anche per questo Ursula von der Leyen ha cercato di limitare al minimo gli annunci concreti, preferendo indicare soltanto la direzione di marcia. Politicamente, la stessa presidente della Commissione deve fare i conti con una serie di fragilità: le divisioni dei governi e la frammentazione del Parlamento europeo sono un ostacolo al suo programma. Ma su alcuni punti, specialmente quelli in cui la Commissione ha maggiore mano libera, ha provato a fissare qualche paletto. 

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Verde e digitale
E' il caso del Recovery Fund, negoziato dai governi, ma ora passato nelle mani dell'esecutivo Ue. Von der Leyen spiega che "il 37% delle spese dovrà essere in linea con gli obiettivi climatici", quindi più del 30% stabilito a luglio dai leader. E annuncia che il 30% dei 750 miliardi raccolti sui mercati sarà finanziato con Green Bond, mentre conferma l'obiettivo del taglio del 55% delle emissioni nocive entro il 2030. Obiettivo perseguibile, insiste, se i governi sfrutteranno a pieno le potenzialità dell'idrogeno. La presidente della Commissione introduce anche un altro vincolo che era stato definito soltanto in modo generico dal Consiglio europeo: il 20% delle spese finanziate con fondi Ue dovrà essere in linea con la transizione digitale. Perché il prossimo, avverte, dovrà essere "il decennio digitale dell'Europa". Parla di un progetto per favorire l'identità digitale di tutti i cittadini Ue, utile a consentire di usare servizi indistintamente in tutto il vecchio Continente, "dal pagare le tasse a noleggiare una bicicletta". E annuncia 8 miliardi di investimenti per i supercomputer e invita i governi a investire nelle infrastrutture digitali. 

Salario minimo

Il "Next Generation EU" rappresenta "un'opportunità" che gli Stati non devono sprecare. Anche perché, accanto agli investimenti, è arrivato il momento delle riforme strutturali. Gli stimoli di bilancio continueranno perché "non è il momento di ritirarli", però va trovato "un equilibrio tra sostegno finanziario e sostenibilità di bilancio". Von der Leyen rilancia il progetto del salario minimo, anche se la proposta che sarà presentata nelle prossime settimane "rispetterà le competenze e le tradizioni nazionali". 

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Il summit in Italia
Per ben quattro volte cita l'Italia, il Paese più menzionato nel suo discorso. Lo fa ricordando dei medici romeni venuti nel nostro Paese tramite il meccanismo di Protezione Civile Ue a curare i malati di Covid-19, parlando degli incentivi necessari alle piccole e medie imprese e annunciando un summit mondiale sulla Salute che si terrà in Italia nel 2021 durante la presidenza del G20. L'ultima citazione è alla fine del discorso, quando ricorda il video di Carola e Vittoria, le due ragazze liguri che durante il lockdown giocavano a tennis sui tetti dei loro palazzi. "Una lezione della prossima generazione di europei che ci insegna a superare gli ostacoli". 

Le sfide globali
Dal suo discorso sparisce la parola "Commissione geopolitica", che lei stessa aveva lanciato lo scorso anno. Però non manca di passare in rassegna i vari problemi nelle relazioni internazionali, soprattutto con Cina, Russia e Turchia. Promette "una nuova agenda transatlantica", ma tutti sanno che prima bisognerà vedere l'esito delle elezioni americane. E non poteva mancare un accenno alla Brexit, con l'invito (attraverso una citazione di Margaret Thathcer) a non violare gli accordi. 

Addio Dublino
La prossima settimana verrà svelato il nuovo Patto sull'immigrazione, un pacchetto di regolamenti che - assicura von der Leyen - porterà "all'abolizione del regolamento di Dublino". Non entra nei dettagli, la presidente, ma spiega che la nuova proposta si occuperà del fenomeno in maniera omnicomprensiva, dalla gestione delle domande d'asilo ai rimpatri. "Salvare vite in mare non può essere opzionale – ha avvertito - e i Paesi che lo fanno hanno bisogno della solidarietà degli altri". 

I diritti
L'ultima parte del discorso l'ha dedicata alla necessità di difendere lo Stato di diritto, salvaguardando l'indipendenza della magistratura e la libertà di stampa. Temi oggetto di un duro scontro con alcuni Paesi dell'Est, Polonia e Ungheria in primis. Stesso discorso per la difesa dei diritti civili: von der Leyen avverte che "non possono esserci zone vietate alle comunità LGBTQI" e chiede ai governi di riconoscere tutti i tipi di famiglie. "Se sei genitore in un Paese, lo sei in ogni Paese". Venerdì, infine, la Commissione metterà a punto un piano per combattere il razzismo. 

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