Agcom apre un’istruttoria su Dazn: la rilevazione degli ascolti “non appare conforme”

La società non è entrata in Auditel per le misurazioni diverse dalla tv preferendo Nielsen: «Sistema perfettibile ma trasparente». Ma per Upa i dati non sono attendibili

Gli ascolti di Dazn finiscono sotto la lente dell’Agcom. Dopo le prime tre giornate di campionato l’authority «ha avviato un'istruttoria volta a verificare l’attendibilità della metodologia utilizzata da Dazn per rilevare i dati d'ascolto». D’altra parte per l’Agcom, l’Ott è «in primo luogo un fornitore di contenuti» e se la «la sfida è la misurazione di quella che viene definita “total audience” che va a comprendere i nuovi device digitali» è fondamentale che siano «compiuti tutti gli sforzi necessari ad evitare la sovrapposizione di più metriche per la rilevazione delle audience online».

La presa di posizione di Agcom non scompone Dazn che anzi definisce la propria rilevazione dell’audience «assolutamente perfettibile» ma «chiara e lineare, che garantisce trasparenza». Almeno secondo il Vp Media della società, Andrea Cerasoli. Una visione diametralmente opposta a quella del presidente di Agcom, Giacomo Lasorella che in audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati  aveva dichiarato che la metolodogia di rilevazione di Dazn, in collaborazione con Nielsen, «non appare conforme».

Gli ascolti dell’Ott sono rilevati da Auditel per le televisione, mentre la fruizione su smartphone, tablet e Pc viene effettuata da Nielsen (finita nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti dove è stata sospesa proprio dalla rilevazione degli ascolti dopo le lamentele degli editori, ndr): «E’ una società privata che effettua misurazioni – dice l’Agcom -, ma non è un “audi” e non riveste la forma del JIC (formula societaria che prevede la partecipazione nell’assetto azionario dei soggetti interessati e del mercato) come invece indicato e auspicato

dall’Autorità».

Peraltro anche Upa, l’associazione degli Utenti Pubblicità Associati, ha manifestato la propria perplessità rispetto alle rilevazione di Dazn: «In sostanza – conclude il presidente dell’authority – gli investitori lamentano la non attendibilità del dato».

«Non abbiamo ancora ricevuto convocazione ufficiale», ha precisato Dazn, mentre Cerasoli ha voluto sottolineare che «nello scorso triennio l’'audience era stata rilevata da Auditel sul canale 209. Ci siamo concentrati su una metodologia condivisa, chiara e lineare che garantisse trasparenza. Il sistema di questi mesi ci ha portato a una metodologia di rilevazione che potesse fornire da subito un’audience senza assenza di dati. Il percorso è assolutamente perfettibile, ma siamo comunque soddisfatti di averlo iniziato».

Eppure alla domanda di come mai l’Ott non sia entrata in Auditel per la rilevazione degli altri device, considerando che la società riconosciuta da Agcom «è in grado di misurare i contenuti e la pubblicità Tv anche su Smart TV, Personal Computer (PC), Smartphone, Tablet e Game Console, ottenendo informazioni in modalità censuaria, basate, cioè, non su stime campionarie, bensì sul totale degli ascolti direttamente rilevati», il gruppo non ha fornito risposta limitandosi a dire: «Collaboriamo». Così come evasiva è stata la risposta alla domanda sui rapporti con gli investitori pubblicitari: nonostante Upa si sia mostrata insofferente, per Dazn non ci sono problemi.

Quanto all’attendibilità degli ascolti e alla possibile deduplicazione dell’audience dal momento che Dazn può essere vista su 6 devices differenti associati, Claudio Bellen, responsabile dell’Advertising Strategy, ha spiegato che «il dato non è deduplicato, ma è cumulato».

In Commissione alla Camera si è anche discusso della qualità del servizio con la presidente Raffaella Paita che ha proposto un testo di risoluzione sulle questione legate agli obblighi per Dazn: «Ora – ha risposto Lasorella – il problema è la qualità di servizio, serve che Dazn si impegni nei confronti di Lega di A, Agcom e cittadini sulla qualità del servizio. Dovrà anche stabilire quanto la rete è in grado di trasmettere
adeguatamente il segnale e verificare se c'è la possibilità di utilizzare un meccanismo alternativo per le zone in cui la rete non arriva e non ce la fa. Serve uno standard di qualità». 

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