Giorgetti: “Norme su aiuti di Stato frenano le aziende in crisi”

Il ministro dello Sviluppo economico chiede una riforma continentale e chiede di snellire la legislazione per aiutare il Paese: “Subito un fondo di sostegno alle riprese”. Allo studio la revisione della Bolkenstein su ambulanti e balneari

Un fondo per traghettare le imprese fuori dalla crisi. La riforma delle norme Ue sugli aiuti di Stato. Ecommerce, ma anche balneari e golden rule. In audizione davanti alle commissioni riunite di Attività produttive di Camera e Senato sulle linee programmatiche del dicastero, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha mostrato con chiarezza la sua visione del mondo imprenditoriale italiano. 

Il ministro ha aperto il suo intervento spiegando che il primo problema strutturale del sistema Paese “è costituito dal peso eccessivo di una legislazione debordante e di un tessuto normativo intricatissimo che costringe l'iniziativa economica entro maglie spesso soffocanti che di fatto ne paralizzano o quanto meno ne rallentano l'attività e dall'eccessiva farraginosità delle procedure per l'attuazione concreta delle scelte pur faticosamente adottate”.

Un limite che si aggiunge “alla già pesante complessità e lentezza con la quale l'Unione europea si muove e che proprio le recenti vicende di questi giorni, per quanto concerne le strategie per l'uscita dalla pandemia con le campagne vaccinali, hanno drammaticamente messo in luce: i Paesi più pragmatici, dagli Stati Uniti al Regno Unito, hanno nettamente staccato l'Ue”. 

In chiave europea, quindi, Giorgetti ha insistito affinché l’Italia partecipi “attivamente alla discussione, avviata in ambito europeo, per la revisione della normativa in materia di aiuti di Stato per rimuovere una serie di vincoli e limitazioni che potevano giustificarsi nella fase di costruzione del mercato interno ma che risultano oggi decisamente anacronistici se non autolesionistici quando si tratta di fronteggiare la concorrenza delle economie emergenti”. 

Motivo per cui il Mise sta disponendo “una strumentazione efficace per la gestione delle crisi” aziendali “"che si vanno moltiplicando anche per effetto della pandemia. A questo scopo abbiamo avviato le procedure di reclutamento per l'attivazione di una specifica struttura che si avvarrà di competenze professionali di spiccata qualità per supportare le decisioni ministeriali nei tavoli di crisi, e abbiamo disposto lo stanziamento in un fondo che potrà essere attivato per traghettare imprese in temporanea difficoltà verso condizioni migliori, quando vi siano obiettive prospettive di ripresa". 

Prima di lanciare il nuovo fondo, però, il ministro vuole rivedere le diverse forme di sostegno a favore delle imprese per verificare “se la stessa impresa si è avvalsa di più incentivi e l'uso che ne ha fatto monitorando i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi previsti” anche perché “le politiche pubbliche hanno oscillato, spesso in maniera contraddittoria e incoerente, tra la dispersione di interventi di sostegno 'a pioggia' e scelte dettate da una insufficiente istruttoria fondata sull'analisi delle condizioni e delle compatibilità più generali”.

A livello di singoli settori, invece, Giorgetti ha rivelato di essere al lavoro per “trovare un rimedio soddisfacente alla annosa questione del commercio ambulante che lamenta una condizione di precarietà per la mancata individuazione di soluzioni praticabili al problema posto dalla cosiddetta direttiva Bolkestein. Non si tratta di eludere o violare la normativa europea ma di considerare alcune peculiarità del commercio ambulante, così come di alte attività radicate per tradizione nelle realtà territoriali quali l'esercizio di stabilimenti balneari, per i quali le consuetudini dei consumatori e la continuità di impresa non sono meno meritevoli di considerazione dell'attenzione alla salvaguardia della concorrenza”.

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