Mediobanca, blitz di Caltagirone: prende l'1% e guarda a Generali

Il costruttore romano affianca Leonardo del Vecchio in Piazzetta Cuccia

Non più solo Generali. Francesco Gaetano Caltagirone spunta anche a monte della catena: da pochi giorni ha l’1,014% di Mediobanca. L’acquisto risale allo scorso 22 febbraio ed è stato effettuato attraverso Istituto Finanziario 2012. Con questo ingresso, appare consolidarsi l’asse tra il costruttore romano e Leonardo Del Vecchio. I due, infatti, sembrano muoversi in sintonia rispetto alla strategia sulle Generali di cui sono entrambi grandi azionisti. Caltagirone infatti, con acquisti progressivi, è arrivato a detenere il 5,65%, secondo azionista proprio dietro Mediobanca che del Leone ha poco meno del 13%. Subito dopo c’è, per l’appunto, Leonardo Del Vecchio, con il 4,84%. Proprio Del Vecchio è il protagonista di una costante salita nel capitale di Mediobanca. In Piazzetta Cuccia il fondatore di Luxottica e presidente del colosso EssilorLuxottica è arrivato al 13,17% ma ha in tasca l’autorizzazione per arrivare fino al 20%.

La salita di Caltagirone in Mediobanca, come si diceva, rafforza l’intesa con Del Vecchio, con una manovra a tenaglia, in vista del prossimo anno, quando si tratterà di eleggere un nuovo consiglio di amministrazione alle Generali e con esso scegliere anche chi sarà l’amministratore delegato. Oggi alla guida delle assicurazioni di Trieste c’è il francese Philippe Donnet, che ha appena effettuato importanti cambiamenti nella prima linea manageriale, confermando gli obiettivi di piano, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia del covid.

Caltagirone, come Del Vecchio, ha sempre espresso la necessità per il Leone di compiere un balzo in avanti anche attraverso una grande acquisizione, sebbene le opportunità in tal senso sul mercato non abbondino. In vista dell’appuntamento del 2022, insomma, il fronte dell’azionariato italiano avanza dentro il Leone e, contemporaneamente come si vede, nel suo principale azionista. Perché è vero che la lista del futuro cda delle Generali sarà stilata dall’attuale consiglio, ma non si potrà non tenere conto dei nuovi assetti che vanno formandosi in questi mesi in uno degli snodi principali della finanza italiana. Al centro dei giochi, infatti c’è sì il principale assicuratore del Paese, ma soprattutto una cassaforte da 640 miliardi di euro.

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