Asta Btp, risalgono i rendimenti

Il lancio in mattinata, che si è svolto nel pieno della delicata crisi politica in corso, ha attirato l’attenzione degli operatori

Risale leggermente il rendimento dei Btp nella prima asta a medio-lungo termine del 2021. Il lancio in mattinata, che si è svolto nel pieno della delicata crisi politica in corso, ha attirato l’attenzione degli operatori. Il Tesoro ha assegnato l'importo massimo proposto nella forchetta di 7,75-9,25 miliardi di euro. Nel focus c’era il nuovo Btp a 7 anni (scadenza marzo 2028 e cedola allo 0,25%). E’ stato collocato per 4,5 miliardi a un rendimento dello 0,30% dallo 0,19% dell'asta di metà dicembre. Si tratta del livello massimo toccato da metà novembre. Il rapporto tra domanda e offerta è stato tuttavia sostenuto e pari a 1,43. Lo spread, intanto si muove in area 115 punti base.

Anche altre durate sono finite sul mercato in mattinata. La settima tranche del 3 anni (gennaio 2024 e cedola zero) è stata assegnata per 2,75 miliardi al tasso lordo di -0,23% da -0,3% del collocamento di metà dicembre, anche in questo caso al massimo da metà novembre.

La seconda tranche del Btp 30 anni (settembre 2051 e cedola all’1,70%) è stata invece assegnata per 2 miliardi con un rendimento pari all’1,47%, dall’1,763% dello scorso ottobre.

La gran parte degli operatori spera in una risoluzione rapida della crisi per via parlamentare ma lo sguardo è rivolto soprattutto all’Europa e alla Banca centrale europea e al suo sostegno con il PEPP, il piano di acquisto di titoli sul mercato.

Intanto Citigroup, uno dei più grandi colossi degli investimenti Usa, nel suo Morning Call di oggi definisce l’attuale momento politico in Italia un’occasione per investire nei Btp. La cas consiglia di approfittare di eventuali discese del decennale italiano per aumentare l'esposizione al debito dell'Italia.

«Riteniamo che questa incertezza politica sia un buon test per la resistenza del mercato dei Btp, per il quale il sentiment è stato estremamente positivo da quando è stato annunciato il PEPP – dice Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist, di Union Bancaire Privée (UBP) -. Finora l'ampliamento degli spread è stato molto ordinato e temperato rispetto a quanto abbiamo visto negli anni precedenti in tempi di incertezza politica, il che ci fa capire quanto il mercato ritenga credibile il sostegno della Bce, soprattutto dopo la riunione di dicembre in cui il PEPP è stato aumentato di dimensioni e prolungato nella durata».

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