Il Palio al tempo del Covid: dopo due anni di stop torna la storica sfida

Coimo Martemucci / AGF

La grande attesa a Siena: poche mascherine e alberghi pieni. Per ingaggiare i migliori fantini le aste toccano i 400 mila euro

«A noi non fai paura/rospaccio spazzatura». Sono le tre, la vernaccia non è più un’opinione ma alla prosciutteria Da Pretto, dietro piazza del Campo, il pranzo della Chiocciola è ancora al chilometrico tagliere di antipasto. Si celebra il successo nella prova mattutina. Al Palio mancano ancora due giorni e quattro prove, ma tanto basta a infierire sui nemici della Tartuca («Rospaccio!»), che a questo giro non corrono. Tra le due contrade c’è perfino un contenzioso al Tar sui confini territoriali stabiliti dalla governatrice Violante di Baviera nel 1729 e il Comune ha emanato un’ordinanza ad hoc per Gvietare canti provocatori che potrebbero degenerare. «So big, so crazy, like a travel into the past», se la ridono nel tavolino accanto i norvegesi Andreas e Valery.

È qui la festa. Il Palio, tre anni dopo. Solo la seconda guerra mondiale aveva causato un’analoga privazione, in cinquecento anni. «Palio di ripartenza: mai vista tanta gente», esulta Fulvio Bruni, amministratore del consorzio. Clima elettrico e nervoso. Mezza città in ferie per tutta la settimana. Ricamatrici contradaiole al lavoro sui giubbetti di seta del fantino e sulle armature del duce (se non pesa almeno 90 chili, soccombe). Alberghi strapieni. Ovunque tavolate da 1800 posti. Fino a 30mila euro per una terrazza su piazza del Campo, 350 euro per un posto in gradinata. Vip attesi: il cantautore Bennato e l’onorevole Tajani, il mago Silvan e il senatore Picchi.

Palio ai tempi del Covid, in ogni caso. E non solo per la defezione in extremis del decano mossiere Bartolo Ambrosione. Pronte 5 postazioni sanitarie, 17 ambulanze (una speciale da 30mila euro per curare i cavalli e tacitare gli animalisti), un centinaio di soccorritori, 500 agenti per la sicurezza, tiratori scelti sui tetti e nuove regole di deflusso per le 15mila persone attese nel cuore della piazza, dove si entra gratis e il distanziamento sociale è una categoria metafisica.

L’Asl consiglia mascherine almeno per fragili e anziani. Mascherine contate ieri, da mattina a sera: due, e lontanamente chirurgiche. Eppure il tasso di positività dei tamponi è triplicato in un mese e raddoppiato in due settimane, fino al 26%. Ma nei giorni del Palio altro non conta: non il Covid, non il Montepaschi. Ancora inguaiato dopo dieci anni, dopo l’annuncio dell’ennesimo aumento di capitale da 2,5 miliardi ha perso in Borsa quasi il 20% in due giorni.

Tre anni di astinenza rendono speciale il Palio di domani. Accreditati giornalisti turchi e cinesi, presenti una dozzina tra consoli e ambasciatori. La Rai l’ha snobbato, riducendo l’offerta per trasmetterlo da 120mila euro l’anno a 70mila e derubricandolo su Rai5. Cairo se l’è assicurato con un blitz: 135 mila euro per farne su La7 un evento con storytelling parasportivo.

Chi vince entra nella storia e l’incertezza è massima. Otto cavalli su dieci esordienti, e nessuno ha mai vinto prima. Per ingaggiare i fantini migliori aste fino a 400 mila euro. Il sorteggio dei cavalli (barberi, nella nomenclatura senese) rende favorite Istrice, Torre e Chiocciola. Ma molto dipenderà dalle alleanze trasversali. Ieri nella prova serale sono volati i primi calci: per chi non ha chance di vittoria, la goduria massima è far perdere la contrada nemica, sabotandola in partenza. Tre contrade pagano ora la squalifica maturata nell’ultimo palio pre Covid.

Tra queste il Nicchio, la contrada del sindaco Luigi De Mossi. Avvocato di fama e civico del centrodestra non detestato dal Pd, per disegnare il drappellone da assegnare al vincitore ha scelto l’artista inglese Emma Sergeant: «È espressionista ma mi è piaciuta anche se io da collezionista preferisco l’informale». La scelta dell’artista è un potere assoluto e insindacabile del sindaco. Di stampo rinascimentale, previsto da una specifica norma del regolamento del Palio. Un testo di 105 articoli più allegati per tramandare una tradizione refrattaria al gender fluid: c’è la tribuna degli uomini e quella delle donne, anche a pranzo si va separati. E solo due fantine in 500 anni.

In questi giorni, tra le contrade linguaggio e simbologia virano sul bellico. «Il Palio è una guerra figurata – spiega il sindaco – e le cariche nelle contrade sono non casualmente di tipo militare: capitano, tenente. I fantini capitani di ventura se non assassini. Ma la pandemia qualcosa ha cambiato, è stata una cesura sentimentale». Con le sedi in lockdown, le contrade hanno potenziato l’aspetto sociale e mutualistico: assistenza informatica, distribuzione di mascherine porta a porta, spesa a domicilio, controllo del territorio. Più impegnati i giovani, persi alla causa parecchi anziani.

Oggi altre due prove, omaggio alla Madonna di Provenzano a cui è dedicato il Palio e cene propiziatorie in tutta la città. Domani messa del fantino e corteo storico, fino ai fatidici 75 secondi per sublimare tre anni di attesa.

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