Siccità, il sindaco Sala: “Stiamo intervenendo nell'emergenza ma si dovranno ascoltare gli esperti per i cambiamenti strutturali”

A Milano, come in molte altre città lombarde, è in vigore l'ordinanza sul risparmio idrico

La siccità non si può risolvere solo con un intervento emergenziale ma, se non si stratta di un evento straordinario, dovrà comprendere cambiamenti strutturali anche negli stili di vita individuali, per i quali sarà necessario affidarsi alla scienza. Questo il pensiero espresso dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che oggi è tornato a parlare della crisi idrica che sta colpendo Milano e la Lombardia, oltre al resto del Paese: «Siamo una città che vive quasi sull'acqua - ha spiegato il primo cittadino - Abbiamo sacrificato i livelli dell'acqua alla Darsena per l'agricoltura e chiuso le fontane. Ma se questa non è una situazione anomala, ma quasi stabile, è chiaro che bisogna lavorare in maniera diversa, come con sistemi diversi di pompaggio dell'acqua e dobbiamo tutti abituarci a uno stile di vita diverso».

Secondo il sindaco sono comunque temi in cui le decisioni devono essere prese ascoltando gli esperti. Ad esempio, ha specificato di aver chiesto una verifica in merito alla possibilità di poter utilizzare l'acqua depurata per l'agricoltura: «Stiamo mettendo in campo azioni emergenziali ma qualcosa deve cambiare in futuro». Parole che sono in linea con quanto sostenuto solo pochi giorni fa dal ministro delle politiche agricole, Stefano Patuanelli, che aveva precisato: «È chiaro che vanno fatti interventi in emergenza ma va fatto un piano strutturale perché il nostro Paese non può andare in crisi ad ogni stagione». Intanto, proprio oggi, l'Osservatorio del Po ha spiegato che le piogge di queste ultime ore sono state utili per gli equilibri idrologici del Po e degli affluenti nel breve periodo ma allo stesso tempo questo incremento dei livelli del grande fiume «non risolve il problema del pesantissimo deficit esistente. Di fatto lo sposta in avanti di una decina di giorni». L'Osservatorio sottolinea infatti come le precipitazioni abbiano avuto risultati più significativi in Piemonte e Liguria ma solo in tono minore su Emilia, Lombardia e Veneto.

A Milano, come in molte altre città lombarde dopo la dichiarazione dello stato d'emergenza regionale, è in vigore l'ordinanza sul risparmio idrico, che prevede alcune limitazioni nell'utilizzo e nel prelievo d'acqua. C'è ad esempio il divieto per l'innaffiatura di giardini e prati, così come il divieto per il lavaggio di veicoli privati e non sarà permesso il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino e piscine su aree private, fatta eccezione per fontane naturalistiche e specchi d’acqua con la presenza di fauna e flora ittica. Rimangono attivi invece i 580 «Dragi Verdi». Quelle fontanelle consentano infatti l'idratazione gratuita di cittadini, e dei turisti presenti in città, «oltre a contribuire - si legge nell'ordinanza - al corretto funzionamento dell’impianto idrico evitando il formarsi di sacche d'aria nelle tubature e mal funzionamenti».

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