'Ndrangheta, il Brasile conferma l’estradizione di Rocco Morabito. Ecco chi è il narcotrafficante più ricercato al mondo

La corte suprema dispone la sua consegna all’Italia

La prima sezione della Corte suprema federale (Stf) del Brasile ha confermato l'autorizzazione all'estradizione in Italia del narcotrafficante della 'Ndrangheta Rocco Morabito, considerato uno dei criminali più ricercati al mondo. Lo scrive l'Agência Brasil.

L'agenzia ha ricordato che Morabito era stato arrestato nel maggio dello scorso anno dalla Polizia federale a João Pessoa e poi trasferito al penitenziario Federale di Brasilia, dove è da allora detenuto.

Nel marzo di quest'anno lo stesso massimo tribunale brasiliano aveva già concesso l'approvazione all'estradizione ma ieri ha ribadito la sua decisione respingendo un ricorso dei legali della difesa di Morabito che avevano sostenuto l'illegalità delle procedure. I giudici hanno votato all'unanimità il rigetto dell'istanza e disposto la fine del processo di estradizione.

Ora il governo federale sarà incaricato di consegnare il boss alle autorità italiane. Nella sentenza a Corte suprema ha ricordato alle autorità italiane che devono essere rispettati alcuni requisiti previsti dalle leggi brasiliane, come la sottrazione da una eventuale condanna della detenzione scontata in Brasile e l'applicazione di una pena massima di 30 anni di carcere.

In Italia Morabito è stato ripetutamente condannato per un totale di oltre 100 anni di reclusione per casi di traffico internazionale di droga

Chi è Rocco Morabito?

Nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, nel 1966, è figlio di Domenico e Carmela Modafferi, nipote di Antonio Mollica e parente del boss Peppe ‘Tiradritto’ Morabito. Rocco Morabito è un personaggio di spicco della ‘Ndragheta della locride nonché uno dei principali narcotrafficanti al mondo. È conosciuto come “Il Tamunga” perché nei suoi anni in Italia e in particolare nella Locride era solito girare con un grosso fuoristrada Dkw Munga. Condanno a 30 anni di carcere, ha trascorso più di metà della sua vita in latitanza. 

Morabito ha frequentato l’Università di Messina ma nel 1988 venne arrestato per minacce ai professori. Ma gran parte della sua “carriera” l’ha costruita a Milano dove, oltre a fare la bella vita, Morabito ha costruito il suo impero della droga. Dal capoluogo lombardo scappa in Sud America a metà degli Anni Novanta sotto la falsa identità di Francisco Antonio Capeletto Souza, imprenditore brasiliano d’origine: qui Morabito ha messo su una coltivazione intensiva di soia e una attività di import-export.

In Uruguay lo arrestano nel 2017 e già lì sembrava che l’estradizione in Italia fosse vicina. Ma alla vigilia del trasferimento riuscì a scappare insieme a tre detenuti brasiliani. E proprio in Brasile lo hanno rintracciato due anni dopo gli investigatori italiani. Che ora lo aspettano in Italia per scontare la sua pena.

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